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EDITORIALE
Rumore, stupore e antipolitica
Rumore, stupore ed errore. Ce n’è per tutti. La recente consultazione elettorale è circoscritta, ma la dice lunga sul “termometro politico” degli italiani.
Il “rumore” l’ha creato Grillo che in troppi hanno battezzato “comico” e non politico. Quindi stupore per il traguardo raggiunto dal “Movimento 5 stelle” e non per la debacle dei partiti che ci governano e che ci hanno governato (PdL-Lega-PD-UdC) ma pure quelli all’opposizione (IdV-SEL-Radicali…).
L’errore è riferito alle valutazioni di troppi commentatori che “gridano allo scandalo” per la “caduta degli dei”, mentre lo scandalo è palese da un’altra angolazione. Quale?
 
L’antipolitica non è quella dettata da Grillo e dai suoi accoliti. L’antipolitica è dentro certe Leggi costruite apposta per illudere, deludere e gabbare i Cittadini onesti. Ecco qualche esempio.
Il caso Lusi e il caso Belsito testimoniano che i Tesorieri di partito, non solo non redigono un bilancio (ci riferiamo a quello contabile) sull’andamento economico dell’Azienda-Partito, ma riescono ad investire i soldi dei contribuenti in “lusso e sfarzo” con indicibile facilità e con mostruosa alacrità.
 
Lusi e Belsito sono disonesti “da soli”? La Magistratura ha già detto di no, ma i capi politici minacciano querele che, guarda caso, non arrivano e le indagini proseguono. Lusi e Belsito sono i soli Tesorieri ad avere tutte le colpe dei soldi dilapidati dalla Casta?
Monti dovrebbe imporre il bilancio dei partiti e quando non lo fa significa che i Tesorieri agiscono secondo la legge e questa legge non fa l’interesse della Nazione, ma esclusivamente quella dei Partiti.
E quando chi comanda in questi “partiti” utilizza i soldi per auto-sovvenzionarsi e non per “rimborsare” le spese elettorali, significa che la legge è raggirata e non solo. La Legge è buggerata, vilipesa, oltraggiata, in virtù pure di un Referendum che aveva decretato per il 90% la bocciatura del sovvenzionamento dei partiti.
 
La Politica non è marcia, ma quei politici che raggirano la Legge, sì, sono marci. E se il Parlamento vota una legge contro il popolo, pure il Parlamento ha le sue belle colpe… o no? C’è da stupirsi? Con certi stipendi (626.000 Euro annui al Capo della Polizia, Antonio Manganelli e ad altri 92 funzionari di Stato), tutti decretati per legge, vero o no che si tolgono risorse alla Nazione? Riducendo un po’ questi stipendi (magari dell’80%), vero o no che ci sarebbe spazio per dare lavoro ai giovani? Non solo a costoro, ovvio, ma occorre offrire credibilità agli stipendi di Stato.
 
A far l’inventario degli stipendi di Stato, dei soldi elargiti alla Sanità, a quelli concessi alle Regioni che conservano lo Statuto Speciale (inaudito dopo Schengen), non è forse vero che ci sarebbe spazio per gli investimenti? E col Patto di Stabilità? Da Tremonti in poi si è “picchiato il chiodo” sul non senso.
Eccolo un esempio di antipolitica. Chi può “far girare l’economia” (i Comuni virtuosi) deve dare il frutto della sua capacità economica a scialacquatori di primo piano, come coloro che gestiscono Roma, Catania e Comuni altamente deficitari. Già, ma lo dice la legge.
 
Un altro esempio? Facciamolo. Le strutture abbozzate e non ultimate hanno divorato miliardi di Euro senza un “colpevole”. Siccome chi ha rubato continua ad abbozzare altre strutture pubbliche (vedi le 13 carceri e la stazione ferroviaria utilizzata per Italia ’90), non è che si ponga un limite a tali sprechi, ma si continua a dire in TV che per risolvere il problema delle carceri, occorrono carceri nuove. No, bastano quelle che ci sono. E siccome lì dentro, il 60% è extracomunitario, si dica chiaro e tondo che chi commette un reato in Italia viene spedito a casa, al suo Paese e giudicato con le leggi del suo Paese. Accoglienza sì, ma Giustizia a casa propria, altrimenti il gioco diventa disonesto.
Questa è o non è antipolitica? Oppure sono le leggi che consentono e stanziano enormi capitali per simili nefandezze?
 
Un altro esempio. Continuano a parlare, sparlare, buttar via parole per le pensioni minime. Dentro queste “minime” ci sono fruitori che non hanno mai lavorato. Percepiscono 600 Euro al mese. Ci fanno quasi la fame. Tuttavia, cosa si offre ai neo-diplomati, neo-laureati, neo-licenziati?
Alle prime due categorie (neo-diplomati e neo-laureati) sì e no 600 Euro al mese per lavorare e alla terza categoria “fame e stridor di denti”.
Non ce l’abbiamo con chi percepisce la “minima”,ma ai giovani e al loro futuro, quando ci pensiamo? E finiamola di mettere nell’INPS un “calderone” di incombenze. L’INPS deve ricevere i soldi delle trattenute di chi lavora per avere, un domani, una pensione decente. Tutto il resto deve avere un’altra collocazione. Vero? La Previdenza è una “cosa”, l’Assistenza, un’altra.
 
La Rivoluzione in atto dev’essere a senso unico: eliminare le Leggi inique e togliere dal giro tutti coloro che hanno contribuito a creare queste leggi. Aria nuova, ci vuole, e Uomini Nuovi. La Politica non è marcia. Sono marci taluni uomini della Politica e di costoro, non se ne può più.

 
Gianluigi Marcora
pubblicato il: 08/05/2012

Non è una “prova di coraggio” ma le dichiarazioni di Giuliano Amato, ieri sera a Ballarò sono state sconcertanti. Sentite un po’: Floris gli chiede quanto percepisce di pensione e Giuliano Amato (con linguaggio forbito ed estremamente urticante nel tono) gli risponde “non è vero che percepisco 31 mila Euro al mese di pensionecome hanno reso noto”, e aggiunge “chi sa, non mi ha difeso e ci sono rimasto molto male”. Chi sa? Basta leggere lo “statino”, Onorevole!
Nemmeno si son sognati, Letta & Co di attuare il “famoso” esempio di chi ci governa: ovvero quello di togliere per Decreto il 20% a quei pensionati che percepiscono un’indennità di oltre 200.000 Euro annui. Ce ne sono oltre 100.000 di questi “personaggi”...
La burocrazia “made in Italy” è più forte di tutto e di tutti e non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ai terremotati. È passato un anno dal sisma che ha devastato l’Emilia Romagna, mettendone in ginocchio gran parte del sistema produttivo. Una delle aree più industrializzate e innovative dell’intero Paese si è ritrovata con le fabbriche devastate, le case distrutte, le persone in mezzo alla strada senza più un riparo, senza più un lavoro. Senza parlare delle vittime e delle tragedie che la catastrofe ha provocato. Insomma, una condizione peggio che drammatica.
Situazione politica caotica e situazione economica drammatica. Le due cose sono collegate? Certamente sì, senza (purtroppo) alcun dubbio. Il governo di Enrico Letta, basato sulle “larghe intese” (Pd e Pdl) e sostenuto dalla “volontà di pacificazione”, si è dato 100 giorni per varare e realizzare un programma di rilancio del sistema economico...
Caro Silvio, permetti una domanda? Solo una? Chi te lo fa fare? Alla soglia degli 80, non ti sembra che sarebbe meglio smettere? Hai (quasi) più processi pendenti sulla testa che capelli, ti senti perseguitato dalle “toghe rosse”, i tuoi seguaci che hanno le loro idee (sempre perfettamente uguali alle tue, ovviamente) gettano benzina sul fuoco e proclamano fede eterna a te e alle tue battaglie, anche se queste ultime non sembrano coincidere con gli interessi del Paese, inteso come sistema...
L’appena trapassato Giulio Andreotti sosteneva che “a pensare male si fa peccato, però s’indovina quasi sempre” e aggiungeva che “il potere logora chi non ce l’ha”. Vero in entrambi i casi, con una postilla di precisazione per il secondo: il potere logora anche chi ce l’ha ma è come se non ce l’avesse e, comunque, pur avendocelo, fa una fatica enorme a esercitarlo; quindi, alla fine della fiera, è quasi meglio – in Italia – non detenerlo formalmente e condizionarlo da fuori sostanzialmente...
BUSTO ARSIZIO - Mettiamola così: Pro Patria 59 e Monza 58 (diamo per buoni i 4 punti in ballo a favore dei brianzoli per i quali la Corte di Giustizia Federale si esprimerà il 9 maggio). I tigrotti si preparino per l’impresa a Casale ed il Monza affronti pure e batta il Fano in casa. Il resto conta nulla. Poi vediamo come sarà la classifica finale e vediamo chi “passa”. Noi crediamo in questa unica, possibile, agognata, attesa, sudata e pure “bistrattata” combinazione: Pro Patria e Busto Arsizio...
Su Andreotti boiardo della Democrazia Cristiana, sette volte presidente del consiglio, diciotto volte ministro, sette lauree honoris causa e presunto amico di Totò Riina è stato scritto di tutto, troppo per una sola vita: per i suoi agiografi fu uno statista di eccelsa levatura, per i detrattori Belzebù in persona. In realtà non fu né l’uno, né l’altro...
Addio a Giulio Andreotti. Un “titano” comunque lo si giudichi, anche perché il confronto con i “nani” che attualmente popolano l’agone politico nostrano (dal comico che insulta al venditore che illude, passando dallo smacchiatore fallito di giaguari al rottamatore rottamato) lo fa assurgere alle cime vertiginose senza dubbio alcuno. Andreotti: “Basta la parola!”, il professor Tino Scotti dixit!
“Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’Economia”: Paolo Becchi dixit! Il nostro è docente presso l'Università di Genova ed è considerato l’ideologo del Movimento 5 Stelle. Nella sua esternazione alla trasmissione radiofonica La Zanzara (Radio 24) è andato oltre e ha aggiunto: “La situazione se non migliora peggiora e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose”.
Emergenza lavoro, la madre di tutte le emergenze. In Italia, sommando chi - senza occupazione - è disponibile a lavorare ma non cerca lavoro (inattivo) con chi invece cerca lavoro (disoccupato) nel 2012 si è raggiunta la cifra record di 5.831.000 persone (potenzialmente impiegabili)...
Calma e gesso, con l’aggiunta di molta prudenza! Enrico Letta, dopo aver incassato la fiducia alla Camera (453 sì, 153 no e 17 astenuti), al Senato ha ribadito che la situzione complessiva del Paese è molto grave e che le aspettative che si stanno addensando sul suo governo sono “eccessive”. I miracoli non saranno possibili e persino le cose “possibili” richiederanno impegno comune, grande determinazione e ferma volontà di andare avanti insieme.
Enrico Letta, presentando il proprio governo davanti alla Camera dei deputati, l’ha detto chiaramente: ”La prima verità è che la situazione economica dell’Italia è ancora grave”. Scontato, praticamente ovvio, ma proprio per questo fondamentale. E’ da qui che si deve, alla svelta, (ri)partire.
Con tutte le cautele del caso non si può fare a meno di notare come un simile gesto si inserisca nel quadro di un drammatico deterioramento del clima sociale in cui è piombato il nostro Paese. Il gravissimo gesto di Luigi Preiti non è minimamente giustificabile, evitiamo a tutti i costi che possa però risultare comprensibile...
Finalmente! Era ora! È fatta! Dopo oltre due mesi dalle elezioni politiche di fine febbraio, la Repubblica italiana è riuscita a darsi il nuovo governo. Enrico Letta, 46 anni, Pd, dopo il colloquio pomeridiano di sabato 27 aprile con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – di freschissima (ri)nomina – ha sciolto la riserva per la formazione dell’esecutivo. “L’unico governo possibile” l’ha definito Napolitano. Il governo delle “larghe intese” fra Pd e Pdl, con la partecipazione di Scelta Civica di Mario Monti. All’interno la composizione del nuovo esecutivo, giovane e con una forte componente femminile. Fatto scioccante durante il giuramento.
Sopra l’entrata della sede di Chemisol a Castellanza, da mesi campeggia una scritta che recita: “Sì al lavoro, no alle strumentalizzazioni!”. Il significato di quelle sei parole è talmente chiaro che, come sempre accade quando l’evidenza è troppo… evidente, rischia di sfuggire e di essere sottovalutato; una sottovalutazione tanto più grave in quanto l’intero sistema economico locale sta attraversando una delle crisi più acute e più gravi sotto il profilo occupazionale da parecchi decenni a questa parte...
Enrico Letta, 46 anni, vice segretario del Pd, ha ricevuto l’incarico per la formazione del nuovo governo. Sarà la volta buona? Deve per forza esserlo! Auguriamolo al “giovane” neopremier e, soprattutto, auguriamocelo. La pazienza residua del Paese reale nei confronti degli esponenti politici (che peraltro abbiamo eletto in libere elezioni) è agli sgoccioli, anzi è esaurita da tempo, rimane solo la speranza di un domani migliore dell’oggi che appare troppo brutto per essere vero. Invece, lo è.
Surreale, grottesco, estemporaneo. Difficile trovare gli aggettivi adeguati. Il clima del Parlamento riunito in ascolto del discorso di (re)insediamento di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica sembrava un esempio straordinario del miglior teatro dell’assurdo di sempre. Il nuovo(vecchio) presidente non la finiva più di rederguire deputati e senatori, denunciando gravi “omissioni” e, nonostante simili parole di fuoco, l’assemblea riunita non trovava niente di meglio da fare che sommergere l’intervento di Napolitano con applausi ripetuti e scroscianti...
Il 6° scrutino è stato quello buono: eletto 12° presidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napolitano. Alle ore 18.19 di sabato 20 aprile è stato superato il quorum dei 504 voti necessari e, poco dopo, la votazione si è conclusa con 739 voti per Napolitano e 217 per Stefano Rodotà. Il presidente uscente è... rientrato per mancanza di alternative...
Il colle diventa sempre più irto e il crinale lungo il quale l’intero sistema Paese sta velocissimamente scivolando verso il basso sempre più inclinato. La 5^ votazione per l’elezione del presidente della Repubblica non ha sbloccato la situazione rivelandosi nei fatti inutile. Il Pdl non vi ha preso parte, il Pd ha votato scheda bianca e il Movimento 5 Stelle (insieme con Sel) ha continuato a sostenere Rodotà, mentre Scelta Civica ha appoggiato la Cancellieri. La novità (si fa per dire) è la salita al colle da parte di tutti i leader politici per chiedere a Giorgio Napolitano, presidente uscente, di... disfare le valige e di rimanere al Quirinale...
Quarta votazione e quarto flop. Romano Prodi, che sulla carta aveva a disposizione 496 voti (Pd+Sel) ad un passo dal quorum richiesto di 504, non ce l’ha fatta: ha ottenuto soltanto 395 preferenze. Stefano Rodotà, il candidato del Movimento 5 Stelle, i voti li ha invece incrementati: è passato dai 163 previsti ai 213 effettivi. Persino Anna Maria Cancellieri, sostenuta da Scelta Civica, ha incassato 78 adesioni sulle 69 su cui poteva contare. Il centrodestra non ha partecipato: “Non si tratta di un voto democratico!”, ha sentenziato il Cavaliere...
Terza fumata nera. Ora che anche il 3° scrutinio per l’elezione del nuovo Capo dello Stato si è esaurito con un nulla di fatto, l’Italia tutta freme per la novità annunciata. C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi d’antico... Si avverte sempre più insistente un profumo (per alcuni, solo per alcuni) di... mortadella. Il volto pacioso, la parlata lenta e quasi sussurrata, lo sguardo dolce e benevolo, insomma il ritratto di Romano Prodi. Il prossimo probabile – a partire dal 4° scrutinio – presidente della Repubblica italiana...
A vuoto anche la seconda votazione per l’elezione del capo dello Stato. Le schede bianche sono state 418 e Stefano Rodotà ha ottenuto 230 preferenze (13 in meno rispetto alla prima tornata), mentre Marini è praticamente “scomparso” (anche se ha dichiarato di ritenersi ancora in corsa per la presidenza). Con tutta probabilità pure la terza votazione sarà inutile, dato che il quorum richiesto (i 2/3 dei voti) non ha alcuna possibilità di essere raggiunto. Se ne riparlerà alla 4^, allorché sarà sufficiente la maggioranza assoluta (la metà più uno degli aventi diritto: 504 voti)...
Poteva succedere, non è successo. Franco Marini (sostenuto da Pdl e parte del Pd) al 1° scrutinio delle elezioni per la nomina a presidente della Repubblica (quorum richiesto di 672 voti: i 2/3 degli aventi diritto) non ce l’ha fatta: ha ottenuto “solo” 520 preferenze. Dietro di lui, Stefano Rodotà (insigne giurista e candidato “grillino”) con 243 voti. La spaccatura in seno al Pd si è fatta sentire...
Fare impresa in Italia è… un’impresa! Non si tratta di un gioco di parole, ma di una oggettiva constatazione. Resa ancora più attuale (e drammatica) dal fatto che a quasi due mesi dalle elezioni politiche di fine febbraio 2013 il nostro Paese non è ancora riuscito a darsi un governo in grado di impostare un’autentica strategia di politica industriale, premessa indispensabile per favorire e sostenere lo sviluppo economico e sociale.
Il ruggito del leone non si spegne. Quel che sta accadendo in casa Lega Nord è la fotografia di un “ruggito”. Ci si illude d’aver copiato il... carisma, ma l’operazione non è possibile. Fuor di metafora, Bossi è il “ruggito” e chi gli sta intorno non è in grado di copiarlo. Chi tenta ha perso...
C’è qualcuno, dotato di un quoziente d’intelligenza medio, che ancora spera si faccia un governo prima che venga eletto il nuovo presidente della Repubblica? Alzi la mano, please, se c’è!...
Ormai abbiamo superato di gran lunga la soglia della grave, drammatica emergenza sociale. Come altro definire i 200 milioni di disoccupati censiti dal FMI?
La domanda è solo una, impegnativa per tutti (do you remember?): era proprio necessario perdere tutto questo tempo per arrivare alle “larghe intese”? Il presidente Napolitano – ricordandosi delle proprie origini politiche e volendo andare in pensione con un bel ricordo del proprio mandato presidenziale – ha dovuto addirittura ricordare la “preistoria” del 1976 per indicare la strada… nuova, che più vecchia non si può...
In Italia, nel corso del 2012, i licenziamenti sono stati oltre un milione, con un aumento del 13,9% rispetto al 2011. Lo ha comunicato il ministero del Lavoro. Nel frattempo, i negozi al dettaglio abbassano le saracinesche mentre le aziende – soprattutto quelle di piccola dimensione – chiudono i cancelli per non riaprirli più...
Il ruggito della pecora salva le apparenze e non implica nessun reale impegno affinché dalle parole si passi ai fatti. In conclusione, con buona pace di Grillo, alla fine arriveremo alle “larghe intese” e i bastoni (proprio come le baionette di bossiana memoria) resteranno nei ripostigli ad accumulare la polvere di una storia che non cambia mai...
I buontemponi del programma radiofonico “La zanzara” hanno chiamato Valerio Onida, uno dei “saggi”. Solo che la telefonata altro non era se non una riuscitissima imitazione della voce di Margherita Hack. E il “saggio” Onida c’è cascato affermando che l’espediente adottato dal presidente della Repubblica altro non è se non un tentativo estremo per “prendere tempo”...
Il decreto relativo al pagamento di una tranche dell’enorme debito accumulato dallo Stato nei confronti delle imprese che hanno lavorato per la pubblica amministrazione è saltato. Se ne riparlerà nel corso del prossimo consiglio dei ministri, all’inizio della settimana ventura. Le imprese possono aspettare. Il Paese reale può aspettare… Invece, le polemiche, gli accordi sotto banco, le trattative per l’individuazione del nuovo presidente della Repubblica, quelle – sempre in altissimo mare – per la formazione del governo rimangono al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni di “lor signori”...
Ti fai quattro risate, anzi no: rischi addirittura di incazzarti di brutto! Sì, perché la realtà, in Italia, è peggio, molto peggio, della fantasia più paradossale e grottesca. Il film di Riccardo Milani intitolato “Benvenuto presidente!”, con interprete principale Claudio Bisio, racconta la storia di un precario, responsabile della biblioteca di un paesino del profondissimo Nord, di nome Giuseppe Garibaldi, che diventa incredibilmente presidente della Repubblica. Roba da… film e, proprio per questo, assolutamente realistica...
Napolitano non si è dimesso e Mario Monti è ritornato in auge. Si può ben dire che il presidente della Repubblica abbia sparigliato le carte. La nomina dei due gruppi di “saggi” nessuno se l’aspettava. A dimostrazione di come l’italica fantasia non abbia limiti. “Il governo di Mario Monti è pienamente operativo e a breve varerà una serie di provvedimenti anti-crisi; io resterò fino all’ultimo giorno del mio mandato nell’interesse nazionale”: Giorgio Napolitano dixit...
Il presidente francese Francois Hollande, nel corso di un’intervista televisiva a France2, ha affermato che: “L’austerità significa condannare l’Europa all’esplosione” e determinare conseguentemente “i populismi, gli egoismi nazionali. Avete visto ciò che è successo in Italia”...
I numeri, nella loro chiarezza, sono impietosi e descrivono la realtà per come essa è e non per come si vorrebbe fosse. Il quadro che ne esce, economicamente parlando, è di estrema gravità: calano ancora gli ordini e il fatturato dell'industria a gennaio. In particolare, segnala l'Istat, il fatturato, al netto della stagionalità, diminuisce dell’1,3% rispetto a dicembre 2012...
Enrico Cuccia, il “sacerdote” della finanza italiana nonché il padre-padrone di Mediobanca, era solito dire che i voti si contano e soprattutto si pesano. Vale a dire che tutti siamo uguali, ma qualcuno è più “uguale” degli altri. Fuor di metafora...
Ve l’immaginate la sensazione di sentirsi al centro del mondo? Deve essere qualcosa di incredibilmente straordinario. Ti svegli la mattina, e ti illumini d’immenso, ti senti dentro la consapevolezza di essere depositario di un dono unico, quello quella che gli psicologi e gli psichiatri chiamano “sindrome da onnipotenza”. “Guai a quel popolo che ha bisogno di eroi!”, diceva Bertolt Brecht. Aveva proprio ragione, chissà se quando l’ha detto ha pensato a noi italiani?..
All’indomani dell’azione di pulizia operata dalle ramazze di Maroni, si è appreso dalle cronache che Marco Reguzzoni, nonostante le dure critiche al nuovo corso della Lega Maroniana, non sia stato epurato, almeno per il momento. Probabilmente la strategia della nuova governance leghista è proprio quella di lasciarlo cuocere nel suo brodo, attendendo nuovi e imminenti sviluppi in vista delle prossime Amministrative...
Il responso delle urne alle ultime elezioni regionali, in provincia di Varese, ha consegnato al nuovo Consiglio regionale i sette consiglieri previsti dalla recentissima legge elettorale tanto complicata da mettere in difficoltà anche la Corte d’Appello nella convalidazione degli eletti utile alla proclamazione.
Situazione politica nazionale e locale hanno il caos quale minimo comun denominatore. Mentre in due giorni i cardinali hanno eletto il sovrano del più importante Stato confessionale, i parlamentari impiegano settimane per scegliere i presidenti dei due rami del Parlamento con la spaccatura del gruppo grillino...
Per certe cose un comico non basta, ci vuole come minimo un… Papa. Adesso che ce l’abbiamo e che sembra umile e determinato lascia a Lui certe incombenze, hai già fatto tanto, vedi di non strafare, riposati. Non prendertela se qualcuno dei “ragazzi” ragiona con la sua testa (e non con la tua) e rende conto alla sua coscienza (e non alla tua), evita di incazzarti se viene eletto il Presidente del Senato con qualche voto del Movimento 5Stelle. Ѐ successo, succederà ancora, fattene una ragione...
Il “caos calmo”, la “quiete prima della tempesta”, il “sonno” apparente del “vulcano”: le metafore si sprecano per cercare di descrivere la condizione politico-istituzionale italiana del post-elezioni (spiegarla è quasi una… “mission impossible”). Il declassamento del nostro debito sovrano da parte delle agenzie di rating internazionali rappresenta un segnale…
Sono state elezioni con tanti vinti e un unico vincitore: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Chi doveva vincere, il centrosinistra, non l’ha fatto. “Siamo arrivati primi, ma non abbiamo vinto”, ha detto Bersani. Fuori litote, significa che il centrosinistra, e in particolare il Partito Democratico, ha perso. Ma lo stesso discorso vale per il centrodestra e per tutti i partiti, eccetto il M5S di Grillo. Che ora, però, dovrà rispondere concretamente alle esigenze del Paese in un momento particolarmente delicato.
In un editoriale, Galli della Loggia descrive gli italiani come un popolo pieno di contraddizioni e fortemente conservatore, “restìo a cambiare abitudini e pregiudizi inveterati, legato ai suoi vizi, ai suoi mille interessi contrapposti, leciti e meno leciti, ai suoi tenaci corporativismi d’ogni tipo; un Paese, quindi, sempre riottoso alle direttive dall’alto, alle norme, abituato a usare lo Stato e a piegarlo al proprio utile, ma mai o quasi mai a piegarsi all’utile di quello. Insomma politicamente indomabile”...
Già prima delle elezioni si delineavano alcuni retroscena sulle alleanze che dopo il voto e con il responso consolidato prendono forma e anima.
Nel 1968 uno degli slogan più gettonati fu: “L’immaginazione al potere”. Nel 2013, dopo le elezioni politiche italiane, il nuovo slogan potrebbe essere il seguente: “Il vaffa... al potere!”. Il Movimento 5 Stelle, megafonato da Beppe Grillo nelle piazze italiane, è diventato il primo partito italiano per numero di voti raccolti e adesso dovrà passare dalle parole ai fatti: “Uè... ragassi, non è che dando fuoco alla vigna c’abbiamo il vin brulé!”...
Hanno definito queste elezioni “le più importanti della nostra Storia”… ma quando mai! Visti i dibattiti accesi, sentite le parolacce, le accuse, smascherati i “brogli verbali” e le promesse vibranti, arriviamo a camuffare la verità con l’intento e la Politica con la meschinità del “traguardo” da raggiungere a ogni costo...
È incalzante il ritmo della campagna elettorale. A farla da padrona è quella regionale, dove la “guerra delle preferenze” è aperta e senza regole. Appena un mese fa la situazione dei principali partiti era completamente diversa. Il Pdl si trovava in condizioni precarie (i sondaggi lo davano ai minimi storici), il PD navigava a vele spiegate...
“Morto un Papa se ne fa un altro!”, antichissimo adagio popolare che adesso va aggiornato in “Dimissionato un Papa se ne elegge un altro!”. Dopo le 20 (ora di Roma) del prossimo 28 febbrario Papa Benedetto XVI cesserà di esercitare le sue funzioni di Vicario di Cristo e l’intera cristianità rimarrà in (trepidante) attesa del conclave che avrà il compito di eleggere il suo successore...
Ancora una manciata di giorni e poi sarà l’ora del voto. Una scadenza elettorale “storica”? L’aggettivo è stra-abusato, certo, però questa volta non è fuori luogo. Se non altro perché si andrà a votare in un contesto globale (altro termine plurinflazionato) mai come in questo caso talmente fluido, per non dire “liquido”, da sfuggire a qualsivoglia ipotesi interpretativa-evolutiva.
È tipico degli irresponsabili, piuttosto che degli schizofrenici, nonché degli autolesionisti/masochisti, volersi scientememte fare del male. Provarci quasi gusto!
Cari italiani e care italiane, votatemi e vi restituirò l’equivalente delle tasse da voi versate sulla prima casa, nel modo che preferite: contanti, accredito sul conto corrente o come voi vorrete. Silvio Berlusconi, nel discorso pre-elettorale di Milano di domenica 3 febbraio 2013 (come certamente le cronache storiche ricorderanno negli anni a venire), non si è fatto e non ci ha fatto mancare niente…
Ancora più penetrante l’incursione della Procura di Milano nel mondo della Compagnia delle Opere. Chiesti e ottenuti sedici arresti (sette in carcere e nove agli arresti domiciliari) convalidati dal gip di Milano Giuseppe Gennari in merito ad appalti pubblici per un valore di 10 milioni di euro.
Una nota rivista di moda pubblica un articolo nel quale si illustra la scelta di alcune fra le più note modelle internazionali di non indossare calze in inverno e il Presidente dell’Associazione dei Distretti Calze Intimo, Luca Bondioli, grida allo scandalo...
Mario Monti, esperto Antitrust comunitario, Commissario europeo alla concorrenza, Ministro dell’economia, consulente di altissimo livello, scivola sugli aiuti di Stato per salvare il Monte Paschi di Siena...
VARESE - Le elezioni del 24-25 febbraio si avvicinano e le cosiddette parti sociali fanno sentire la loro voce alle forze politiche “scese” o “salite” in campo. Non fa eccezione Confindustria che ha presentato il proprio “manifesto dello sviluppo”. Due gli obiettivi, così come li ha illustrati Giovanni Brugnoli, Presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese...
Più la scadenza elettorale del 24 e 25 febbraio si avvicina e più cresce la sfiducia del cittadino- elettore! Fra i tanti, il tema che contribuisce in particolare a peggiorare la credibilità della classe(casta)politica e delle istituzioni (cosa ancora più grave) agli occhi dello stesso cittadino...
Le numerose “agende politiche” di chi “scende” (o “riscende”) in campo e di chi vi “sale” (dopo aver assicurato che mai l’avrebbe fatto) saranno sottoposte ai cittadini-elettori da qui al 24 e 25 febbraio con martellante frequenza, c’è da giurarci. Fra i temi che gli stessi cittadini-elettori avranno modo di esaminare e valutare, uno in particolare susciterà il loro interesse (e le loro preoccupazioni): le tasse...
La premiata ditta Santoro & Travaglio ci ha provato ma non è riuscita a mettere al tappeto (e nemmeno alle corde) il Berlusca. Anzi, ai punti, ha vinto il Cavaliere che, nei minuti finali di “Servizio Pubblico” andato in onda giovedì sera 10 gennaio su La7, le staffe le ha fatte perdere a Michele Santoro sciorinando le innumerevoli accuse per diffamazione collezionate da Marco Travaglio nella sua carriera di “giornalista inquisitore”.
Anche Ingroia alla fine è sceso nell’agone politico tornando direttamente dal Guatemala. La sua rivoluzione civile è partita nel 2011 con l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia che a suo dire ci fu e partì da un preciso input politico...
Niente di nuovo sotto l’italico sole (politico), purtroppo. Il rischio concreto è che, a urne chiuse dopo il 24-25 febbraio, esca sì il vincitore della prossima tornata elettorale ma con annesso il pesante (e atavico) fardello della oggettiva difficoltà (per non dire impossibilità) a governare il sistema-Paese.
Il cittadino-elettore domenica 24 e lunedì 25 febbraio avrà solo l’imbarazzo della scelta fra il pedalò fantascientifico del centro… scentrato; la sinistra riformista con cenni di tendenza forcaiola e il forzaleghismo che cerca disperatamente di avercelo duro ma è ormai troppo sfiancato/sgonfiato da eccesso di bunga-bunga...
Ci è voluto un po’, ma alla fine è arrivata. A quattro giorni dalla sospensione di Pro Patria-Milan, finalmente (si fa per dire) fa capolino la “goliardia”. Termine che significa “spirito e tradizione goliardici caratterizzati da spensieratezza e da chiassose esibizioni”. Ma anche termine nel quale spesso cercano rifugio gli autori di gesti di cattivo gusto dopo essere stati pizzicati. A usarlo è il leghista Riccardo Grittini, Assessore allo Sport e alle Politiche giovanili di Corbetta, uno dei denunciati per i cori razzisti rivolti ai giocatori neri del Milan.
Fra poco meno di due mesi i cittadini-elettori saranno chiamati alle urne per votare in merito alle elezioni politiche e, in taluni casi, tipo Lazio e Lombardia, regionali. Gli schieramenti politico-partitici (con poche eccezioni) si stanno mobilitando e lo stanno facendo assecondando fino in fondo uno dei tanti vizi connaturati nel dna politico nostrano: contrapposizione furiosa e astiosa, scambio vicendevole di terribili accuse, incapacità congenita di intavolare una discussione seria dalla quale, magari, trarre degli utili spunti operativi per il futuro...
Senza dimenticare il Cavaliere, i barbari sognanti e il resto della compagnia di giro che in virtù della legge aurea potrebbero pure godere del “fattore Lazzaro” (leggi resurrezione), “Ci sono più cose in Cielo e in Terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (dall’Amleto di W. Shakespeare)...
Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 valgono doppio. In primis, si spera possano fornire un assetto istituzionale credibile e autorevole all’intero sistema-Paese, così da permettere allo stesso di imboccare finalmente la strada della crescita (soprattutto dal punto di vista occupazionale). Secondariamente…
Al primo punto della cosiddetta “agenda Monti” - intesa come la lista delle “riforme epocali” non più rimandabili - bisognerebbe collocare un imperativo categorico composto di due semplicissime parole: più coraggio! Il prossimo governo e il prossimo parlamento dovranno essere un governo e un parlamento “di rottura”. Rottura netta con un passato che non deve più riproporsi...
Nella tarda serata di martedì 25 dicembre l’ex-premier Mario Monti ha postato su Twitter il proprio “cinguettio”: “Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro. Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi sì. “Saliamo” in politica!”. Le repliche sono state quasi immediate e numerosissime. Una, in particolare, è rivelatrice: “Ci tartassi, ma ci fidiamo”. L’anonimo follower ha espresso uno stato d’animo molto diffuso e radicato, che potrebbe rappresentare una delle chiavi di lettura per meglio comprendere e interpretare l’attuale “sentire politico”...
Sua Immagine Suprema (SUS), leader maximo di Telelandia, accettava il dibattito e il confronto di idee. Purché, naturalmente, non venisse interrotto durante i suoi interminabili soliloqui e purché, ovviamente, le idee degli altri coincidessero perfettamente con le sue, fossero una fotocopia delle sue. In mancanza di queste due imprescindibili condizioni, autentica base democratica di Telelandia, SUS abbandonava il dibattito, dopo aver redarguito l’incauto e improvvido interlocutore...
“I furbi scambiano il voto con qualche favore chiesto e ricevuto, i gonzi credono alle promesse che non saranno mai mantenute e si scordano d’esser già stati per cinque volte gabbati”. Scalfari dixit in un colloquio con Mario Monti, immediatamente dopo lo scioglimento delle Camere da parte del capo dello Stato Giorgio Napolitano e la proclamazione ufficiale delle elezioni politiche nei giorni 24 e 25 febbraio 2013. Cosa e chi rimane al cittadino elettore? Solo una cosa: la provvidenza!...
L’ultima trovata del Cavaliere è un déjà-vu. Promette l’abolizione dell’imposta sulla prima casa. Questa volta scopre di trovarsi nel deserto. Quagliariello sobbalza dicendo: “Dove prende i soldi?”. Il PdL si muove in ordine sparso. Bondi: “Dobbiamo opporci al Professore”, mentre i ciellini si riconoscono in Lupi che insiste col dire: “Voglio Monti”...
Svelato il mistero. Risolto l’enigma. Sciolto il nodo. Finalmente, dopo mille dubbi più uno, è stato chiarito il motivo in virtù del quale il Professore tentenna, dubita, esita, ritarda, abbozza, accenna, ipotizza soltanto la sua personale “discesa in campo”. Ha ragione lui. Sarebbe insensata ogni altra presa di posizione. La fine del governo “tecnico”, salvo imprevisti che in quanto tali non è possibile prevedere, sarà sancita ufficialmente il prossimo 21 dicembre...
Arroganza, avidità, strafottenza. C’è tutto questo e pure qualcosa di più nell’ennesimo scandalo che ha scoperchiato l’ennesimo verminaio della premiata ditta “Regione Lombardia” - specializzata nell’erogazione di privilegi ai “soliti noti” - nel cui Consiglio regionale allignano soggetti che, non paghi di ricevere 9.000 Euro netti al mese di stipendio, presentano rimborsi spese per “impegni istituzionali” quali l’acquisto di gelati, fuochi d’artificio, cellulari ultimo modello, addirittura lecca-lecca e gratta e vinci, per non parlare poi di cene a base di ostriche e aperitivi...
A febbraio ci saranno le elezioni politiche in Italia. Vero? Sì, ma fino a un certo punto. Nel senso che a decidere che cosa è meglio per il nostro Paese saremo sì noi cittadini italiani (così come vogliono le regole democratiche stabilite dalla Costituzione), tuttavia le decisioni che prenderemo, le scelte che riterremo di fare saranno - anzi, sono - inevitabilmente e pesantemente - influenzate da fattori esterni. Più precisamente da ciò che “conviene” all’Unione Europea…
BUSTO ARSIZIO - Continuano ad agitarsi le acque della politica italiana. Sono molti i militanti in attesa che i referenti nazionali indichino la strada da percorrere, così da poter fare una scelta consapevole. Certamente le proposte politiche annunciate, appaiono confuse e poco convincenti. Abbiamo assistito alla piroetta berlusconiana sconclusionata e disorientata, sintomo di un leader senza colonelli e con pochi soldati...
Karl Marx e Lenin, ovunque essi si trovino, saranno certamente in apprensione. I comunisti in genere, persino Fausto Bertinotti (qualcuno se lo ricorda?) con la sua “erre moscia” e i suoi maglioni in cashemere, per non parlare dei gerarchi rossi della nomenklatura cinese e dello stesso Fidel Castro, saranno stati colti da un fremito arcano. È tornato il Cavaliere Jedi per eccellenza, il depositario supremo della Forza, l’alfiere massimo del popolo (dal pensionato al precario, passando dalle casalinghe e dalle partite Iva deluse e tartassate).
BUSTO ARSIZIO - Dialogo immaginario (ma non troppo) fra un Cavaliere, un Professore e un Cittadino(suddito). Cavaliere: “Se c’è una cosa che non sopporto è vedere andare a rotoli il mio Paese! Non posso stare a guardare. Sono… obbligato a (ri)discendere in campo! Il Milan è importante, ma l’Italia lo è ancora di più! Mi consenta…”. Professore: “Da un esame oggettivo dei fatti e da un’attenta analisi degli andamenti dei mercati finanziari vorrei sommessamente fare presente che il mio Governo tecnico in un anno di vita ha fatto riacquistare credibilità internazionale all’Italia, ha quasi dimezzato lo spread e ha posto le basi per una ripresa sana e non drogata”...
BUSTO ARSIZIO - Tanto tuonò che… non piovve! Galeotto fu l’emendamento proposto alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Dopo tanti strepiti, proteste a non finire, marce “su Roma”, piazze infuocate, anatemi, minacce, e chissà quant’altro ancora, la provincia di Varese rimane...
BUSTO ARSIZIO - Acclarata l’archiviazione delle primarie di centrodestra, l’attenzione si sposta sul cosiddetto “election day” ovvero l’accorpamento delle elezioni. Abbiamo sentito l’on. Alfano lanciare invettive contro il Presidente Napolitano appena saputo che le elezioni regionali e quelle nazionali si sarebbero svolte in giorni diversi. Alfano disse, in quell’occasione, che senza election day si sarebbero sprecati 100 milioni di Euro...
BUSTO ARSIZIO - È difficile intuire le proposte serie e concrete che i politici stanno mettendo in campo. Si nota un affanno non trascurabile, una stagnazione rilevante, un avvitamento lontano dai bisogni reali, dalle soluzioni concrete. Le polemiche occupano ogni spazio e assorbono tutto il tempo, addirittura in queste ore ci si arrovella intorno alle interpretazioni e alle migliorie che il presidente del Consiglio Comunale, l’Avv. Cornacchia, abbia manifestato durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale in merito ad una delibera a suo dire scritta male, quella relativa ai campi della Pro Patria...
BUSTO ARSIZIO - Bersani è il candidato premier per il centrosinistra. Si comincia a parlare di contenuti. L’Italia ne ha bisogno. Proprio le riforme di cui l’Europa ha bisogno. Bersani ha deciso di far cominciare dall’Africa la sua rivoluzione riformatrice, non ci è dato sapere che c’azzecca la Libia con il rilancio dell’occupazione italiana in Europa, ma il vincitore delle primarie del centrosinistra ha così deciso.
BUSTO ARSIZIO - La Pro Patria prima della classe ha un seguito assai striminzito di pubblico. Ogni domenica i soliti “fedelissimi” (nella buona e nella cattiva sorte) sono i pochi che affollano le tribune dello Stadio “Speroni”. Busto deve credere maggiormente in “questa” Pro Patria. Deve far sentire ai suoi tigrotti tutto quel calore e quella passione per i quali venne giustamente ammirata...
BUSTO ARSIZIO - Attenzione, l’allarme rosso della disoccupazione dilagante evidenzia una situazione/condizione più che drammatica! Anche un gatto quando è costretto in un angolo, senza altre vie d’uscita, e si sente minacciato, può trasformarsi in una tigre e reagire di conseguenza. Fuor di metafora, chi è senza lavoro e si rende conto di non avere più nulla da perdere, avendo perso ormai tutto, compresa la speranza, è comprensibile che metta in conto di porre in essere azioni di protesta dirompenti...
In tempi di Grande Crisi, sostenere che le risorse sono poche e che quindi è necessario ottimizzare al massimo il loro utilizzo, destinandole laddove veramente servono è, oltre che ovvio, ormai noioso.
CASTELLANZA - “No alle strumentalizzazioni. Sì ai posti di lavoro”, firmato: i dipendenti di Chemisol Italia. Il cartello che sormonta l’entrata dell’azienda di Castellanza è molto chiaro e non necessita di ulteriori particolari spiegazioni. All’interno dell’ex-polo chimico castellanzese - un’area che in base a quanto stabilisce il PGT può ospitare solo insediamenti industriali chimici, senza altre possibili destinazioni d’uso - la multinazionale Elcon ha in progetto di costruire un impianto per lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle lavorazioni chimiche e farmaceutiche...
Nella vecchia Unione Sovietica c’era l’economia pianificata e i prezzi erano controllati, nel senso che l’inflazione era stata soppressa.
La Corte dei Conti nella sua relazione relativa al rendiconto dello Stato l’ha sottolineato con chiarezza disarmante: i sacrifici per mettere in ordine i conti della “casa Italia” li hanno fatti i cittadini.
Ogni suo pensiero fu, nella sostanza, un atto d’accusa alla società che si andava strutturando, come quella “Milano da bere” di cui tanto andammo fieri appena trent’anni fa.
I Paesi dell’Unione Europea che vorranno (o saranno costretti) a chiedere “aiuto” alla stessa Unione per sopravvivere ai durissimi colpi inferti ai bilanci dalla Crisi dovranno sottoscrivere un “memorandum d’intenti”.
Molto spesso, nel corso dei processi storici, il nuovo nasce dalle ceneri del vecchio...
Uno Stato invadente, inefficiente e per di più sempre più vorace e conseguentemente sempre più esoso.
In un simile desolante panorama di macerie politiche che fine ha fatto la “questione settentrionale”?
Sosteneva Max Weber, uno dei padri nobili della politologia moderna, che il possibile non verrebbe mai raggiunto se chi governa non tentasse e ritentasse di raggiungere l’impossibile.
“Chiederò al governo di abbassare le tasse sul lavoro a parità di gettito": dai microfoni di Radio Anch'io, il ministro del lavoro Elsa Fornero promette che interverrà per ridurre la tassazione sul lavoro, da lei giudicata "troppo alta”.
Rammarico e malinconia. Il primo per l’ennesima occasione persa e la seconda per un declino che sembra irreversibile e pare condannare il nostro (non)sistema Paese all’immutabilità.
Un po’ a sorpresa le agenzie di rating internazionali cambiano drasticamente il loro giudizio sul Belpaese e dicono che l’Italia vedrà finalmente la luce della ripresa a partire dal 2013.
Il sociologo Pierre Bordieu sosteneva (è scomparso nel 2002) che ciascuno di noi possiede tre capitali: economico, sociale e culturale. L’allargamento dei mercati ha mediamente fatto incrementare il primo, mentre gli altri due hanno ricevuto e stanno ricevendo duri colpi dalla Grande Crisi.
La Grande Crisi ha provocato e sta provocando una sacco di problemi, soprattutto dal punto di vista occupazionale. Il numero dei senza lavoro in tutto il mondo è in continua crescita. Oltre che di recessione economica, si parla sempre più spesso (e a ragione) di recessione umana.
La notizia è di qualche giorno fa: il comune di Alessandria (Piemonte) è sull’orlo del fallimento, anzi è fallito! L’ultimo bilancio ha fatto registrare un deficit di oltre 150 milioni di euro. Le casse sono vuote, sfondate, prosciugate. Qual è il rimedio? Ce n’è solo uno semplice, scontato e inevitabile: mettere le mani nelle tasche dei cittadini e alleggerirne i portafogli attraverso un consistente aumento delle tasse.
Una lumaca artritica. Anzi, peggio ancora: una lumaca artritica alla moviola. Ѐ così che si muove l’apparato pubblico italiano. Una lentezza esasperante, quasi un immobilismo assoluto in grado di vanificare ogni sforzo, ogni impegno rivolto a migliorare le cose, a rendere più snelle procedure e provvedimenti...
BUSTO ARSIZIO - Ci sono strutture pubbliche che operano nel completo silenzio. Offrono un grande servizio e soddisfano le esigenze di centinaia di persone. Come spesso accade, non ci si accorge della loro esistenza. Si ritiene che tutto ciò faccia parte del quotidiano. Una di queste è sicuramente la nostra Biblioteca.
 



OLGA FIORINI
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