Skip Navigation Links
Prima Pagina
Busto Arsizio
Valle Olona
Circondario
Lettere in Redazione
Skip Navigation Links
Cronaca
Politica e Società
Avvenimenti e Cultura
Imprese e lavoroExpand Imprese e lavoro
Sport
Skip Navigation Links
GMC News
Premio LetterarioExpand Premio Letterario
Skip Navigation Links
Commenta l'articolo
Archivio
Stampa
Cerca su l'Inform@zione:  
Editoriale  
NUMERI E STORIA
Busto Provincia
Ci trovo nulla di strano per il "calo" di Residenti in Busto Arsizio che mantiene una Popolazione di 83.000 persone. Dopo cinque anni di crescita (grazie agli immigrati), "perdere" 450 residenti, non è un dramma. Specie se raffrontato con il "calo" di altre città della Provincia, Varese compresa.
Del resto, Varese è circoscritta da laghi e monti; quindi Varese resta al palo e non avrà certo ulteriore sviluppo. A meno che... si agisce come a suo tempo fece  Mussolini che per creare la "nuova Provincia" a nord di Milano riunì le Comunità Montane e Lacuali forzando la mano su "comunelli" viciniori creando appunto la Provincia di Varese con Varese capoluogo.
 
Ciò, per inquadrare il discorso su Busto Arsizio che non ha bisogno di ulteriori prerogative per essere considerata il "polo" dell'Alto Milanese. Con l'accorpamento dei Comuni di Borsano e di Sacconago (allora autonomi), Busto Arsizio è diventata la sesta città lombarda più industriosa e la decima città lombarda del benessere. Non merita affatto di essere relegata sempre a "comprimaria di Varese" quando si tratta di istituzionalizzare una realtà.
Su "CUORE di BUSTO" (in Libreria) è ben evidenziato il rapporto che esiste tra densità imprenditoriale in Busto Arsizio e il resto della Nazione. Le cifre saranno "aride" ma i numeri servono per effettuare le giuste proporzioni e se ne deve tener conto.
 
In Lombardia (regione maggiormente industrializzata a livello Nazionale), ci sono 4,1 imprese per km quadrato, mentre in Italia ce ne sono 1,7 di imprese per km quadrato. All'interno del perimetro municipale di Busto Arsizio, la densità industriale è di  24,1 aziende per km quadrato, mentre nel territorio di Varese, la densità industriale per km quadrato è del 12,3 imprese.
Serve altro per mantenere le proporzioni? Direi di no, anche se a Varese c'è la Prefettura come è giusto sia e a Busto no, trattandosi di città non Provincia. Sul resto, inutile dilungarci. Restiamo sui Residenti e sul Lavoro per ribadire che le Province Monza Brianza o Cesena Forlì dovrebbero pure insegnare "qualcosa" che Varese da sola non rende giustizia al valore morale, etico e... produttivo di Busto Arsizio.
 
Il giusto sarebbe Busto Varese o Varese Busto quale UNICA PROVINCIA con diritti e doveri alla pari e non certo di sudditanza come si continua a palesare tra la Città Giardino e la Città Produttiva.
Confesso sono un "partigiano di Busto Arsizio" e me ne vanto.
 Il Lavoro è ciò che nobilita e ciò che va difeso a oltranza. Troppi "schiaffi" ha ricevuto Busto Arsizio, ma non ostante ciò, Busto Arsizio presenta "doti" non indifferenti che ne Varese ne altre città dell'attuale Provincia possono evidenziare. Ne citiamo solo due per non... mortificare le altre 120 realtà provinciali tra Città e Comuni: a Busto Arsizio c'è la maggior ricchezza provinciale e Malpensa è nel territorio dove gravitano le maggiori imprese del Sud Provincia.
 
Una Provincia "Varese Busto Arsizio" non guasta e tutti i problemi sarebbero risolti molto meglio di come si fa ora, pensando a Varese "esterna" al problema delle persone Residenti. Pensare al futuro, non è quanti residenti far confluire in Busto Arsizio, ma quanti residenti far confluire nella Provincia "Varese Busto Arsizio" con pianificazione di Prefettura, Ospedali, Scuole, Forze dell'Ordine.
Altrimenti, col pensiero del "campanilismo" avremo sempre più una Varese "strozzata" da un territorio circoscritto agli attuali confini e una Busto Arsizio solamente operativa nel Lavoro, ma che non può svilupparsi attraverso i servizi istituzionali che l'essere co-Provincia consente.
Il futuro passa da li: "Varese Busto Arsizio" o "Busto Arsizio Varese" per progredire tutti assieme e non solo nell'aspetto dei numeri dei residenti. Ne avranno beneficio pure gli oltre 120 Comuni dell'attuale Provincia di Varese.

 
Gianluigi Marcora
pubblicato il: 10/01/2017

Ci vuol poco per cominciar bene l'anno: magari "n'a gùta da rusàa" (una goccia di rugiada) presa a prestito da un "cuore buono" tal è Angelo Azzimonti per via di sue poesie delicate, sublimi, carezzevoli e pure miti. Siamo a gennaio, quindi "Genàr". Dice così: Gennaio vestito di bianco è il primo di dodici mesi: brillano tutte le siepi, d'argento al pallido sole...
Altra interessante lettera che il signor Mauro Seppi ci invia in Redazione che riguarda un tratto particolare della via Formazza in Busto Arsizio. Leggiamola, poi la commenteremo. Merita una profonda analisi del problema e qualche osservazione, affinché si possa migliorare la viabilità del luogo e soprattutto tutelare appieno la Sicurezza delle persone...
Gente in giro ce n'è. Gente in vacanza, pure. Aziende chiuse, ce ne sono. Aziende che hanno già aperto, pure. Ciò che non si spiega è il continuo flusso di persone verso i Centri commerciali e il continuo flusso di persone dentro i negozi. D'accordo i saldi di fine stagione, ma i resoconti sono sul "mediocre andante" pur in un momento "di ripresa" come ci sbandierano i mass media nazionali. I problemi sono quelli di sempre; tanto che la gente s'è assuefatta e quasi non ci guarda più...
Proponiamo un “gustosissimo” ed esaustivo articolo dell’amico Luigi Giavini, conosciutissimo per le sue ricerche sulla Tradizione di Busto Arsizio, ma pure sulle ricerche storiche e sul Dialetto, da lui effettuate, pubblicato sul periodico della Parrocchia San Michele “COMUNITÀ” dedicato ai RE MAGI... tra Storia e Leggenda. Giuseppe Gabri e Giuseppe Farioli hanno effettuato le ricerche e ne hanno curato l’impaginazione.
Per dire ciò che c'è e ciò che manca nella nostra città. Le opinioni sono tante. Divergono. Le priorità sono tutte personali. Ciascuno vorrebbe risolvere i problemi di casa, mentre la nostra Amministrazione deve puntare sui bisogni collettivi e (nel limite del possibile) soddisfare le esigenze. Il punto è proprio questo: convergere sull'utilità pubblica con le risorse a disposizione. Tenendo presente che tutto ha un costo e che le risorse provengono dalle tasse...
Siamo al 2 di gennaio ed è sempre tempo per un augurio sincero a chi legge l'Editoriale. Lo faccio con una mia poesia del 2015 - attualissima e buona per l'evenienza. Graditela con rispetto e amore. Trovalo ora il sospiro del cielo, il profumo d'un fiore, la voglia matta di essere sereno. Trovalo il mio abbraccio sicuro, la voglia di te, il dolce tepore della tua carezza. Trova il mio sguardo molte volte insicuro...
Prima di dare un'occhiata al 2017 voglio guardare indietro per un attimo al 2016 che se ne va col suo carico di "cose buone" e di "cose cattive" che, ad elencarle tutte, ci si perde. Per non "sparare nel mucchio" mi astengo dai commenti e prendo in carico un piccolo, impercettibile problema che prende in causa taluni "vizi antichi" di non facile comprendonio per gente scellerata che, a intelletto civico, non ci sta proprio. Mi riferisco ai dementi che imbrattano muri, rompono suppellettili della collettività, distruggono parchi e imbrattano boschi senza... colpo ferire, da vigliacchi, da gente ignorante, non nel senso di "non conoscere", ma ignoranti per mancanza di cervello...
Un vecchio detto che regge tuttora diceva "Natàl al sù, Carnevàl al foegu" (Natale al sole, Carnevale al fuoco) che è un po' quel che si sta verificando. Dopo una parvenza di nevicata (lùghei da fioca) vale a dire, qualche accenno di neve di qualche giorno fa, ma semplicemente "lucciole bianche", è arrivato il sole. L'aria s'è ripulita, si respira meglio e un pizzico di ottimismo in più, fra la gente, lo si avverte. Merito dei bimbi, specie i più piccoli che vivono "l'ansia del Natale", in attesa di Babbo Natale che porta i doni...
Altro che emozioni. Ce ne sono tante di positive, ma ce n'è una in particolare. Non ce l'aspettavamo. Quando tuttavia la realtà supera la fantasia, anche le riflessioni non sono mai troppe. Si tratta di "CUORE di BUSTO" il libro fotografico dedicato alla nostra Busto Arsizio con immagini autentiche "mozzafiato" realizzate dal bravo fotografo Marino Bianchi. Il libro "CUORE di BUSTO" è edito dalla GMC Editore e contiene unicamente due scritti esplicativi. Il primo ha lo stesso titolo del libro (Cuore di Busto).
Partiamo dalla Redazione: la "piazzetta" (che si chiama via) Bellingera è buia a oltranza. Dovesse piovere, poi diventa cieca. Ottimo il "dare precedenza" da chi arriva dai Frati o da via Indipendenza. Il problema è che si vede pochissimo la segnaletica stradale e spesso (e volentieri) il "dare precedenza" da chi proviene da viale Cadorna e si immette in "piazzetta" non viene rispettato. Che fare? Luce, signori, occorre far luce, anche per altri motivi...
Trovami tu, un vezzo contrario. Dimmelo - se vuoi - un pettegolezzo su Busto Arsizio. Eppoi scopri la verità delle parole. Non parole inutili simili alle dicerie o (peggio) coi luoghi comuni che con la verità hanno nulla da spartire. Qual è il nocciolo del discorso?: Cuore di Busto - il libro fotografico realizzato dalla GMC Editore su immagini straordinarie del valentissimo nostro fotografo Marino Bianchi. Chi pensa alla solita "manfrina pubblicitaria" sbaglia di grosso...
Si sente in giro spesso la parola "manicheo - dottrina manichea - manicheismo" e in pochi si soffermano a capire cosa in realtà vuol dire. Chiaro che sono parole "dotte" o "per dotti", ma a volte, per pigrizia o per non fare la figura dell'ignorante (ignorare, non capire) si passa oltre e non ci si cura dell'etimologia della parola. Sostanzialmente, manicheo vuol dire "con lui non si può ragionare" (l'ho letto su Zingarelli) e già l'affermazione "apre gli occhi" al discorso...
Comincio a ringraziare Enrico Traietta e Stanislao Prodan che aggiungono ai loro “mi piace” un dettagliato commento, il primo ed un succinto commento, il secondo. Li ringrazio perché “fanno dialogo”. Motivano il loro “mi piace” o (come fece a suo tempo Traietta), lo contestano. Così si fa. Nessuno è maestro e nessuno è allievo, ma in un dialogo serio e corretto “nessuno insegna, ma tutti imparano”. Non è mia la frase, ma è di un maestro del giornalismo italiano che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e di scambiare “quattro chiacchiere” con lui. Indro Montanelli e… scusate se è poco.
Si affannano tutti, i Politici a “giurare” che le pensioni non verranno toccate. Ed è una bugia; uno sproloquio. Dovrebbero toccarle, invece, le Pensioni. Dovrebbero pure toccare taluni esorbitanti emolumenti che di “sociale” hanno nulla. Anzi, rappresentano una cancrena per il Paese. Le Pensioni da “toccare”, anzi da FALCIDIARE sono quelle maturate a furia di leggi e leggine attuate “in proprio” senza l’appannaggio d’una contrattazione. Leggi che hanno by passato il Sindacato e quelle a cui il Sindacato ha fatto orecchie da mercante, decretando la connivenza.
Ogni tanto salta fuori il problema che riguarda la prostituzione. Si mischiano le carte e si fanno speculazioni di pensiero che con la realtà hanno poco o nulla a che fare. Si mettono in pista le teorie più disparate. Del tipo: donna oggetto, sopruso delladignità, mercimonio, religione, per finire alla mercificazione del sesso. Tutto il resto non è preso in considerazione. Invece, proprio questo “tutto il resto” deve essere tenuto presente sia al cospetto della morale sia pure al cospetto della salute pubblica che ha la civiltà incorporata. Con le “case chiuse” soppresse (1958 – Legge Merlin) si parlò di trionfo della donna e di vero rispetto della dignità femminile. Si parlò pure di salvaguardia del matrimonio e si mise pure l’accento sull’aspetto religioso che, col problema ha poco a che fare.
A parlare di Lavoro in pieno agosto è quasi uno sproloquio. A “dispetto dei santi” tuttavia, una notizia non troppo scellerata può far rumore. L’attenzione è rivolta al Ministro del Lavoro che s’è lasciato scappare questa frase “prendiamo dalle pensioni più alte la linfa necessaria per dare al Lavoro il necessario per progredire” e (aggiungiamo noi) per risolvere la crisi, per far si che nessuno possa portarci a ruota nella gerarchia delle Riforme non… Riformate. Il calcolo è matematico: sopra i 5000 Euro al mese di Pensione, si taglia a 4000 Euro. È un bel prendere, noh? Figuriamoci chi è molto sopra i 5000 Euro al mese! Parliamo di coloro che sforano i 10.000 Euro al mese e su su su per chi è oltre i 20.000 per poi approdare alle super Pensioni che qui meritano solo un appellativo: SCANDALOSO!
Notizie contrastanti. Non si sa a chi credere. Eppure, la verità è… verità. Non si scappa. Sabato e domenica, Busto era deserta. Deserta per dire che sul Viale Duca d’Aosta transitava una vettura ogni quarto d’ora (ad andar bene) e, quando… non andava bene, nemmeno un cane ad attraversare la strada. Prima domanda: la gente era tutta in casa oppure era via? Via per dire che potrebbe essere a casa di amici. Nei pressi o fuori sede. Insomma, via. Oppure era in villeggiatura? O scorrazzava in giro a cercare funghi o dentro i boschi a passeggiare? Di certo, le strade erano deserte. Punto.
In giro per Busto, a piedi, sabato e domenica. Impera il “deserto”, come a Ferragosto. “Neanche un prete per chiacchierar” come in Azzurro di Paolo Conte, portata al successo da Celentano. Fatto è che, in centro o in periferia, il grigio delle saracinesche, impera. Qualche bar aperto, ma con pochi avventori. Fa capolino il sole, dopo una notte di burrasca. C’è un’aria “frizzusella” che induce al pullover. Poi vincono i passi svelti e basta la camiciola a combattere la corsa. In via Mameli non c’è anima viva… una che è una, nemmeno a cercarla col lanternino.
Ho appena ascoltato una canzone “dei miei tempi” che a qualcuno può far scaturire spallucce, ma che a me ha stimolato il desiderio di mettere sulla tastiera emozioni e sensazioni. È LO STRANIERO, la versione italiana di LE METEKE di George Moustachi. Ho pensato a te, dolcemente, come la vita scivola via e la ragione viene letteralmente distrutta dal sentimento. Momenti di estasi sopra e sotto la pelle, con le viscere che traballano e tutte le emozioni sembrano coalizzarsi dentro il cuore sino (quasi) a farlo scoppiare.
Pensavo peggio. Invece di gente in giro, ce n’è. La desolazione la si riscontra nelle saracinesche abbassate. Sono troppe. Troppe assai e la mente divaga un po’ oltre la spicciola registrazione dei numeri. Saracinesche abbassate per effetto della crisi oppure abbassate per la legittima “sospensione del lavoro” per le Ferie? Diciamolo, Busto Arsizio, anche nel passato presentava una quasi chiusura totale. Da quando ASCOM s’è mossa per salvaguardare almeno i pochi che restavano a casa, qualcosa è cambiato. Qualche turno di chiusura lo si è rispettato e la “logistica” ha avuto successo.
Tempo di Ferragosto e di rilievi caserecci. C’è chi “spara” notizie del “si usava così” e c’è chi non ce la fa a comprendere come il tempo, inesorabilmente sia passato e taluni usi e costumi,otre a infrangersi col modernismo, ne abbiano travisato l’essenza. Sino agli anni cinquanta sessanta, l’unico giorno di festa dopo il Natale, l’Epifania e qualche altra festa religiosa era proprio il giorno di Ferragosto. Non si parlava di ferie, parola che ha avuto successo dopo quel periodo, ma unicamente di “riposo” considerato (più o meno) una specie di ritrovo in giro per il mondo fra “padroni” e maestranze, tutti assieme.
Il simpatico Lettore, Enrico Traietta scrive a margine dell’Editoriale dell’altro giorno, dal titolo “Gente di Busto” testuale commento “scusatemi, ma io gli Editoriali del Direttore, nonsempre li comprendo”. Nulla di male, Enrico. Rispetto il tuo giudizio e sarà mia cura motivarti gli Editoriali su cui tu volessi appurare un’ulteriore spiegazione. Il dibattito e il confronto, sono sempre manifestazione di Libertà. Che apprezzo veramente. Sottolineo che l’Editoriale in questione l’hanno visionato (e letto) 1879 persone e solo tu, Enrico hai commentato quanto sopra riportato.
Le ferie inducono “al male” e si capisce il perché. Male in senso lato. Ci si rilassa in maniera sbagliata. Poi (dicono) ci vorrebbe un po’ di riposo per riprendersi dalle… ferie. C’è una specie di contraddizione nella dichiarazione. Fatto è che, la contraddizione c’è nel modo sbagliato di affrontare le ferie. Nella nostra zona, poi si raggiunge l’eccesso. Vediamone i motivi. Tutti confutabili e tutti degni di approfondimento, ma tutti… veri.
Gente, gente di Busto al limite della follia. Gente con le mani vuote e un cuore così forte da far mancare il respiro. Gente con le scarpe rotte e un cervello che non ce la fa più. Gente che è fuori dal coro, ma che ci macina troppo per potervi entrare. Gente buttata fuori. Gente che non è mai esistita col sentimento e che ora lo reclama a gran voce. Gente in preda al terrore della felicità. Gente che non la conosce, che ne parla a vanvera. Che la vive e la soffre oppure che ne balugina lo sguardo. Gente che capisce e che ha capito e che per un attimo solo dice di non capirne il nesso o l’importanza o di che colore la si vorrebbe avere.
Ci risiamo coi bastardi del raggiro. La gente per un po’ sta attenta, poi chissà come e perché, ci ricasca. Sembra che a nulla servano le raccomandazioni a non aprire agli estranei, a chiedere aiuto al vicino di casa quando si è alle prese coi falsi tecnici delle strutture pubbliche o anche a “far gente” in caso di avere il sospetto che si ha di fronte un millantatore o uno che ci vuol fregare. È storia di tutti i giorni dei mezzi messi in atto per far soldi senza far fatica. Gli scrupoli non se li fa più nessuno e a nulla serve capire che una persona di una certa età conserva ben stretti i ricordi rappresentati da un anello, una catenina, una medaglia o semplicemente da una immagine.
Hanno tutti paura di settembre, quando la gente comincerà ad interessarsi d’altro, dopo la vacanza estiva. Ce lo propinano a suon di minaccia i politici nazionali, ma attuano lo stesso stratagemma i politici locali. Fatto è che ogni anno si ripete la stessa solfa, ma di veramente costruttivo restano le… minacce! Una volta tanto “si prenda il toro per le corna” e si guardi in faccia alla realtà e non di sottecchi come si fa da sempre.
Ciascuno ha le proprie opinioni, ma giuro che di innamorati della Parlata Bustocca ce ne sono tantissimi.Una testimonianza la offre Facebook coi suoi “mi piace” e l’attenzione riservata ai nostri Editoriali dedicati proprio alla nostra “lingua”. Non sono iscritto a Facebook, ma c’è la pagina del nostro giornale e lì, si sbizzarriscono i Lettori che vanno a cogliere quel che a loro interessa. Chiaro che ne siamo lusingati. Facebook è un “termometro” molto probante.Dedichiamo allora a Busto qualche pezzo dialettale di qualche anno fa, per capire “chi eravamo” e andare a verificare “chi siamo”, per un semplice raffronto a cavallo del tempo.
Lettera severa di un bustocco attento. Commento da commentare. Poi il dibattito può aprirsi, non senza l’autocritica. Ciascuno è parte in causa. Per approdare a un insieme occorrono tanti singoli. Il Lettore l’ha fatto. Facciamolo tutti! Ci scrive Mario Gallazzi “Salvo errori, il Debito Pubblico americano non comprende quello degli Stati Usa. Se fosse così, il Debito Pubblico americano sarebbe in percentuale peggiore di quello nostro in merito al loro Pil. Unificare il Debito Pubblico Europeo? Chi vorrebbe pagarlo? Parecchi Stati americani sono sull’orlo del default. Il nostro Debito Pubblico è nato dagli sprechi, dalle ruberie, dagli infiniti Berlusconi in tutte le categorie? Nemmeno noi vorremmo pagare il nostro Debito Pubblico.
Cartolina da Napoli a un Bustocco... e mi ha fatto piacere che proprio tu ti sei ricordato che il mio compleanno è il 20 di agosto, mentre sulla carta di identità c’è scritto 30 agosto... si usava così, i padri registravano i figli quando capitava, quando era comodo… vieni a Napoli? Un abbraccio forte e un bacio, di quelli pieni di passione e di ammmore, con tre emme come si usa da noi... tua… Cartolina da Busto a una Napoletana… solo per dirti amore con una m sola, ma vale per tre. Dolcissimi momenti di storia infinita. I tuoi occhi suadenti si specchiano nei miei. Il sorriso si fa sornione e la carezza delle tue dita mi sfiora le labbra. Mi scruti il cuore. Balugina una luce soffusa di tenero sospiro. Non saprò cosa contiene il sapore della vita sino a quando il tuo abbraccio mi assapora il cuore. Dentro quel sorriso c’è un mare di fiordalisi che inonda il cielo.
Il buonismo di Bossi non è reale. Il silenzio di Berlusconi è una strategia. Sta di fatto che i due trovano voglia di riscatto proprio nelle difficoltà. Entrambi non possono fare la “voce grossa” per via di “colpe” accumulate in proprio o per interposta persona, ma “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. La contesa (presunta) tra Bossi e Maroni al vertice della Lega Nord ha prodotto solo chiacchiere.
Prendersela con chi? Rovinarsi in fegato, perché? Restare passivi? Ma neanche a scherzare! Allora ci si dia da fare, tutti insieme e aborriamo la retorica. La Politica ha stufato tutti, indistintamente. C’è un atteggiamento comune di arroganza fra chi gestisce il potere e l’atteggiamento di scoramento fra chi lo subisce. “Tanto cambia nulla” si vocifera in giro. Ed è questa la prova che il “pugno duro” politico, sconfina nella convinzione di eterna potenza. È ora di cambiare. Basta coi proclami della Santanchè o con le “direttive” di Casini. Basta pure col Pd vecchia maniera e col Pdl che “cambia sempre per non cambiare mai”.
Chi sa rispondere in un secondo è mezzo cosa vuol dire “scòedi a sedi?” Vi abbiamo contati: tre o due. E non tutti in tenera età. Vero: è difficile andare a trovare l’etimologia bustocca dello “scoedi a sedi” perché anche a tradurre la frase in italiano, non si può. Dobbiamo allora comprendere il significato pratico del detto che, molto alla buona azzardiamo in un “soddisfacimento della sete” che vuol dire semplicemente “bere”. La parlata bustocca ha di questi virtuosismi. Dire semplicemente “bèi” (bere) è di …tutti i giorni, mentre “scòedi a sedi” è quasi un far vedere che si conosce bene l’antica parlata indigena.
Il 9 agosto scorso, l’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha reso visibile l’ammontare dei compensi che alcune categorie di dipendenti (quindi, non i 630 Deputati che non sono dipendenti) percepiscono. Fate un po’ voi, amici Lettori la dovuta considerazione. I dati sono ufficiali e la fonte è l’unica attendibile e nessuno può confutarla. Ribadiamo è l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Ciascuno farà la propria valutazione. La nostra è un po’oscena e un po’ esacerbata. Non si vive in un Paese Democratico, ma siamo al Sultanato, al Reame, alla “congrega” di opportunisti.
Ferragosto alla buonora. Oggi chi lavora è proprio una “vittima”. Andiamoci piano. Non nel senso che gli sia capitata una “catastrofe”, ma unicamente perché a Ferragosto lavora nessuno. È Festa. È (quasi) come a Natale. Ferragosto parla di tutto, ma non del lavoro. Prima che i Contratti collettivi di Lavoro prevedessero le ferie, i riposi, le feste comandate, l’unica festa esistente era proprio quella del Ferragosto. Quando la mia Pierina lavorava (27 àn sui telài, senza mancò un dì” presso la Tessitura Colombo di via Rodolfo Gallazzi a Busto Arsizio, ci si fermava a Ferragosto per una gita “fuori le mura” e sia le maestranze sia i titolari dell’azienda, partecipavano.
Il servizio sull’ex Oratorio di Sacconago realizzato con dovizia di particolari dalla nostra Valentina Colombo e da noi pubblicato il 6 agosto scorso, non solo ha suscitato il clamore del Rione, ma ha pure “costretto” il Consigliere di minoranza, Valerio Mariani a promuovere un’interrogazione protocollata in Municipio l’8 agosto scorso. Ne parliamo, perché la gente di Sacconago è inviperita contro il “non agire” dell’Amministrazione e il “sinaghino” Mariani insorge con parole durissime nei confronti della Maggioranza “bollata” di evitare l’azione solamente per mancanza di risorse economiche.
Il Parlamento è in ferie. Riprenderà il 10 settembre. Di “arretrato” c’è parecchio, specie per problemi “immediati” che avevano ricevuto la “promessa” di una pronta regolamentazione. Due a caso: la Legge Elettorale (porcellum) e l’abolizione del sovvenzionamento pubblico dei Partiti politici. Il 31 luglio scorso, senza vergogna tutti i Partiti politici hanno incassato l’ultima trance spettante per un totale di 91 milioni di Euro. Quei soldi, per Legge, il Parlamento li ha rubati al Paese. Non in maniera spicciola, ma con un raggiro che va a costituire il dolo che, al reato aggiunge pure il convincimento.
Il problema è semplice e lasciarlo in essere non è serio. Si deve risolvere in breve tempo. Ne va del decoro e del tanto decantato “biglietto da visita” cittadino. Entriamo subito nel merito. Cimitero principale; spiazzo che delimita via Lonate con via Favana. Solo davanti all’ingresso principale c’è un pizzico d’ordine. Davanti all’altro ingresso regna l’incuria più colossale. C’è l’abbandono totale di una spiazzo enorme che, se venisse tutelato, offrirebbe servigi meravigliosi da far meditare non solo coloro che transitano per far visita ai defunti, ma pure al viandante semplice che entra o esce dalla città.
Un po’ per noia, un po’ per non morire. Val la pena, per un po’ pensarci su e (magari) alla fine darsi uno strattone. Che resta quando nella vita si sorseggiano parole vuote o si centellinano frasi fatte, sentite in giro quasi a sproposito e “vendute” per buone, solo per ritemprare il tono dell’apparire? Resta solo il tempo per un’acuminata riflessione: una di quelle che sbeffeggiano la paura ed entra nel vivo del pensiero, come una lama nel burro.
I Cittadini hanno il diritto di sapere tutto. Non la “facoltà” ma il diritto di conoscere ciò che avviene a Palazzo. Ma non è così. Al Cittadino si dice “qualcosa” poi si insiste con “sparate epocali” per finire col fare nulla e col “non disturbare il manovratore”. Oggi più che mai, da noi si sa nulla, tranne che a conoscere timide iniziative sui “tagli della spesa” che non incidono sul reale problema del Paese.
Che differenza di vedute. Dice Obama “non vorrei mai che uno studente sia costretto ad abbandonare gli studi universitari per i troppi costi che gravano sull’Istruzione”. Da noi si dice “chi è fuori corso, deve pagare una tassa universitaria maggiore”. Riflettiamoci un po’ per favore. Riflettano soprattutto i politici, coloro che “impongono” leggi assurde, trattando alla stessa stregua i lazzaroni e coloro che “rubano il tempo” al divertimento e dopo il lavoro si dedicano allo studio.
Quando parliamo di Luigi Einaudi, a Busto Arsizio si illuminano. Tante sono le ragioni. Qui lo vogliamo ricordare per una sua frase apparsa sul Corriere della Sera quando Einaudi era un “politico qualunque” e non ancora il Capo dello Stato. Ecco la reprimenda “A Roma spadroneggia un piccolo gruppo di padreterni, i quali si sono persuasi, insieme a qualche Ministro di avere la sapienza infusa nel loro cervello”.
Conti in tasca. Doniamo 100.000 Euro all’AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro). Possiamo detrarre dalle tasse 392,50 Euro, giusto il 19% del tetto massimo che ammonta a Euro 2065.83 sommando eventuali altre donazioni. Buona cosa. Doniamo invece gli stessi soldi (100.000 Euro) al Pd, altri 100.000 Euro al Pdl e altri 100.000 Euro a API e (si ammazzi la miseria) 100.000 Euro anche al Fli. Sorpresa: qui, dalle tasse possiamo dedurre 19.000 Euro per ciascuno dei nostri “contributi” sino a un tetto massimo di 50 volte l’elargizione. Il tetto massimo arriva a 103.291,38 Euro. Capito l’antifona?
Di “parole grosse” siamo saturi. Arrivare a rispolverare vecchi stereotipi come “fascista” forse non ci ha pensato nemmeno Gianfranco Fini. Storace, un accenno ai vecchi sistemi, l’ha avuto, ma non più di tanto. Il Fascista per antonomasia appartiene al passato, altrimenti si compie apologia di reato.
Chi comanda a Busto? M’è piaciuto il titolo dell’Editoriale del mio amico Gianni Spartà e lo faccio mio. Non che non ne avessi altri, ma quel NON che lui ha inserito tra parentesi dopo il CHI mi ha attizzato la fantasia e la voglia di dire la mia per la mia città, Busto Arsizio. A memoria d’uomo direi che un tempo, Busto poteva contare sulle presenze a Roma, in Parlamento di fior di Deputati e Senatori. Il numero di “chi contava” si è assottigliato sempre più.
Si sono spesi 47 milioni di Euro per spegnere gli incendi dolosi sprigionatisi sul nostro Territorio. Per la prossima stagione – dice Gabrielli, responsabile della Protezione Civile – se ne devono aggiungere altri 74 per un totale di 121 milioni di Euro. Perplessità? Molte, a cominciare da un commento spicciolo riservato a una legge illogica che fa nulla per prevenire il malvezzo. Fa nulla?
Il refrain sull’iniziativa del Sindaco Farioli è quasi assillante. Fa rumore. Fa discutere. Fa dialogare. Dovrebbe essere contento il politico Farioli, perché quando un’azione (o una “minacciata” azione) viene posta in essere, chi è coinvolto nelle immancabili conseguenze, ne tien conto. Per ora si fanno unicamente processi alle intenzioni. Ci sarà la conseguenza che porta il Dire al Fare? L’interrogativo è solo questo. Tutto il resto è soltanto supposizione, solo frutto di riflessione, unicamente personale deduzione.
I “propositi” di Gigi Farioli hanno avuto l’effetto del “sasso nello stagno”. Ne parlano tutti sottovoce, ma nessuno si azzarda a “dire o a non dire”. Un “buon silenzio” in Politica è preziosissimo. La paura di essere travolti dal “fuoco amico” è tanta e “perdere il posto” piace a nessuno.
L’aggressione alle casse statali a cura del Parlamento diventa sistema. Lo “sfondamento” del preventivo è una regola. Le promesse di risanamento, una pia illusione. Anche per il Governo Monti, è così. Poi si evince che il Presidente della Camera ha una “scorta” di 12 uomini e la gente come lui “si succhia” una grossa fetta delle risorse statali.
Sovranità a rischio. Negli ultimi cinque anni (2008-2012) il Debito Pubblico Americano è aumentato di 5 volte. Quello italiano s’è stabilizzato a 5 anni fa e da allora, solo per effetto degli interessi passivi torna su livelli preoccupanti. Non per effetto dell’aumento delle spese, ma solo in chiave monetaria. Vale a dire che gli interessi passivi “si mangiano” il capitale e non consentono la ripresa.
Ci fosse un “interesse reciproco” o il “conflitto di interessi” fra Cittadino e Stato, allora, lo stupore non avrebbe luogo a manifestarsi. A fronte di ogni acquisto e a fronte di ogni operazione, lo Stato e il Cittadino devono avere “interesse” a formalizzazione burocratica.
Tra Cl e Famiglia Cristiana non corre “vin santo”. I commenti del settimanale cattolico sul meeting di Rimini sparigliano le congetture. “Roba da ricchi” dice Famiglia Cristiana. “Roba da intelligenti” ribadisce Comunione e Liberazione.
C’è, eccome “trippa per gatti” e la si può dedurre dalle tasse. Poi ci sono altre spese come lo scontrino del bar, quello della lavanderia, dell’autolavaggio, della spesa al Supermarket, del mutuo, degli interessi passivi in banca, della ristrutturazione della casa, del pedaggio autostradale, del regalo a moglie, parenti, dipendenti, amanti, della vacanza, dell’acquisto di qualsiasi cosa.
Eveline Widmer-Schlumpf è la Presidente della Confederazione Svizzera. Noto il suo incontro col nostro Capo del Governo, Monti in merito al Trattato fra Italia e Svizzera sui nostri capitali giacenti in territorio elvetico. Il Gruppo di Lavoro (bilaterale) sta lavorando dal giugno scorso, in merito alle questioni finanziarie e fiscali che riguardano i due Paesi. Da qui, si deve giungere al Trattato a cui dovranno far riferimento sia i lavoratori frontalieri sia coloro che per ragioni economiche hanno a che fare monetariamente con la Svizzera.
Ce ne guardiamo bene di porre il Nord contro il Sud. Il “recupero di fiducia” auspicato da Monti al meeting di Rimini, passa proprio da lì. No al conflitto Nord-Sud, ma “equità fiscale” che vede proprio il Nord anteposto al Sud e quest’ultimo “esportatore” al Nord della sua ricchezza più grande: la Mafia.
Da buoni ultimi, ma ci arriviamo. Col trucco o senza, la caccia alle imposte sui 270 miliardi di Euro giacenti nei forzieri svizzeri è aperta. Monti ne ha parlato con la Presidente svizzera. Ne ha solo parlato, ma è già qualcosa. Quei 270 miliardi di Euro di spettanza italiana dovrebbero fruttare 50 miliardi di Euro, di sola imposta. Fanno gola, ovvio, ma quando arriveranno nelle casse italiane? Siamo abili a trovare le scorciatoie pur di non pagare le dovute tasse. Un “trucco” ce l’ha svelato Report...
Rieccolo: Bossi è il “numero uno” della Lega Nord anche nella “tombolata”. Ha espresso il suo pensiero, univoco e unico. Bossi è in arcione, ma non si fa scappare le battute. “Nessun litigio” e via col programma che ancora non è definitivo, anche se la Lega ci mette attenzione sulle lusinghe che arrivano dal Pd e dal Pdl. Segno che la Lega Nord, pervicacemente all’opposizione del Governo Monti “sceglie” chi fra Bersani e Alfano (o Berlusconi) “stacca la spina” da questo “appoggio” per nulla gratificante. Il problema non è “quando” si va a votare, ma “con chi” ci si deve alleare. Non solo: c’è pure il dilemma della nuova legge elettorale. Che ancora non c’è, non è concordata, non è “digerita”...
No signora no. Il “tormentone” passa agli archivi, la Patrimoniale, pure. Gli italiani, tutti gli italiani devono capire che i ricchi non devono pagare le tasse. La “prerogativa” è riservata a tutti gli altri. A tutti, tranne che ai ricchi. Ohibò, è così difficile da capire? Fino all’altro giorno c’era solo Monti che operava qua e là, lasciando intendere che alla Patrimoniale ci sarebbe arrivato. Forse un giorno, forse quando, forse... ma un termine preciso non lo aveva per far in modo che anche i ricchi potessero contribuire alla risoluzione della crisi. La gente intanto, aspettava l’evento. Poi, ecco salire sulla scena il Ministro Grilli che ha niente a che vedere con Grillo, ma ha subito detto che “di Patrimoniale” non si parla.
Caldo e nubifragio. Agosto se ne va. Ci sono tuttavia rimasugli di pensieri che meritano attenzione. Ci sono pure invettive fra chi è “a rischio” e “aggiornamenti” nel Pdl che è in continua evoluzione. Gigi Farioli ha le sue belle gatte da pelare. E lui, da politico di razza deve… pelarle. Non è poi così urgente il “repulisti” che lui vorrebbe far della Giunta. Farioli non vuol sentir parlare di “rimpasto”, ma solo di “aggiustamenti” che secondo alcuni sono necessari, mentre per altri (Antonelli) del tutto inutili. Anche noi ci chiediamo “cambiare, perché?”. Qual è lo scopo del “repulisti” o dell’aggiornamento fra i componenti la Giunta? Farioli è operativo e ci mette del suo in ogni campo. Un Sindaco deve agire così.
 



PREMIO LETTERARIO
OLGA FIORINI
TESSILTORRE
2EMME
FORGIATURA MARCORA
BONATO ARREDAMENTI
Edoardo Sylos Labini torna a Busto con “Il D’Annunzio segreto”
BUSTO ARSIZIO – Il “D’Annunzio Segreto”, l’ultimo spettacolo di Edoardo Sylos Labini, è una comme...
Due spacciatori “traditi” da Whatsapp
BUSTO ARSIZIO - Due arresti in due giorni sono il bilancio dell’attività antidroga svolta dal Com...
In auto con un chilo di hashish, arrestati in due
BUSTO ARSIZIO - La Sottosezione della Polizia Stradale di Busto-Olgiate ha arrestato due persone,...
Innovare, innovare e ancora... innovare!
CASTELLANZA – La formula “magica” è composta da due sole parole: innovare continuamente! Alla Pie...
Undicimila euro raccolti al Valle Olona Day
GORLA MAGGIORE - Ben 11mila euro raccolti grazie alla generosità e all’impegno di amministrazioni...
La Uyba si ritrova a Modena. Tre punti d’oro per le farfalle
Una Unet Yamamay finalmente cinica e concreta riesce ad espugnare il PalaPanini per 1-3, sconfigg...

www.informazioneonline.it Tutti i diritti riservati
"l'Inform@zione on line" è un marchio di GMC editore di Marcora Gianluigi & C. s.n.c. via Bellingera 4 - 21052 Busto Arsizio (VA) - Tel. +39 0331 323633 - Fax +39 0331 321300 - P.Iva/C.F. 01198110122
Reg. Tribunale di Busto Arsizio n. 02/2011 del 28.3.2011 - Direttore responsabile: Gianluigi Marcora