MALPENSA - Non solo la Corte d’Appello di Milano condanna l’inquinamento causato dall’aeroporto di Malpensa (la sentenza è del mese di giugno scorso, ndr), ad associarsi alla denuncia, è arrivata anche la Commissione Europea con una lettera di messa in mora per omessa vigilanza e tutela (da considerarsi l’anticamera della procedura di infrazione che potrebbe concludersi con una multa a carico dello Stato).
La Sea (la società che gestisce l’aeroporto di Milano Malpensa), se il processo dovesse concludersi positivamente, sarebbe chiamata a risarcire un danno di quasi 8 milioni di Euro insieme al ministero dei Trasporti.
La vertenza prende origine dalla morte di oltre 120 mila alberi della “Brughiera del Dosso”, una proprietà di 220 ettari, all’interno del Parco del Ticino, tra Somma Lombardo e Vizzola.
L’area in questione, tra l’altro, è un Sic, quindi un Sito di Interesse Comunitario. Così, nella lettera dell’UE si denunciano le pessime condizioni della brughiera (evitando, per ora, di mettere in luce anche i gravi problemi causati alla salute umana, emersi dal processo civile).
A far partire la denuncia è stato Umberto Quintavalle, proprietario della brughiera, affiancato dalla difesa dell’avvocato Elisabetta Cicigoi, con i colleghi Matteo Majocchi e Gianluca Gariboldi. Ora le verifiche, effettuate dal Corpo Forestale dello Stato, confermano in toto le sue accuse, parlando di disastro ambientale. Il danno è causato dagli idrocarburi sparsi sul terreno dagli aerei, specialmente nella fase di decollo. Si aggiunge al degrado anche l’inquinamento acustico: i picchi di rumorosità raggiungono infatti i 92 decibel.
Le accuse però, non sono certo una novità. I primi alberi di Quintavalle sono cominciati a morire addirittura dai primi mesi dopo la creazione dell’area aeroportuale, nel lontano 1998.
Un’accusa, quindi, all’apparenza indifendibile, verso la quale lo Stato Italiano - unitamente alla coscienza dei comuni della zona, che hanno sempre elogiato come una stupenda conquista quest’aeroporto - ha 60 giorni di tempo per difendersi (ed il conto alla rovescia è cominciato il 2 luglio, data della lettera della Commissione). E a fare i conti, con la vita e la salute dei cittadini, si aggrava la questione, con la tanto sospirata e ambita “terza pista” di Malpensa.
CRONISTORIA DEL PROCESSO
Il processo, messo in atto dal signor Quintivalle, parte nel 1999. A giudizio finisce l’origine stessa dell’aeroporto lombardo. Sea nega la responsabilità e contesta ogni addebito. Si succedono poi quattro anni di perizie e analisi.
Nel 2008 la sentenza di primo grado del giudice La Monica stabilisce le ragioni del proprietario e il risarcimento in 4 milioni di Euro. Sea prende in mano la sentenza e la guerra legale riparte da principio.
Il 7 ottobre 2010 il Ministero dell’Ambiente fornisce una valutazione sulla base di ispezioni del Corpo Forestale dello Stato e a parlare chiaramente di “disastro ambientale”.
GRAVI DANNI PER LA SALUTE: QUALCHE DATO
Le inchieste avviate verso questo aeroporto, dopo tutto, non sono di certo nuove. Diversi sono gli studi epidemiologici avviati sull’effetto dell’inquinamento acustico e da idrocarburi sulle persone. Tra questi, spicca il comune di Casorate che, dopo aver affidato all’Asl di Varese un’analisi dei dati clinici di 12 anni, dal ’97 al 2009, scopre un aumento della mortalità per malattie respiratorie del 54,1% e un aumento nei ricoveri ospedalieri pari al 23,8%, contro le medie del resto della provincia di 14 e 7,8%.
Anche l’Università Cattolica di Brescia ha analizzato la questione, puntando il dito contro Malpensa. Dagli studi è emersa la criticità raggiunta da alcuni inquinanti cancerogeni, come il benzopirene.