BUSTO ARSIZIO - Dalla parte del cittadino. Non nel senso della cittadinanza in generale, ma di quella persona che durante
l’ultima seduta del Consiglio comunale, dopo
un’ora trascorsa a discutere del regolamento dei circhi, non ce l’ha più fatta a trattenersi ed è scattata in piedi gridando:
“Basta! La gente muore di fame e voi parlate di queste cose!”.
Probabilmente non sarà stato l’unico tra i pochi, pochissimi presenti fra il pubblico a pensarla così. Certo, le modalità della protesta (decisa ma assolutamente civile) potranno non piacere, ma che l’assemblea civica non goda di ottima salute è indubbio. E una “strigliatina” un po’ colorita male non farà a dei Consiglieri che per primi ammettono i problemi dell’assise, senza che però la situazione migliori.
La stampa ha dedicato ampio spazio alle sedute poco concrete, diciamo così, del Consiglio comunale.
Il nostro mensile se ne è occupato ampiamente sul numero di marzo, interpellando tutti i capigruppo della sala esagonale e il Presidente dell’assemblea,
Diego Cornacchia. Quest’ultimo non ha nascosto la
delusione per l’andamento delle sedute e, nonostante i poteri del Consiglio siano indubbiamente diminuiti rispetto al passato, ha invitato gli “
esimi Consiglieri” (come è solito definirli)
a darsi da fare, poiché sta a loro alzare il livello del dibattito.
Non solo, Cornacchia ha anche scelto di ridurre momentaneamente il numero delle sedute (lunedì, però, ce ne sarà già un’altra), convocandole solo in caso di questioni pregnanti, per evitare discussioni sterili E così per oltre un mese niente Consiglio comunale. Ma la pausa di riflessione non ha dato i frutti sperati, poiché non appena le riunioni sono riprese, puntualmente sono ricominciati lunghi dibattiti dal valore alquanto opinabile.
L’8 marzo, per esempio, una buona parte dell’assemblea se ne è andata discutendo del fatto se quella presentata da Francesco Lattuada a proposito del compostaggio domestico dei rifiuti urbani fosse una delibera o una mozione. Nella seduta successiva, quella del 30 marzo, dopo un’ora di dibattito incentrato sul regolamento degli spettacoli viaggianti, Cornacchia ha chiesto che l’ufficio competente ne rivedesse il testo, frutto di un lungo lavoro in commissione, per poi riportarlo in Consiglio comunale. Ed è a questo punto, mentre il Presidente rispondeva a Speroni sostenendo che non si possa impedire ai circhi di utilizzare gli animali (“Non si è mai visto una spettacolo senza un asinello o un cavallino che fanno la capriola”), che un cittadino è sbottato.
“La gente muore di fame e voi parlate di queste cose! Basta, pensiamo a cose serie!”, ha urlato, invitato con altrettanta decisione a “stare seduto” da Cornacchia. Alla fine l’agente di polizia locale presente in sala chiede i documenti al “contestatore” e la protesta rientra. Il regolamento sui circhi, non privo di paradossi, si voterà, su esplicita richiesta di più di un Consigliere (Bellazzi è il più poetico: “Non continuiamo a far girare l’acqua con la forchetta”).
Archiviato il fuori programma, gli “esimi Consiglieri” potranno darne il giudizio che preferiscono. Forse lo sfogo di un cittadino potrà servire da pungolo, laddove le pagine dei giornali e la “pausa di riflessione” hanno fallito. Auguriamocelo, prima che, insieme alle contestazioni isolate di qualche cittadino, spariscano anche quei pochissimi bustocchi che ancora assistono alle sedute del Consiglio comunale.