PRESIDIO DURANTE L’ASSEMBLEA DI ACCAM
5 Stelle e comitati chiedono di spegnere l’inceneritore. Acceso scambio di battute con Antonelli

Il sindaco ha incontrato i manifestanti e non è mancato un siparietto sopra le righe. Presenti i parlamentari grillini Paragone e Invidia

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Il possibile prolungamento dell’attività dell’inceneritore scatena la protesta di comitati ambientalisti e Movimento 5 Stelle. Il voto del consiglio comunale di Busto Arsizio – che lunedì sera ha di fatto prorogato la concessione del terreno su cui sorge l’impianto fino al 2027 – e le parole perentorie del sindaco Emanuele Antonelli hanno dato ancora maggiore concretezza a questa ipotesi.

Così, il variegato mondo che si oppone a questo scenario, compresi alcuni parlamentari varesini pentastellati, si è radunato davanti a Palazzo Gilardoni venerdì pomeriggio, proprio mentre l’assemblea dei soci di Accam discuteva il contestato piano industriale.
Prima dell’inizio della riunione, il sindaco Antonelli ha incontrato i manifestanti e non è mancato qualche scambio di battute un po’ sopra le righe.
Al consigliere regionale grillino Roberto Cenci e a Oreste Magni, presidente dell’Ecoistituto della valle del Ticino, il primo cittadino bustocco ha spiegato che “oggi l’assemblea deve salvare la società. Con un bilancio negativo si fallisce e per evitarlo è necessario spostare la chiusura al 2027. Da settimana prossima si potranno studiare eventuali scenari alternativi all’incenerimento, anche se attualmente, a mio parere, non esistono. Se qualcuno conosce qualche esempio concreto, lo porti all’incontro pubblico che organizzeremo”.

Il confronto si è surriscaldato quando il consigliere comunale di Castellanza Michele Palazzo ha chiesto con forza che l’assemblea si tenesse a porte aperte. “Ma lei da dove salta fuori? – ha replicato Antonelli –. Vada a Castellanza a rompere al suo sindaco. Mi avevano detto che lei è un tipo strano, ma non credevo fino a questo punto”.

Al di là di questo siparietto, i toni della protesta di comitati (a partire da quello di Borsano) e attivisti pentastellati sono stati molto pacati. Il deputato Niccolò Invidia ha sottolineato che “le indicazioni di Unione Europea e governo vanno nell’ottica dell’economia circolare e del riutilizzo e sono quindi in netto contrasto con la proroga al 2027 dettata da motivi economici e di bilancio. Presenterò un’interrogazione in commissione Ambiente su Accam per verificare la coerenza dei piani della società rispetto alle linee del ministero. La nostra idea è quella di spegnere l’inceneritore nel 2021 e valutare altre possibilità, come la fabbrica dei materiali di cui si era già parlato”.

Per il senatore Gianluigi Paragone, “qualcuno vuole fare cassa sulla salute dei cittadini e sul tema dei rifiuti. Vedo strane ombre, quelle della svendita alla privatizzazione e vedo un’operazione finanziaria travestita da operazione industriale. Serve una diversa impostazione culturale: Accam è una realtà vecchia e siccome non è stato impostato il futuro, ora ci si ritrova con l’acqua alla gola”.
Paragone è stato salutato calorosamente dal già senatore e sindaco emerito Gian Pietro Rossi. Sebbene Accam sia una sua “creatura”, oggi il sette volte sindaco parla di esperienza a “fine corsa”: “Il mondo gira, le tecnologie cambiano. Quell’impianto deve essere sostituito con uno all’avanguardia”.

Invece, protesta la consigliere comunale Claudia Cerini, affiancata dal collega Luigi Genoni, “si sta andando verso la creazione di una A2A del Basso Varesotto. Siamo gli unici a cercare di contrastare quello che sta accadendo. Non siamo riusciti ad avere un dialogo con Busto al Centro e il Pd e anche la Lega non ci ha mai risposto”.
Preoccupazione anche da parte di un Comune che confina con Borsano e che non fa parte del consorzio Accam: “Continuare con l’incenerimento è sbagliato, per i cittadini sarebbe un bene dire basta”, l’auspicio dell’assessore all’Ambiente di Dairago Luca Tateo.

Copyright @2018