BUSTO ARSIZIO - Polizia locale ferma ai box a causa della burocrazia. Il benzinaio dal quale i vigili si recano abitualmente per rifornire le auto di servizio è in ferie, così gli agenti devono ripiegare su altri distributori ricorrendo ai “buoni benzina”. Ed è proprio la procedura macchinosa legata a questi buoni a suscitare il malcontento di molto agenti, di cui Fausto Sartorato, sindacalista dell’USB, si fa portavoce.
“Innanzitutto, occorre farsi rilasciare la richiesta dal Comando, ma non si riesce a capire chi materialmente debba occuparsene – spiega Sartorato – Poi bisogna recarsi (non prima delle undici!) all’ufficio economato per ritirare i buoni, al massimo tre da dieci euro ciascuno. Una volta dal benzinaio, questo deve compilare un attestato che noi dovremo riportare in Comune”.
E se il meccanismo si inceppa, ad esempio se il benzinaio non compila in maniera corretta il documento, i tempi si dilatano ulteriormente.
“Con questo sistema – lamenta Sartorato – gli operatori non possono presidiare il territorio e le pattuglie sono costrette a fare avanti e indietro per sbrigare la pratica, anziché svolgere i propri compiti”.
Durante l’anno, i vigili si rivolgono a un unico benzinaio, consegnando, a fine mese, una scheda all’economato che attesta tutti i rifornimenti effettuati. In passato, quando questo distributore chiudeva per ferie, gli agenti rifornivano le vetture da un altro benzinaio seguendo la pratica consueta.
La richiesta di Sartorato è quella di ripristinare, a partire dal prossimo anno, questo meccanismo, abbandonando i “buoni benzina” e la burocrazia a loro connessa. “Non so se questi buoni garantiscano un risparmio economico – chiosa il sindacalista – In ogni caso, spending review non vuol dire che a pagare la crisi debbano essere sempre e solo lavoratori e cittadini”.