BUSTO ARSIZIO - Venerdì 13 luglio, un’aula Falcone e Borsellino gremita di autorità ha salutato il procuratore capo Francesco Dettori, che dal 20 luglio sarà a Bergamo. Lascia la città anche il capitano della Guardia di Finanza, Diego Serra, diretto a Roma.
“Nella vita c’è un tempo per arrivare e uno per partire. Quel momento è arrivato - ha esordito trattenendo la commozione il procuratore - Quando sette anni fa raggiunsi Busto, non sapevo cosa aspettarmi. Oggi posso dire che il bilancio di questa esperienza è esaltante, grazie alle persone che ho incontrato”.
Dettori ha voluto ringraziare tutti coloro con cui ha collaborato in questi sette anni, partendo dall’Amministrazione comunale e dalla Provincia, passando per la Questura di Varese e la Guardia di Finanza (“che tanto ha fatto, in particolare nella lotta all’evasione fiscale”), l’Arma dei Carabinieri (“con cui l’intesa è stata perfetta”), fino alla Polizia Locale e al corpo forestale nazionale.
Il procuratore non ha dimenticato di menzionare la casa circondariale (“non è facile gestire la realtà carceraria in situazioni di sovraffollamento, speriamo che il governo intervenga) e l’ordine degli avvocati.
“I rapporti con il tribunale, a partire dal Presidente Mazzeo, sono stati estremamente proficui - ha poi aggiunto - Ci siamo armati di buona volontà per risolvere insieme i vari problemi che si sono presentati”.
L’ultimo e più sentito pensiero lo ha rivolto alla “sua” procura: “Tranquilli, non mi commuovo - ha detto - Questo ufficio funzionava anche prima del mio arrivo, ma ora la qualità del lavoro è progredita, grazie soprattutto all’adeguamento della situazione logistica”.
Rivolgendosi al personale amministrativo, ha sottolineato come tutti si siano sempre impegnati “ben oltre l’orario d’ufficio, affinché i principali processi venissero definiti”. Un “grazie” è andato anche alla polizia giudiziaria (“il vostro è un lavoro imprescindibile”) e ai magistrati che, essendo diminuiti nel numero, “hanno dovuto impegnarsi fino allo spasmo per mandare avanti la giustizia”.
E poi, ovviamente, i sette “meravigliosi colleghi”: “Grazie a voi la procura ha assunto un’identità che rappresenta un orgoglio a livello nazionale”.
“Quest’organo funziona - ha concluso - deve essere migliorato e sono convinto che lo farete. Grazie, vi abbraccio tutti”.
Saluta anche il capitano della Guardia di Finanza, Diego Serra: “Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, ma non pensavo che sarei stato così emozionato - ha ammesso - Qui ho instaurato con tutti un rapporto professionale e costruttivo impreziosito da un legame affettivo unico che sarà difficile trovare altrove”. Tra i tanti ringraziamenti, Serra ne ha rivolto uno particolare proprio a Dettori, definito “un secondo padre”.
Il Presidente del tribunale bustocco, Antonino Mazzeo, ha ricordato che al momento dell’arrivo di Dettori a Busto “la sua fama lo precedeva. Ne conoscevo le doti professionali, ma non quelle umane. Anche il tribunale resta orfano, però ci ha lasciato una procura in cui operano persone che collaborano con noi in maniera eccezionale. Sono contento che, mentre fino a qualche tempo fa a Roma il tribunale e la procura di Busto risultavano un po’ sconosciuti, oggi hanno il rilievo che meritano”.
L’ultima parola è spettata al
Sindaco Gigi Farioli, che ha ribadito il
ringraziamento particolare che la città aveva già tributato a Dettori e Serra durante la festa patronale. “Chiunque, dopo essere passato da Busto, potrà affrontare qualsiasi incarico a qualunque livello”, ha chiosato il Primo Cittadino.