SUL MONUMENTO PORFIDIO NON SI ARRENDE
“Un comitato per la rinascita di piazza Tri Cü”

L’ex consigliere comunale de La Voce della Città vuole ridare vita alla storica piazza Vittorio Emanuele, riportandovi il monumento ai Caduti

BUSTO ARSIZIO

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I più giovani forse nemmeno lo ricordano ma, per tutti gli altri, fino a una dozzina di anni fa piazza Vittorio Emanuele era piazza “Tri cü”. Il nomignolo, poco elegante ma di certo non volgare, si deve al monumento ai Caduti che svettava nel cuore della piazza e che ormai da tempo è stato trasferito in piazza Trento e Trieste.

Il “trasloco” non è mai andato giù ad Audio Porfidio che, nei panni di consigliere comunale de La Voce della Città, fu tra i promotori del referendum organizzato per evitare lo spostamento.
Sono passati più di dieci anni, ma Porfidio non si arrende: “Il monumento ai Caduti – dice – tornare in piazza Vittorio Emanuele. Non basta pensare di pedonalizzare piazza Trento e Trieste: quel monumento è un simbolo della città e non può restare sopra i ‘cessi’ della città (lì, infatti, si trovano i bagni pubblici, ndr). Deve ritornare al suo posto. Anche per restituire dignità ad una piazza che secondo le promesse dell’amministrazione, mai mantenute, avrebbe dovuto diventare il luogo delle feste, mentre oggi è anonima e deserta, un vero mortorio”.

Del caso si era parlato qualche tempo fa anche in Consiglio comunale, per via di una mozione (con cui si chiedeva il ripristino della collocazione originaria) a firma di Diego Cornacchia. L’esponente del gruppo misto ha poi cambiato parere a proposito di un nuovo spostamento: “’Parole, parole, parole’, come cantava Mina, che è nata a Busto Arsizio – attacca Porfidio –. Oggi Cornacchia fa il voltagabbana, anche se all’inizio era stato tra quelli che mi aveva sostenuto nella battaglia per il referendum, sfidando il boicottaggio da parte dell’amministrazione comunale”.

Porfidio è un fiume in piena e, a chi obietta che l’operazione da lui auspicata comporterebbe un esborso importante per le casse pubbliche, replica così: “Lo spostamento del monumento ai Caduti lo deve pagare chi ha commesso questo scempio: gli amministratori si assumano la responsabilità delle scelte sbagliate che sono state fatte. Se l’amministrazione trova i soldi per le tante manifestazioni di facciata che vengono organizzate a Busto, possono trovarli anche per sistemare gli errori fatti nel passato. I valori che esprime quel monumento non hanno prezzo, e non ci si può attaccare alle questioni economiche”.

La battaglia per riportare l’opera in piazza Vittorio Emanuele è dura da vincere. Ma l’ex consigliere comunale è pronto a combatterla con ogni mezzo. Anche dando vita a un comitato: “Se l’amministrazione non ci ascolta – afferma – chiederemo di occupare simbolicamente piazza Trento e Trieste per liberare dal traffico, almeno per un giorno, il monumento ai Caduti. E se necessario, arriveremo a chiedere un nuovo referendum. Nel frattempo inizieremo a raccogliere le adesioni al porfidio. Il fatto che anche personalità della cultura cittadina come Angelo Crespi si espongano a favore del ritorno del monumento in piazza Vittorio Emanuele ci spinge a riprendere la battaglia. Chi vuole iscriversi al comitato può venire a trovarci nella sede di viale Cadorna 1 oppure mandarci una mail all’indirizzo [email protected]”. La battaglia, insomma, continua.

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