OLGIATE OLONA - Qualche giorno fa abbiamo parlato dei disagi che alcuni cittadini olgiatesi che abitano in prossimità dello Zero Village Idea Verde lamentano soprattutto in questi mesi estivi (
leggi qui); nell’articolo abbiamo raccontato di rumori sino a tarda notte, parcheggi selvaggi e maleducazione, e oggi
abbiamo contattato i gestori della struttura per capire meglio da dove derivino questi problemi.
Partiamo dalle auto che vengono parcheggiate un po’ ovunque, senza il minimo rispetto delle regole del codice della strada; qualcuno ha ipotizzato che questo fenomeno avvenga perché la struttura, una volta raggiunto il limite di capienza previsto, non impedisce l’ingresso, e di conseguenza il parcheggio dello Zero non riesca a contenere l’eccesso di vetture.
“Abbiamo più di mille e cinquecento posti - spiega Lorenzo Vidoz - e un rapporto tra visitatori e parcheggi di due a uno, mentre in gran parte delle altre strutture è di tre a uno; di fatto, quindi, in situazioni normali vi sono ben più posti auto che persone all’interno della struttura.
I disagi nascono nel momento in cui raggiungiamo la capienza massima; in questi casi non ci è più possibile fare entrare nessuno e, oltre che chiudere i cancelli, avvisiamo anche i parcheggiatori, che spiegano la situazione a chi arriva invitandolo a recarsi altrove. Purtroppo la reazione della gente, spesso, non è quella di andarsene, ma di abbandonare la macchina dove capita per poi raggiungere i cancelli a piedi pretendendo di accedere o alla discoteca o alle piscine, e per questo noi non possiamo fare niente, abbiamo già otto parcheggiatori che costantemente si trovano a scontrarsi con l’inciviltà e la poca educazione delle gente”.
Ed è proprio la maleducazione un altro dei punti analizzati dagli esponenti del neonato Comitato, che lamentano nelle vicinanze della struttura furti, vandalismi e gesti incivili di vario genere.
“In questo caso anche noi siamo vittime esattamente come gli abitanti della zona - prosegue Vidoz - quasi ogni sera chi non riesce ad entrare, vuoi perché si sia raggiunto il limite di capienza o perché noi stessi riteniamo di non farli entrare per l’evidente tasso di alterazione alcolica, tende a “sfogare la propria frustrazione” contro i tabelloni, i pali della luce e, a volte, anche sulle macchine che si trovano nel parcheggio.
Questo significa che ogni giorno ci troviamo a dover mettere mano ai danni che vengono provocati da questi individui, e non c’è da stupirsi, a questo punto, se il loro “raggio di distruzione” si estende ben oltre i nostri cancelli”.
Ultimo argomento da affrontare è quello del volume della musica proveniente dalla discoteca, che, come lamentano alcuni, renderebbe disagevole il riposo e a volte proseguirebbe oltre le tre del mattino.
“Posso capire che all’inizio vi sia effettivamente stato qualche problema - conclude Vidoz - poiché le tarature degli impianti sono state fatte su strumentazioni nuove e prima dell’apertura, a locale vuoto; in questo periodo, quindi, ci siamo trovati a dover effettuare dei piccoli aggiustamenti perché tutto rientrasse nei limiti previsti.
Questi problemi, però, si sono riscontrati nella prima settimana di apertura; poi siamo sempre rimasti nel consentito, anche sabato scorso abbiamo fatto fare delle verifiche per sicurezza, da cui è emerso che le emissioni sonore sono la metà di quelle consentite per legge.
Per quanto riguarda l’orario di chiusura, invece, vorrei solo dire che sulla nostra console vi è un avviso che ricorda che la musica va cessata al massimo alle 2.55, pena il mancato pagamento della serata. Chi dà fastidio oltre quell’ora, anche qui, sono alcune persone prive di educazione che, una volta usciti dal locale, accendono gli impianti delle proprie auto, ad un volume decisamente troppo alto, causando disagi a chiunque abiti lungo la strada”.
In conclusione, dal colloquio avuto con i rappresentanti dello Zero Village Idea Verde, una struttura in cui lavorano circa 130 persone nel periodo estivo, emerge un quadro abbastanza avvilente, fatto di maleducazione e poca attenzione per gli altri da parte di alcuni avventori, che diventa ancora più sconfortante se si pensa che la maggior parte di essi sono ragazzi giovani.