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“105 candidature per 300 euro al mese? È un sintomo della crisi”

Da pochi giorni, i quindici tirocinanti selezionati nell’ambito del progetto regionale Dote Comune [1] hanno iniziato a lavorare nei vari uffici del municipio.
A fronte di un impegno di venti ore settimanali, riceveranno un contributo di 300 euro al mese, oltre alla certificazione delle competenze acquisite.

Il progetto – e in particolare il “successo” in termini di domande di partecipazione – ha destato l’attenzione di Fausto Sartorato, dipendente comunale e rappresentante del sindacato Adl.
Ben 105 le candidature: in 15 casi si trattava di studenti, nei restanti 90 di disoccupati di età diversa.
“È significativo e preoccupante che persone di 40, 50 anni o anche più abbiano la necessità di aderire a un progetto che prevede un contributo di 300 euro – osserva Sartorato –. Capisco i più giovani che vogliono fare esperienza mentre studiano guadagnando qualche soldo, ma negli altri casi si può parlare di sfruttati in camicia. Non siamo al livello degli extracomunitari che raccolgono i pomodori, ma io non vedo tanta differenza. E non lo dico per fare polemica, men che meno col Comune di Busto, che non c’entra nulla. È  il meccanismo a essere sbagliato. Il mio vuole essere un invito a riflettere sul precariato e sulla realtà occupazionale del nostro Paese”.

53 domande sono pervenute da candidati dai 21 ai 30 anni, 19 da candidati dai 31 ai 40, 17 da candidati dai 41 ai 50, 12 da candidati dai 51 ai 60. “Numeri che non possono lasciare indifferenti – insiste il sindacalista di Adl –. La crisi e la disoccupazione continuano a essere problemi reali e concreti. E il risultato è che ci sono tante persone adulte disposte a lavorare anche per poche centinaia di euro perché poco è meglio di niente. Checché se ne dica, stiamo vivendo ancora una crisi sociale con effetti pesanti anche per chi vive nel nostro territorio”.