BUSTO ARSIZIO - Strascichi polemici hanno accompagnato il concerto del giovane cantautore bustocco
Diego Barbati andato in scena in piazza Santa Maria, in uno degli affollatissimi
giovedì sera in centro.
La rabbia ed il malcontento dell’artista e di tutto il suo staff sono nati a seguito dell’arrivo dei vigili che hanno costretto a chiudere il concerto alle 23, nonostante lo spettacolo fosse iniziato solo una quarantina di minuti prima.
La burocrazia ha prevalso e Barbati ha dovuto interrompere lo show in anticipo, cancellando gran parte della scaletta in programma ed anche una sorpresa finale.
Ad esprimere tutto lo sconcerto per questo episodio, è Linuccia Blanco, organizzatrice dell’evento: “Come poteva un concerto che iniziava alle 22, finire per le 23? Quando abbiamo portato le locandine in Comune non ci potevano dire che i vigili avevano dato il permesso solo fino a quell’ora?
Trovo sminuente per un artista bustocco che si esibisce del tutto gratuitamente per il suo Comune solo perchè fiero di cantare nella propria città, essere trattato con tanta superficialità e indifferenza, capisco che un’Amministrazione abbia tanti problemi ma la fantasia e l'arte non dovrebbero comunque essere trascurate, perché altrimenti si diventa aridi robot in una città dormitorio nella quale ancora vige il coprifuoco”.
E conclude: "Si dovrebbe portare avanti il “made in Italy”, il “
made in Busto”...
Ma cosa è rimasto dei tanti programmi elettorali che proponevano una città anche a misura di giovani?
Io da "ex Impronta giovane”, ho continuato da sola a cercare di portare avanti iniziative per i giovani e la musica... ma la verità è che Busto è e vuole rimanere un paese per vecchi, sono delusa e amareggiata”.