GIOVEDÌ 12 DICEMBRE L’INSTALLAZIONE NARRATA
50 anni dalla “Stragedia” di piazza Fontana

Comitato Antifascista, Cgil e Adl presentano “Stragedie”, in programma alle 21.15 al Museo del Tessile

BUSTO ARSIZIO

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A 50 anni dalla strage di piazza Fontana a Milano, un gruppo di persone diventerà “testimone narrante” delle “Stragedie”.
Giovedì 12 dicembre, alle 21.15, nella Sala Gemella del Museo del Tessile di Busto Arsizio si terrà l’installazione narrata a cura del Comitato Antifascista, in collaborazione con Cgil Varese e Adl Busto.
In scena non ci saranno attori professionisti, ma un variegato gruppo di persone: dalle giovanissime Emma e Alice, sedicenni, ad Annamaria, la signora più “grande” del gruppo.
Questa la presentazione dell’iniziativa, nata nell’ambito della Pastasciuttata antifascista bustese.

Sappiamo tutto!
Si è soliti dire che persista più di un mistero riguardo alla strage del 12 dicembre 1969. Nulla di più falso. Sappiamo moltissimo, quasi tutto, di questa tragica vicenda. Non ci si lasci ingannare dalle sentenze. Nelle attività di indagine sono state acclarate le ragioni che ispirarono la strage in funzione di un salto di qualità nel percorso della “strategia della tensione” e messo a fuoco il complesso dei mandanti, tra vertici militari e ambienti Nato, complici ampi settori delle classi dirigenti e imprenditoriali, tentati da avventure eversive. Sono anche stati individuati gli esecutori materiali, ovvero gli uomini di Ordine nuovo, con il riconoscimento delle responsabilità personali di Franco Freda, Giovanni Ventura e Carlo Digilio. Sulla base delle carte che si sono accumulate, interrogatori, confessioni, incrocio di indizi, sarebbe addirittura possibile ricostruire il percorso compiuto dalla bomba collocata all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura. Gli ultimi duecento metri o poco più. Chi volesse in futuro dedicarsi a film o romanzi sulla strage di piazza Fontana, come è già accaduto, potrebbe prenderli in considerazione ai fini di una possibile sceneggiatura. Sarebbe possibile anche fare i nomi, ma siamo costretti a far finta di non saperli e a raccontare le mosse e gli atti di costoro come in un film o in un romanzo. Nomi di personaggi comunque ad oggi non tutti più processabili, dato il venir meno delle loro esistenze negli anni precedenti.

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