MARNATE - Nato a Trento nel 2010, il Family Audit è un progetto che si propone di ottimizzare il sistema di lavoro con casa e famiglia, cercando la modalità migliore per conciliare i tempi e le necessità dei lavoratori con quelli delle aziende; da quest’esperienza è nato un bando di sperimentazione del Ministero della famiglia al quale parteciperà anche il Comune di Marnate.
Si tratterà, dunque, di un percorso lungo tre anni durante il quale, come spiega la responsabile dei servizi sociali, Rita Colombo, un consulente designato dal Ministero analizzerà l’organizzazione lavorativa del personale per individuare sia i bisogni dei singoli lavoratori, sia quelli del Comune.
Il passo successivo sarà quello di trovare un punto d’incontro fra di essi, ottimizzando il rapporto tra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alla famiglia.
Si tratta, dunque, di uno studio “pilota” che potrebbe portare, alla sua conclusione, ad una certificazione utile per adeguarsi agli standard che stanno iniziando a diffondersi all’interno dei paesi europei, sul modello di quelli del nord.
A questo progetto non parteciperanno solo le Amministrazioni, ma anche le aziende e le realtà che appartengono al mondo del lavoro, per le quali, già oggi, questo tipo di riconoscimento è importante per accedere ai diversi bandi organizzati in alcuni paesi della comunità europea.
“In questi anni stanno cambiando le esigenze sia a livello sociale che culturale - spiega l’Assessore ai Servizi Sociali, Lorenzo Pisani - e molti lavoratori già presentano delle richieste che rientrano in questo tipo di ambito.
Questa certificazione è importante, in Germania, ad esempio, è già obbligatoria, e non è escluso che in futuro questo obbligo valga per tutta la comunità”.
“Fra tre anni - commenta il Sindaco Celestino Cerana - riceveremo la certificazione, così come avverrà per tutte le realtà che partecipano a questo bando; credo che tutto questo sia estremamente importante, poiché è sempre più fondamentale che il lavoratore svolga i suoi compiti in maniera corretta e consona, senza che però questo gli impedisca di rispondere alle esigenze della propria famiglia”.