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Fatti & Curiosità
TIGROTTI… BUSTOCCHI
Gente di Busto, dal cuore d’oro
BUSTO ARSIZIO - Carlo Ceriotti, detto C.B., sedicenne, comandava nel 1944 il gruppo Moro appartenente alla 102esima Brigata SAP “Maurizio Macciantelli”. Siamo in piena guerra civile.
Fermato dalla Sezione di Busto Arsizio della XVI Brigata Nera “Dante Gervasini”, venne portato nella caserma dislocata nelle scuole “De Amicis” di piazza Trento e Trieste, interrogato a suon di sberlettoni rifilategli da un dipendente dell’azienda di trasporti Ceriotti , padre di Carlo.
 
La faccenda per Ceriotti si stava mettendo male, intervenne il Dr. Ercole Caimi, verso sera Carluccio fu lasciato libero.
Caimi, responsabile del settore giovanile della Pro Patria et Libertate, aveva portato Ceriotti in biancoblù, ritenendolo più di una semplice promessa. La mattina del 25 aprile 1945 la Brigata Nera era asserragliata, armata di tutto punto, decisa a non arrendersi, nella caserma di piazza Trento Trieste.
Verso mezzogiorno arrivò don Giuseppe Ravazzani, trattò con il comandante Procaccini, ottenne la resa, senza spargimento di sangue. Uscirono, disarmati i componenti della Brigata Nera, di Ercolino Caimi nemmeno l’ombra: aveva tagliato l’angolo per tempo, lasciando Busto.
 
Ceriotti giocò alcune partite con i biancoblu, passò al Monza, alla Juve Domo, lasciò la politica attiva, visse sempre sorridente del proprio lavoro.
Ercolino Caimi, passato il brutto tempo e rientrato in città, seguitò a fare il medico con provvidenze a favore di molti, senza sbandieramenti di sorta. Tornò a cercar soldi per la Pro Patria, talvolta quasi irriso, formò un gruppo di sei, sette persone che facilitarono l’avvento  in società dell’imprenditore Enrico Candiani, presidente nel decennio successivo. Gente di Busto, una parola è poca, due son troppe.
 

 
Giorgio Giacomelli
pubblicato il: 20/07/2012

APPIANO GENTILE – Dopo la 15^ sconfitta in campionato (non succedeva dal 1947) anche i più scettici si sono dovuti convincere. Obtorto collo. L’Inter è vittima di una terribile – e apparentemente invincibile – maledizione. Lord Voldemort – l’oscuro signore delle forze del male – non avendocela fatta a far fuori Harry Potter, ha indirizzato tutta la sua furia e la sua bramosia di distruzione contro l’Inter...
BUSTO ARSIZIO - Arnaldo Fasoli è stato brillante attaccante della Pro Patria et Libertate dal 1937 al 1945, abile nello scansare l’avversario, lesto a buttare il pallone alle spalle del portiere avversario, aduso a doppiette come in Pro Patria-Parma 6-0 - serie C del 30-11-1937 - e triplette in Siena-Pro Patria 2-6 - serie B del 28-12-1941...
Il Dottor Luigi Ferrario, bustocco, segretario alla sezione storico-diplomatica dell’Archivio di Stato di Milano, è l’autore del libro “Busto Arsizio Notizie Storico Statistiche”, pubblicato dalla Tipografia Sociale di Busto Arsizio nel 1864. In quel borgo, abitato da circa 13.000 anime...
BUSTO ARSIZIO - Cellulite. Un problema che coinvolge il 95% delle donne dall’adolescenza. Per “eliminarla”, spesso, in troppe si rivolgono subito alla chirurgia estetica. In realtà, invece, esistono diversi trattamenti estetici che possono combatterla come i fanghi termanili, i massaggi, gli ultrasuoni estetici, gli impacchi di alghe oceaniche e i massaggi mirati.
Sul finire degli anni venti le gare di campionato venivano regolarmente disputate anche in ricorrenza della Santa Pasqua. Nei fatti, domenica 31 marzo 1929, San Beniamino martire - Pasqua di Resurrezione, la Pro Patria scese regolarmente sul verde dello Stadio di via Ca’ Bianca e sconfisse per 5-1 il Parto...
Meglio chiarire subito i compiti dei futuri sposi in casa: nei forum dedicati al matrimonio spesso la pulizia della casa è argomento di trattativa in fase di accordi prematrimoniali. A rivelarlo è un’indagine di Assocasa. Risulta in crescita il numero di uomini che richiedono consigli o informazioni sui prodotti e le modalità di pulizia.
Condivisione. Questa la parola chiave del nuovo millennio. Abbiamo iniziato a prenderne confidenza grazie ai social network. Ed ora, dal mondo virtuale, lo “sharing”, prende piede sempre maggiormente nella vita reale. Così, da una crisi economica apparentemente senza precedenti, dettata da un irrazionale ed inutile consumismo del “nulla”, l’unica via di fuga non può che essere un approccio “condiviso” alla vita. Le soluzioni sono semplici, efficaci e fortunatamente già esistenti. Eccone alcune, già attive anche in provincia di Varese...
Ieri, Festa del Papà… e oggi? Oggi il papà va in sordina? Lo mettiamo nel retrobottega e lo facciamo rimanere nei restanti 364 giorni in attesa del 19 marzo prossimo? Oppure, un papà che ha fame d’amore s’aspetta un timido “auguri papà” per sentirsi “sazio” e scomparire per tutto un anno? O magari farsi vedere di fronte al tempo e riemergere quando il tempo è scaduto? Al mio papà ho pensato una vita...
19 marzo, Festa del Papà. È la meno appariscente fra tutte le feste, la più economica, quasi una “festa” per modo di dire. Sta nel cuore d’un figlio, il ricordo. Se n’è dimenticata pure la pubblicità. Vuoi mettere le altre feste. Sono piene di lusinghe e di lustrini. Hanno il sapore della tradizione, della gioia, della piena armonia. La Festa del Papà ha tutte le caratteristiche della giovialità, ma… ma un po’ meno. Del resto, il Papà è sempre il secondo...
BUSTO ARSIZIO - “Impara l’arte e mettila da parte” ed usala nelle occasioni giuste per stupire ed incantare i tuoi ospiti. Dove la si può apprendere? Non solo dalla televisione, ma anche all’IPC Verri di Busto Arsizio dove sono partiti interessanti corsi di cucina grazie ai quali ci si può mettere alla prova in un’arte che richiede creatività ma anche disciplina...
All’età di 18 anni, un medico gli disse che era malato di cuore e che non avrebbe dovuto giocare a calcio. Gli venne consigliato di non insistere e di trovarsi un posto di lavoro che trovò in Fiat. Ma “Peo” non si arrese, il calcio gli piaceva troppo e “rischiò”. A Varese arrivò che aveva 27 anni, e non si mosse più, mettendo su famiglia e amicizie. In campo, difensore non certo della classe del fratello ma dalla grande determinazione e dalla incrollabile volontà, divenne e rimase un beniamino della tifoseria varesina…
LEGNANO - A pochissimi chilometri dalla “nostra” Busto Arsizio, c’è la città più hard e “focosa” d’Italia: Legnano. La città del Carroccio è risultata essere la più peccaminosa dopo un’indagine che ha tenuto conto dei dati di vendita del Viagra, della mappatura dei ritrovi per scambisti e delle percentuali di donne iscritte a siti di incontri extraconiugali (il 44 per cento è del Legnanese).
BUSTO ARSIZIO - Speroni detiene un record tuttora imbattuto. A 17 anni e un giorno (appunto, la data è quella del 14 luglio 1912) è il più giovane partecipante ad una Maratona olimpica. La gara è quella di Stoccolma...
Nelle ore convulse del 25 Aprile 1945, tra la baraonda, la confusione ed il guazzabuglio che caratterizzano quella giornata memorabile, s’impone la necessità di risolvere un vitale problema: quello della liberazione della locale radio trasmittente dell’E.I.A.R. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) che era situata nelle vicinanze dell’autostrada Milano-Varese, all’altezza dell’attuale svincolo, e diffondeva la voce dell’Italia fascista da via Mentana al civico 7, nel magazzino dello stabilimento De Dionigi.
L’industria cotoniera ha rappresentato per lunghissimo tempo, come è ben noto, l’autentica anima di Busto Arsizio, scrivendo grazie ai suoi pionieri pagine assai importanti e indelebili nell’ambito della intera storia della città e del territorio. Fra questi, spicca certamente il nome della famiglia Venzaghi.
Ai bambini che oggi frequentano i corsi di pattinaggio, il nome di Gian Carlo Castiglioni forse risulterà sconosciuto. Generalmente è più facile ricordare le gesta di un atleta piuttosto di quelle di un dirigente. Ma è giusto rammentare che, dietro ai successi degli atleti, c’è la passione, l’impegno economico, il tempo “rubato alla famiglia”, l’organizzazione, il sacrificio e le preoccupazioni di tanti dirigenti.
La tentazione di usare il difficile terreno delle brughiere per usi non legati al loro recupero agricolo è piuttosto antica. Già durante l’occupazione austro-ungarica della Lombardia la brughiera tra Lonate Pozzolo e il Ticino veniva utilizzata quale campo di esercitazioni militari.
Alle spalle dei giornalisti, nella tribuna-stampa del vecchio stadio di Busto Arsizio, c’è una targa che ricorda l’intitolazione dello stadio stesso al nome più leggendario che nell’ambito sportivo abbia avuto la città: Carlo Speroni.
"Abbiamo raccolto alcune ‘glorie’ della storia sportiva di Busto nell’intento - oltre che, naturalmente, di ricordarle e celebrarle - di avviare una riflessione sul presente sportivo della città”. Così inizia la breve introduzione al secondo “Filo Rosso” che “Manifattura Cittadina” - la lista civica che partecipa alle prossime elezioni Amministrative bustesi nella coalizione guidata da Carlo Stelluti - distribuisce in città.
BUSTO ARSIZIO - Le Stazioni ferroviarie sono inevitabilmente parte integrante, da sempre, della vita quotidiana di una città, per un insieme di ovvi motivi. Intere generazioni vi hanno sostato e vi sono transitate, per anni e anni, allegramente o meno, per diletto o per necessità di studio o di lavoro, trascorrendo in realtà all’interno della struttura o sui treni tanti momenti della propria esistenza.
BUSTO ARSIZIO - Una figura straordinaria, per passione, dedizione, competenza ed eleganza di comportamento. Una di quelle “Pietre vive” saggiamente individuate dall'Amministrazione comunale nell’ambito sportivo, a perenne memoria per quanto costruito con sincero attaccamento per lo sport cittadino, del tutto disinteressatamente.
La brughiera può essere utilizzata per scopi diversi dalla sua fruizione come ambiente naturale, fruizione perseguita preminentemente - credo - dal “Parco Lombardo della Valle del Ticino” che di fatto la contiene. Storicamente, però, la brughiera ha avuto - tra Ottocento e Novevento - una lettura e un progetto di reimpiego sostanzialmente agricolo.
Il Palazzetto dello Sport di Busto è intitolato a Maria Piantanida, figura leggendaria dello sport della nostra città; una figura che si stagliò netta e imperiosa, da sola e insieme alle sue brillanti compagne di squadra, negli “anni ‘20”, quando la formazione femminile della “Ginnastica Pro Patria Bustese Sportiva” furoreggiava a livello nazionale, diventando famosa (e rimanendo tale nella “storia” dell’atletica leggera italiana anche a distanza di anni) più della Pro Patria Calcio.
Dalla sua comparsa alla fine del secolo scorso dominò per decenni le strade principali della città. Dalla via XX Settembre alla piazza Manzoni, che attraversava per proseguire verso Gallarate.
Ecco alcune immagini di un determinato periodo della nostra storia. Siamo negli “anni ‘20”, precisamente nel 1924, due anni dopo la presa del potere da parte del Fascismo.
 



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