SIT-IN DAVANTI ACCAM
I 5 Stelle: “L’inceneritore va chiuso”. E pungono la Lega

Il deputato Paragone duro con gli alleati di governo: “Difendono un sistema di potere”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Lo sostengono da sempre ma ora, dopo l’inchiesta e gli arresti della scorsa settimana che hanno azzerato i vertici di Accam, gli attivisti del Movimento 5 Stelle lo gridano ancora più forte: “L’inceneritore va chiuso”.
Lunedì mattina un gruppetto di militanti, tra i quali anche esponenti di primo piano come il deputato Gianluigi Paragone, il consigliere regionale Roberto Cenci e la candidata alle elezioni europee Paola Macchi, si sono ritrovati davanti all’impianto di Borsano per ribadire che il tempo dell’incenerimento è finito. Senza risparmiare qualche stoccata alla Lega: “Decida se guardare al futuro o se ha nostalgia di Berlusconi e quindi del sistema ‘mensa dei poveri’”.

“Abbiamo predisposto una mozione urgente che porteremo prestissimo in Consiglio per chiedere il taglio della direzione e la chiusura di questo impianto obsoleto”, anticipa Cenci.
“Da anni parliamo di Accam, contestandone piani industriali e consulenze – attacca l’attivista di Busto Alberto Lucchese –. Scoprire di avere ragione è motivo d’orgoglio. Siamo convinti che sia solo l’inizio e che andando a ritroso si possano scoprire altre magagne. E pensare che quando abbiamo sollevato la questione delle ecoballe di Napoli, Gorrasi ci accusò di terrorismo psicologico”.

“I cittadini non si rendono conto dell’inquinamento causato dagli inceneritori – aggiunge Paola Macchi –. Non lasciamo a figli e nipoti i nostri rifiuti sotto forma di inquinamento. Accam va chiuso, a maggior ragione dopo le indagini”.
Duro l’intervento di Paragone: “Qui si discuterà un piano industriale realizzato da persone indagate o arrestate o comunque legate alla cosiddetta ‘mensa dei poveri’, termine squallido con cui si fa riferimento a un ristorante in cui si scambiavano mazzette”.

Il deputato si rivolge alla Lega, “alleata” dei 5 Stelle a Roma, mentre in provincia governa con il partito fortemente scosso dall’indagine, Forza Italia. “Qui dentro c’è il grumo di potere del centrodestra. Se la Lega spera di portarci su quelle posizioni si sbaglia, noi non vogliamo avere posizione opache. Noi vogliamo guardare avanti e dire sì alla legalità. Con la scusa di dire che noi siamo quelli del no, la Lega sta difendendo un sistema di potere. Noi, invece, non siamo alleati del mullah (Caianiello, ndr)”.

Paragone ne ha anche per il Tg3 Lombardia della Rai “che la Lega si è presa e che non manda qui le sue telecamere. Evidentemente l’aria nuova non piace e hanno paura di scoperchiare tutto quello che comunque verrà fuori”.

Nel frattempo Claudia Cerini ha richiesto di poter assistere alla prossima assemblea dei soci di Accam prevista per il 20 maggio insieme al collega Luigi Genoni in qualità di consiglieri comunali: “L’auspicio è che l’assemblea sia aperta al pubblico. Il tempo delle porte chiuse è finito, visto quello che hanno prodotto”. Cerini contesta inoltre il possibile slittamento del consiglio comunale dal 21 al 28 maggio. “Siamo contrari perché è necessario fare al più presto chiarezza. Inoltre, lo spostamento è dovuto a una delibera su Agesp e a questo punto è opportuno che ci sia permesso capire bene di che cosa si tratta”.

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