BUSTO ARSIZIO - Tra il sacro e il profano. Dai giorni della tappa bustocca del Giro d’Italia, Piazza Santa Maria ha assunto un nuovo look, con tavolini, gazebo, ombrelloni e “open bar” all’ombra del Santuario.
Il tutto all’insegna di una Busto più vivibile, se non fosse che la rampa d’accesso all’affollatissima giostra - vera attrattiva per i più piccoli - risulta una vera gincana per disabili, carrozzine e passeggini. Dopo le tante lamentale raccolte, siamo andati direttamente sul posto, ottenendo, fra i soliti misteri all’italiana, qualche confessione scottante. Aspettando spiegazioni da Palazzo Gilardoni o dai Vigili.
LA CONFESSIONE: UNA QUESTIONE DI… SOLDI
Pur dovendo rispettare l’anonimato, siamo riusciti a strappare qualche ammissione scottante ad un addetto locale che, precisiamo, non essere impiegato in ambienti comunali ma, evidentemente, ben informato sui fatti: “Il proprietario del bar non ha nessuna colpa. Certo avrebbe potuto disporre diversamente le strutture, lasciando quantomeno un piccolo varco per facilitare l’accesso alla giostra, ma con tutti i soldi che ha dovuto sborsare per ottenere l’autorizzazione...”.
… IN PIAZZA
È vero che in Italia i soldi comprano tutto e tutti (o quasi), ma per toccare con mano il problema, siamo andati direttamente sul posto con tanto di passeggino per verificare l’effettiva veridicità delle tante lamentale ricevute, senza entrare nel merito della questione di carattere estetico-sacrale.
L’ACCESSO ALLA GIOSTRA: UNA CORSA AD OSTACOLI
Ed in effetti per raggiungere la giostra, attraverso la rampa d’accesso fruibile per invalidi e carrozzine, bisogna… “circumnavigare” la piazza, facendosi largo fra i tavolini del bar e i chioschi come una sorta di gincana. Per accorciare i tempi, i dipendenti del bar, a dimostrazione della loro cortesia, ci hanno anche permesso di transitare col passeggino dietro al bancone della gelateria, ma a tutto c’è un limite.
CHI HA AUTORIZZATO IL PROGETTO?
Avendo dunque sperimentato dal vivo la situazione, aldilà di una condivisibile maggior accortezza nella disposizione delle strutture, c’è una domanda di fondo che viene spontanea, trattandosi di una Piazza in cui la giostra, pur alternandosi nei vari periodi dell’anno, costituisce un punto fermo per i più piccoli: ma come ha potuto il Comune dare l’ok al progetto, ignorando un simile particolare, fondamentale per certe categorie?
“Vorrei saperlo anch’io. Da quanto ne so - spiega la nostra fonte - c’è sotto il solito pasticcio all’italiana, anche perché la gestione di Piazza Santa Maria è nelle mani di una società privata. Ad oggi nessuno sa chi ha autorizzato il progetto di disposizione delle strutture dell’open bar. Sempre che qualcuno l’abbia realmente autorizzato”.
PALAZZO GILARDONI E I VIGILI
Sperando che Palazzo Gilardoni possa fornirci qualche chiarimento, rispondendo soprattutto ad un disagio evidenziato dai cittadini, fra i tanti passanti intervistati molti ci hanno detto di essersi rivolti ai Vigili, in servizio nel centro città.
“Più volte li abbiamo chiamati - rimarca un’intervistata - ma i Vigili vedono quello che vogliono vedere. O meglio vedono quello che devono vedere”.
BUSTO, UNA CITTÀ INDIFFERENTE?
“Saprete come andrà finire?
Ci saranno le solite risposte istituzionali, con il solito ping pong di responsabilità, fino al termine dell’estate, in cui la giostra o il bar sbaraccheranno da
Piazza Santa Maria. Spero di sbagliarmi - conclude la nostra fonte - ma Busto è ormai diventata una città indifferente, specchio di questa Italia che va a rotoli”.
NOI SPERIAMO DI NO
Noi invece ci auguriamo l’esatto contrario, convinti che le
Istituzioni possano dare delle risposte, trovando - come avvenuto nella vicina Legnano - soprattutto delle soluzioni, nel rispetto di tutti.