Ci diamo un voto
10 e lode

A volte le parole incensano, a volte “uccidono” (nel morale, in senso figurato)...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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A volte, le parole incensano (adulare esageratamente), a volte “uccidono” (nel morale, in senso figurato). Il commento sulla manifestazione relativa al Premio Letterario Mille e… Una STORIA organizzato dalla GMC Editore (noi, nella fattispecie) tiene conto sia delle lodi ricevute sia di un’unica critica, non proprio pervenuta in Redazione nei confronti della nostra organizzazione, ma rivolta al sottoscritto in Facebook, con un’accusa perentoria: autoesaltazione. Parliamone, dunque e vediamo di scoprire “dove come quando” il sottoscritto s’è esaltato.

Prove; prove e testimonianze, per favore. Vediamola dunque questa (pseudo) esaltazione, di fronte ai risultati; le prove, appunto. AUTOESALTAZIONE (scrive lo Zanichelli) è l’esaltazione compiaciuta di sé, del proprio operato e dei propri meriti. Da non confondersi con l’AUTOCRITICA: la capacità di giudicare e di criticare se stessi. Dire sostanzialmente che la serata di venerdì al Teatro Sociale è andata magnificamente bene, vuole dire “auto esaltarsi” o “auto criticarsi”? Non abbiamo remore nello scrivere che il Teatro Sociale in Busto Arsizio venerdì scorso non presentava un posto libero sia in platea sia in galleria. Non solo lo provano le persone presenti, ma lo testimoniano i documenti di chi aveva il compito di controllare. Siccome poi nella AUTOESALTAZIONE il “non accorto” Lettore mette la mia persona; è facile chiedere in giro se ciò l’ho fatto; se in qualche mio Editoriale l’ho scritto, se in Fb mi sono autoesaltato. A me non pare. Se invece a qualcuno è sembrato, non ho problemi ad accettare la critica.

A proposito, criticare vuole dire “giudicare biasimando e disapprovando” (Zanichelli) e quel Lettore, come s’è comportato? Le maldicenze, quando si espandono nell’aria, sconfinano nella calunnia… e ciò è male. La calunnia non è solo “un venticello” come si canta nel Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, ma è un’autentica bugia, una denigrazione diffamante nei confronti di chi ne è oggetto (in questo caso, io) e pure un reato.

Ci piace ora scrivere di AUTOCRITICA “capacità di giudicare e di criticare direttamente se stessi” (Zanichelli) che va a braccetto con l’AUTOSTIMA “valutazione positiva o negativa di sé che esprime la misura in cui una persona si considera capace, importante e di valore” (Zanichelli) – terminiamo con la parola MATURITÀ che è la “capacità di agire rettamente e con assoluta indipendenza” (Zanichelli).

Dopo queste (doverose) precisazioni, che aggiungere sulla Cerimonia dell’altra sera? La presenza di Autorità – la presenza di quattro personaggi illustri – la presenza di un super personaggio – la presenza di un pubblico eterogeneo che comprendeva tanti Giovani, i loro Docenti e i loro Dirigenti Scolastici – gli Sponsor, senza i quali non potremmo organizzare il Premio Letterario e la gente comune. Tutti uniti nell’apprezzare il nostro lavoro, accuratamente diretto dal nostro regista, vale a dire Massimo Castiglioni.

Pecchiamo (forse) o ci esaltiamo a mettere qui anche i nomi dei due conduttori della serata, Landoni e Marcora? Ѐ forse esaltazione dire di Lucia, Laura, Alessio, Riccardo, Silvia, Marino, Claudio, Alessandra che hanno svolto una parte principale per l’intera serata? Io la chiamo Autocritica e Maturità.

Per utilizzare appieno la parola MATURITÀ sopra scritta, affermo che non c’è stato un briciolo di errore. Che il programma accuratamente messo a punto, lo si è realizzato nei minimi dettagli. Se volete, una critica la faccio per intero: il tempo dedicato a Samuel Artale si è prolungato di parecchi minuti… ma chi aveva il coraggio di togliere la testimonianza di un deportano ad Auschwitz-Birkenau “onorato” di essere presente a Busto Arsizio e omaggiato dal Sindaco, Dr. Antonelli con una medaglia commemorativa della città? In sala (come si suole dire) “volavano le mosche” per il silenzio pieno di commozione. L’emozione era palpabile e gli applausi scroscianti per Samuel Artale hanno “splafonato” pure loro per durata e per intensità.

Visto poi che il tema della prossima edizione del nostro Premio Letterario Mille e… Una STORIA sarà “dieci e lode” o se preferite “10 E LODE” non ho paura di confermare che noi, questo “10 e lode” lo abbiamo anticipato in questa nona edizione e vorremmo meritarcelo anche per il Decennale del Premio.

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