BUSTO ARSIZIO - Busto chiede lo stato di calamità naturale. Si è tenuta ieri mattina una
giunta straordinaria che ha dato il via libera alla richiesta che ora dovrà essere valutata da Regione Lombardia e Governo. Mentre Agesp sta lavorando per intervenire in tempi record su scuole e
PalaYamamay (quest’ultimo duramente colpito dalla
tromba d’aria di lunedì scorso) affinché tutto sia a posto per settembre, anche il Comune non vuole essere da meno.
“Abbiamo deliberato la richiesta di stato di calamità naturale seguendo i requisiti previsti dalla legge - spiega il Sindaco Gigi Farioli - Allo stesso tempo, abbiamo chiesto l’esenzione dal patto di stabilità (necessaria per coprire i costi degli interventi, ndr). Ci siamo mossi per tempo, facendo il possibile per non fare perdere un’occasione ai cittadini. Non voglio però creare false aspettative, anche perché adesso è tutto nelle mani di Regione e Governo”.
Intanto, il Comune sta procedendo con la segnalazione dei danni attraverso il sistema Rasda, strumento ad hoc per indicare i danneggiamenti dovuti a un evento calamitoso e per richiedere un contributo.
La speranza è di rendere scuole e palazzetto di viale Gabardi agibili per settembre (il 10 suonerà la prima campanella, mentre il 15 la “Yama” sarà impegnata in Coppa Italia): “L’obiettivo è ambizioso - ammette il primo cittadino - ma stiamo già lavorando affinché non ci siano ritardi né al calendario scolastico, né a quello sportivo”.
Non solo: “Ci siamo resi disponibili a fare da punto di riferimento per i Comuni del territorio che intendono richiedere i danni (in particolare Lonate Pozzolo, Ferno e Castellanza, ndr) - racconta Farioli - Anche se siamo in periodo di ferie, ho avuto modo di sentirmi o incontrarmi un po’ con tutti i Sindaci o con i loro delegati; ad alcuni ho già fatto avere una copia della nostra delibera”.
Nel frattempo, mentre la
stima dei danni fatta nei giorni scorsi parla di
1 milione e 200 mila euro (di cui la metà dovuta al tetto danneggiato del PalaYamamay), oggi anche i Vigili del fuoco hanno fatto “i conti”. Tra Samarate, Castellanza, Gallarate e soprattutto Busto, sono stati
95 gli interventi effettuati in tre giorni dai pompieri del Sempione, aiutati dai colleghi di Varese, Somma Lombardo, Inveruno e dai volontari dei distaccamenti di Gallarate e Laveno Mombello. Un lavoro straordinario, effettuato anche di notte, che ha riguardato in particolare la rimozione degli alberi sradicati e la messa in sicurezza dei tetti colpiti dal forte vento.
Alcuni interventi si sono svolti in condizioni difficili, come quelli che hanno interessato i tetti scoperchiati di alcune abitazioni nelle vie Mazzini, Principessa Mafalda e Bonghi di Busto, che hanno visto le squadre lavorare a notevole altezze su superfici rese precarie dalla pioggia e dal cedimento delle strutture.