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150 anni di tradizione tessile in evoluzione

Nel 2019 la Giovanni Clerici & Figli Spa di Gallarate compie 150 anni di vita produttiva. Una delle aziende storiche di un settore storico, quello tessile, che dimostra giorno dopo giorno quanto sia importante riaffermare le proprie tradizioni rinnovandole con passione, competenza, coraggio e tanta fiducia nel futuro.

Guarda caso, quest’anno ricorre anche il 210° anniversario della nascita di Charles Darwin: il padre della teoria dell’evoluzione. Una coincidenza estremamente significativa.

“Non è vero che ‘vince’ e ‘sopravvive’ il più forte, ma chi si adatta meglio ai cambiamenti che si susseguono incessantemente intorno a lui!”, dice con assoluta convinzione Mario Montonati, 69 anni, presidente della Giovanni Clerici & Figli Spa, rappresentante della 6^ generazione imprenditoriale che ha guidato e sta guidando l’evoluzione dell’azienda di famiglia.

“Le due parole chiave sono adattamento e collaborazione. Senza il mio socio, Filippo Clerici, e senza i nostri dipendenti, a partire da mio figlio Alberto, la 7^ generazione, non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati che sono stati raggiunti. Insieme, ci tengo a sottolinearlo. L’azienda è stata fondata dal nonno del mio bisnonno ed è sempre andata avanti contando sull’armonia operativa delle famiglie Montonati e Clerici. E’ giusto e doveroso – prosegue Mario Montonati – ricordare le proprie radici: i fratelli Mario e Federico Clerici, quest’ultimo papà di Gianni, 86 anni, e nonno del mio socio Filippo; mio papà Carlo, scomparso nel 2002, e nonno di mio figlio Alberto”.

Un intreccio familiare fatto di condivisione, lavoro, entusiasmo, fatica e visione del domani. La Giovanni Clerici & Figli si è sempre occupata di nobilitazione del tessuto (cotone) e non ha mai cambiato la propria sede operativa in quel di Gallarate.

“Ancora oggi – ci dice Alberto Montonati, 36 anni, 7^ generazione, figlio di Mario e competenze aziendali che si dividono fra l’area produttiva e quella amministrativo-finanziaria – provo una certa emozione quando mi muovo all’interno dello stabilimento le cui mura testimoniano 150 anni di storia industriale tessile”.

Una tradizione che si rinnova continuamente?

“Certo. Se così non fosse sarebbe stato impossibile arrivare al traguardo, che in realtà consideriamo un punto di partenza, dei 150 anni di vita produttiva. Attualmente lavoriamo nell’arco dei 12 mesi oltre 9 milioni di metri di tessuto e la nostra clientela – sottolinea Filippo Clerici, 52 anni, 6^ generazione imprenditoriale, amministratore della società con la responsabilità prevalente della produzione – è suddivisa fra le aziende di confezione e le stamperie. Noi siamo sempre stati e continuiamo ad essere dei terzisti. Non abbiamo una nostra linea produttiva”.

L’azienda occupa 50 dipendenti e fattura 6 milioni di euro all’anno.

Chi non si evolve va fuori mercato e scompare. In cosa consiste la vostra evoluzione?

“Stiamo sviluppando e affinando un rapporto diretto con il confezionista. Eravamo abituati a rapportarci con i cosiddetti converter che però quasi non esistono più. Per evitare costose contestazioni, abbiamo investito fortemente nella qualità del processo produttivo. Circa il 10% della nostra forza lavoro – specifica Filippo Clerici – è deputato al controllo qualità. Il controllo finale, inoltre, è effettuato da Quality Biella che opera direttamente all’interno della nostra sede in maniera tale da ottimizzare la logistica”.

“Ormai – interviene Alberto Montonati – non forniamo più solo tessuto lavorato, ma anche servizi tipo la certificazione, i controlli, le consegne. Noi crediamo veramente nel made in Italy che, soprattutto nella filiera del tessile-abbigliamento, è sì ‘pensato’ in Italia ma è sempre meno ‘realizzato’ in Italia”.

Perché?

“Le motivazioni sono molteplici: mancano le professionalità, mancano i tecnici. Trovare un responsabile della preparazione tessuto (candeggio, brucia pelo, mercerizzazione) è praticamente impossibile. Soprattutto fra i giovani. Non esistono più – risponde Filippo Clerici – i chimici tintori, i chimici tessili. C’è una grossa carenza di cultura professionale tessile”.

Cosa significa, nel tessile-abbigliamento, parlare di Industria 4.0?

“Vuol dire investire in innovazione tecnologica. Noi l’abbiamo fatto. L’anno scorso abbiamo investito quasi 800.000 euro, nell’ambito del Piano Calenda Industria 4.0,  per installare un impianto, esattamente una rameuse, che asciuga e appretta il tessuto. Nel 2017 abbiamo speso quasi altrettanto per ammodernare il ciclo produttivo secondo i parametri del risparmio energetico e del rispetto ambientale. Per non parlare della ristrutturazione dello stabile che, con i suoi 150 anni … d’età, ha bisogno dell’adeguata manutenzione”.

Insomma, radici profonde e intatta voglia di futuro?

“Certo. La flessibilità lavorativa – replica Filippo Clerici – è fondamentale per assecondare adeguatamente le nuove esigenze provenienti dal mercato e rispondervi con efficacia e tempestività”.

Qual è il “valore aggiunto” di un giovane manager in un’azienda che ha 150 anni di storia industriale sulle spalle?

“Per prima cosa mi sono preoccupato di dimostrare concretamente – risponde Alberto Montonati – di essere qui per le mie capacità e per la mia voglia di aiutare l’impresa a crescere, e non perché sono … figlio di papà. Sono laureato in Economia, con un master in gestione delle piccole e medie industrie conseguito all’Università Cattolica di Milano, e, dopo aver iniziato la mia carriera professionale in una multinazionale, sono entrato nell’azienda di famiglia. L’ho fatto del tutto spontaneamente e con grande piacere. Quando avevo 12-13 anni davo una mano ad arrotolare le pezze, considero questa fabbrica un po’ la mia seconda casa. Sto cercando di contribuire ad ‘aggiustare’ la strategia aziendale orientandola di più verso il commerciale. Non possiamo più permetterci di ‘aspettare’ i clienti, dobbiamo andare a cercarli. Seguire in tutto e per tutto il cliente, vuol dire fidelizzarlo”.

Come si presenta il 2019?

“Il 2018 è finito in calando. Gli ultimi mesi dello scorso anno sono stati difficili. Ora, invece, siamo in controtendenza positiva. Stiamo attraversando – sottolinea Filippo Clerici – un buon momento, con degli ottimi clienti. Andiamo avanti con fiducia, malgrado il contesto esterno”.

A cosa allude, di preciso?

“Beh, oltre alle difficoltà provocate dal generale rallentamento sui mercati esteri, le politiche del governo in carica rischiano di crearci dei problemi. Il governo precedente – specifica Filippo Clerici – aveva dimostrato un occhio di riguardo per la parte industriale. Oggi, invece, sembra predominare una linea assistenziale con tutte le conseguenze del caso. Prima si cambierà registro e meglio sarà per tutti”.