“SERVONO FORZE FRESCHE CHE CONTINUINO A LOTTARE PER I LAVORATORI”
43 anni di lavoro e venti nel sindacato. Sartorato va in pensione e lancia un appello ai giovani

“Nuova era” per il delegato di Adl, che traccia un bilancio della vita lavorativa (spesa in gran parte in Comune come Vigile) e dell'impegno sindacale

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

L’inizio del nuovo decennio ha coinciso con l’inizio di una “nuova vita” per Fausto Sartorato. Dopo 43 anni di lavoro, la maggior parte dei quali come dipendente comunale a Busto Arsizio, Sartorato è infatti andato in pensione. E se il cartellino da timbrare è ormai un ricordo, non si ferma, invece, la sua attività nel sindacato, che lo vede impegnato da oltre vent’anni.

“Devo ancora metabolizzare – ammette –. È un cambiamento totale che arriva da un giorno all’altro. Devo pensare a cosa fare, ma ci sarà tempo. Di certo continuerò a seguire con i nostri delegati di Adl le vicende del Comune ma anche quelle negli ospedali, nelle case di cura e nelle aziende in cui siamo presenti al fianco dei lavoratori”.

Sartorato ha lavorato quasi 38 anni per il Comune (32 anni e mezzo nel Comando di Polizia locale, il resto all’Ufficio Protocollo) e ha ovviamente avuto modo di conoscere tanti colleghi che nel corso del tempo si sono avvicendati, alcuni dei quali sono diventati degli amici. “I loro attestati di stima sono la cosa più preziosa che ricorderò e porterò con me anche nella ‘nuova vita’. Non ho ancora organizzato un momento di festa per il pensionamento, ma nel mio ultimo giorno di lavoro tanti colleghi, di uffici diversi, hanno voluto farmi un regalo senza che io dicessi nulla. È stato un gesto che ho apprezzato moltissimo, perché credo sia il riconoscimento della correttezza con cui mi sono comportato in tutti questi anni, pur ovviamente con i miei limiti e difetti”.

Come in tutti i bilanci, ai momenti positivi si affianca qualche nota stonata: “C’è la tendenza a dimenticare le cose belle, mentre per un eventuale errore sei ‘segnato’. Io ho portato avanti le battaglie in cui credevo e di certo si può sbagliare, ma tutti insieme, visto che ho sempre ascoltato la volontà dell’assemblea dei dipendenti. Anche nel caso della turnazione delle educatrici (in cui ad avere ragione è stata la linea del Comune, ndr), non è vero, come dice il sindaco, che io porto in tribunale la gente. Io ascolto la volontà dei lavoratori e lotto, perché chi non lo fa ha già perso. Quello che ho cercato di fare in tutti questi anni è stato difendere i diritti del personale, in Comune come nel privato, impegnandomi per avere stipendi adeguati, mensa aziendale, cose essenziali, insomma”.

Tanti i dirigenti o gli esponenti politici con cui ci sono stati confronti. Anche accesi. “Quando necessario, ho sempre risposto per le rime ma nel rispetto dei ruoli, facendo il mio dovere. Per quanto riguarda gli amministratori, spezzo una lancia in favore di Gigi Farioli: sia da sindaco che da assessore non mi ha fatto mancare parole di stima, mi auguro sincere, anche nei momenti più bui”.

Ora, dunque, inizia una nuova fase. E anche se continuerà a essere in prima linea per quanto riguarda l’impegno sindacale, Sartorato vuole lanciare un appello ai giovani: “Spero che chi è entrato da poco nel mondo del lavoro o si accinge a farlo si avvicini al sindacato. I datori di lavoro lo vedono come qualcosa da combattere e spesso lo denigrano. Ma il sindacato siamo noi, persone che se fanno bene il proprio lavoro non devono nascondersi. Adl, in particolare, è visto come un sindacato conflittuale, ma noi semplicemente usiamo tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per portare avanti battaglie giuste. Mi auguro che i giovani non guardino al sindacato con sospetto. Io ho ancora voglia di lottare e così le persone con esperienza che mi affiancano, ma non si può sempre contare sugli ultracinquantenni. Servono forze fresche che abbiano voglia di imparare e darsi da fare”.

Copyright @2020