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Fatti & Curiosità
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ACHILLE VENZAGHI, IMPRENDITORE DI SPICCO
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Figura storica nella vicenda di Busto
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L’industria cotoniera ha rappresentato per lunghissimo tempo, come è ben noto, l’autentica anima di Busto Arsizio, scrivendo grazie ai suoi pionieri pagine assai importanti e indelebili nell’ambito della intera storia della città e del territorio. Fra questi, spicca certamente il nome della famiglia Venzaghi, titolare dello storico Cotonificio Venzaghi, la cui lunghissima cinta ha caratterizzato per anni e anni la vicenda cotoniera cittadina, insieme ad altri “grandi” naturalmente, dei quali parleremo successivamente.
Va subito sottolineato che i Venzaghi svolsero un ruolo non secondario anche in campo prettamnente sociale, contribuendo parecchio, in più occasioni, ad “elevare” le categorie dei lavoratori e dei più indifesi. Ma quale fu l’esponente più significativo di quella benemerita famiglia bustocca? Senza dubbio, Achille, figura di spicco, per lunghi anni protagonista sulla scena imprenditoriale dell’Altomilanese, che iniziò l’attività non ancora ventenne, intorno al 1870 con pochi telai a mano.
In particolare, rivolse la sua attenzione alla fabbricazione degli scialli di cotone. Era stato il padre, Giuseppe, orefice e insieme dettagliante in tessuti, ad indirizzarlo lungo questa strada e così Achille, nell’arco di cinque anni, dal 1876 al 1881, riuscì ad edificare un’azienda assai viva, sorretta dalla sua grande volontà di emergere. Poco più avanti, insieme ai fratelli Luigi e Pietro, fondò la Ditta Fratelli Venzaghi, che in breve tempo si affermò decisamente sul mercato.
Fu amico del grande Enrico Dell’Acqua e come l’impareggiabile “inventore” e ambasciatore dell’imprenditoria bustocca nel mondo, si recò più volte in Argentina, per la prima volta nel 1887. E proprio unitamente a Dell’Acqua, Achille Venzaghi allestì i piani per una organizzazione capillare sotto l’aspetto economico in tema di vendita in America.
In città, aprì i primi stabilimenti di tessitura meccanica per la fabbricazione di tessuti greggi e colorati per pantaloni, viaggiando in Egitto e in Turchia per favorire sbocchi alla sua produzione. Nel 1912, venne insignito dell’ordine dei Cavalieri del Lavoro e in breve tempo il Cotonificio da lui diretto arrivò a contare ben 1.250 operai. Come ricorda Peppino Rossi nel suo interessante volume dal titolo “Centocinquantanni di vita cotoniera”, le maggiori Istituzioni bustesi per l’assistenza agli ammalati, agli orfani, ai bambini, agli anziani, lo videro fondatore e costante animatore.
Creò la Società Operaia di Mutuo Soccorso e l’Istituto Autonomo per le Case Operaie e poi ebbe, purtroppo, la sventura di perdere in giovane età il figlio Carlo, che a sua volta prometteva molto bene in qualità di costruttore. Achille Venzaghi morì il 21 novembre del 1933, lasciando lo scettro di comando al figlio Giovanni.
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Giorgio Romussi
pubblicato il: 11/04/2011
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APPIANO GENTILE – Dopo la 15^ sconfitta in campionato (non succedeva dal 1947) anche i più scettici si sono dovuti convincere. Obtorto collo. L’Inter è vittima di una terribile – e apparentemente invincibile – maledizione. Lord Voldemort – l’oscuro signore delle forze del male – non avendocela fatta a far fuori Harry Potter, ha indirizzato tutta la sua furia e la sua bramosia di distruzione contro l’Inter...
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BUSTO ARSIZIO - Arnaldo Fasoli è stato brillante attaccante della Pro Patria et Libertate dal 1937 al 1945, abile nello scansare l’avversario, lesto a buttare il pallone alle spalle del portiere avversario, aduso a doppiette come in Pro Patria-Parma 6-0 - serie C del 30-11-1937 - e triplette in Siena-Pro Patria 2-6 - serie B del 28-12-1941...
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Il Dottor Luigi Ferrario, bustocco, segretario alla sezione storico-diplomatica dell’Archivio di Stato di Milano, è l’autore del libro “Busto Arsizio Notizie Storico Statistiche”, pubblicato dalla Tipografia Sociale di Busto Arsizio nel 1864.
In quel borgo, abitato da circa 13.000 anime...
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BUSTO ARSIZIO - Cellulite. Un problema che coinvolge il 95% delle donne dall’adolescenza. Per “eliminarla”, spesso, in troppe si rivolgono subito alla chirurgia estetica. In realtà, invece, esistono diversi trattamenti estetici che possono combatterla come i fanghi termanili, i massaggi, gli ultrasuoni estetici, gli impacchi di alghe oceaniche e i massaggi mirati.
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Sul finire degli anni venti le gare di campionato venivano regolarmente disputate anche in ricorrenza della Santa Pasqua. Nei fatti, domenica 31 marzo 1929, San Beniamino martire - Pasqua di Resurrezione, la Pro Patria scese regolarmente sul verde dello Stadio di via Ca’ Bianca e sconfisse per 5-1 il Parto...
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Meglio chiarire subito i compiti dei futuri sposi in casa: nei forum dedicati al matrimonio spesso la pulizia della casa è argomento di trattativa in fase di accordi prematrimoniali. A rivelarlo è un’indagine di Assocasa. Risulta in crescita il numero di uomini che richiedono consigli o informazioni sui prodotti e le modalità di pulizia.
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Condivisione. Questa la parola chiave del nuovo millennio. Abbiamo iniziato a prenderne confidenza grazie ai social network. Ed ora, dal mondo virtuale, lo “sharing”, prende piede sempre maggiormente nella vita reale. Così, da una crisi economica apparentemente senza precedenti, dettata da un irrazionale ed inutile consumismo del “nulla”, l’unica via di fuga non può che essere un approccio “condiviso” alla vita. Le soluzioni sono semplici, efficaci e fortunatamente già esistenti. Eccone alcune, già attive anche in provincia di Varese...
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Ieri, Festa del Papà… e oggi? Oggi il papà va in sordina? Lo mettiamo nel retrobottega e lo facciamo rimanere nei restanti 364 giorni in attesa del 19 marzo prossimo? Oppure, un papà che ha fame d’amore s’aspetta un timido “auguri papà” per sentirsi “sazio” e scomparire per tutto un anno? O magari farsi vedere di fronte al tempo e riemergere quando il tempo è scaduto? Al mio papà ho pensato una vita...
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19 marzo, Festa del Papà. È la meno appariscente fra tutte le feste, la più economica, quasi una “festa” per modo di dire. Sta nel cuore d’un figlio, il ricordo.
Se n’è dimenticata pure la pubblicità. Vuoi mettere le altre feste. Sono piene di lusinghe e di lustrini. Hanno il sapore della tradizione, della gioia, della piena armonia. La Festa del Papà ha tutte le caratteristiche della giovialità, ma… ma un po’ meno. Del resto, il Papà è sempre il secondo...
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BUSTO ARSIZIO - “Impara l’arte e mettila da parte” ed usala nelle occasioni giuste per stupire ed incantare i tuoi ospiti. Dove la si può apprendere? Non solo dalla televisione, ma anche all’IPC Verri di Busto Arsizio dove sono partiti interessanti corsi di cucina grazie ai quali ci si può mettere alla prova in un’arte che richiede creatività ma anche disciplina...
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All’età di 18 anni, un medico gli disse che era malato di cuore e che non avrebbe dovuto giocare a calcio. Gli venne consigliato di non insistere e di trovarsi un posto di lavoro che trovò in Fiat.
Ma “Peo” non si arrese, il calcio gli piaceva troppo e “rischiò”. A Varese arrivò che aveva 27 anni, e non si mosse più, mettendo su famiglia e amicizie. In campo, difensore non certo della classe del fratello ma dalla grande determinazione e dalla incrollabile volontà, divenne e rimase un beniamino della tifoseria varesina…
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LEGNANO - A pochissimi chilometri dalla “nostra” Busto Arsizio, c’è la città più hard e “focosa” d’Italia: Legnano. La città del Carroccio è risultata essere la più peccaminosa dopo un’indagine che ha tenuto conto dei dati di vendita del Viagra, della mappatura dei ritrovi per scambisti e delle percentuali di donne iscritte a siti di incontri extraconiugali (il 44 per cento è del Legnanese).
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BUSTO ARSIZIO - Carlo Ceriotti, sedicenne, comandava nel 1944 il gruppo Moro appartenente alla 102esima Brigata SAP “Maurizio Macciantelli”. Siamo in piena guerra civile. Fermato dalla Sezione di Busto Arsizio della XVI Brigata Nera “Dante Gervasini”, venne portato nella caserma dislocata nelle scuole “De Amicis” di piazza Trento e Trieste, interrogato a suon…
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BUSTO ARSIZIO - Speroni detiene un record tuttora imbattuto. A 17 anni e un giorno (appunto, la data è quella del 14 luglio 1912) è il più giovane partecipante ad una Maratona olimpica. La gara è quella di Stoccolma...
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Nelle ore convulse del 25 Aprile 1945, tra la baraonda, la confusione ed il guazzabuglio che caratterizzano quella giornata memorabile, s’impone la necessità di risolvere un vitale problema: quello della liberazione della locale radio trasmittente dell’E.I.A.R. (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) che era situata nelle vicinanze dell’autostrada Milano-Varese, all’altezza dell’attuale svincolo, e diffondeva la voce dell’Italia fascista da via Mentana al civico 7, nel magazzino dello stabilimento De Dionigi.
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Ai bambini che oggi frequentano i corsi di pattinaggio, il nome di Gian Carlo Castiglioni forse risulterà sconosciuto. Generalmente è più facile ricordare le gesta di un atleta piuttosto di quelle di un dirigente.
Ma è giusto rammentare che, dietro ai successi degli atleti, c’è la passione, l’impegno economico, il tempo “rubato alla famiglia”, l’organizzazione, il sacrificio e le preoccupazioni di tanti dirigenti.
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La tentazione di usare il difficile terreno delle brughiere per usi non legati al loro recupero agricolo è piuttosto antica. Già durante l’occupazione austro-ungarica della Lombardia la brughiera tra Lonate Pozzolo e il Ticino veniva utilizzata quale campo di esercitazioni militari.
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Alle spalle dei giornalisti, nella tribuna-stampa del vecchio stadio di Busto Arsizio, c’è una targa che ricorda l’intitolazione dello stadio stesso al nome più leggendario che nell’ambito sportivo abbia avuto la città: Carlo Speroni.
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"Abbiamo raccolto alcune ‘glorie’ della storia sportiva di Busto nell’intento - oltre che, naturalmente, di ricordarle e celebrarle - di avviare una riflessione sul presente sportivo della città”. Così inizia la breve introduzione al secondo “Filo Rosso” che “Manifattura Cittadina” - la lista civica che partecipa alle prossime elezioni Amministrative bustesi nella coalizione guidata da Carlo Stelluti - distribuisce in città.
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BUSTO ARSIZIO - Le Stazioni ferroviarie sono inevitabilmente parte integrante, da sempre, della vita quotidiana di una città, per un insieme di ovvi motivi. Intere generazioni vi hanno sostato e vi sono transitate, per anni e anni, allegramente o meno, per diletto o per necessità di studio o di lavoro, trascorrendo in realtà all’interno della struttura o sui treni tanti momenti della propria esistenza.
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BUSTO ARSIZIO - Una figura straordinaria, per passione, dedizione, competenza ed eleganza di comportamento. Una di quelle “Pietre vive” saggiamente individuate dall'Amministrazione comunale nell’ambito sportivo, a perenne memoria per quanto costruito con sincero attaccamento per lo sport cittadino, del tutto disinteressatamente.
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La brughiera può essere utilizzata per scopi diversi dalla sua fruizione come ambiente naturale, fruizione perseguita preminentemente - credo - dal “Parco Lombardo della Valle del Ticino” che di fatto la contiene. Storicamente, però, la brughiera ha avuto - tra Ottocento e Novevento - una lettura e un progetto di reimpiego sostanzialmente agricolo.
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Il Palazzetto dello Sport di Busto è intitolato a Maria Piantanida, figura leggendaria dello sport della nostra città; una figura che si stagliò netta e imperiosa, da sola e insieme alle sue brillanti compagne di squadra, negli “anni ‘20”, quando la formazione femminile della “Ginnastica Pro Patria Bustese Sportiva” furoreggiava a livello nazionale, diventando famosa (e rimanendo tale nella “storia” dell’atletica leggera italiana anche a distanza di anni) più della Pro Patria Calcio.
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Dalla sua comparsa alla fine del secolo scorso dominò per decenni le strade principali della città.
Dalla via XX Settembre alla piazza Manzoni, che attraversava per proseguire verso Gallarate.
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Ecco alcune immagini di un determinato periodo della nostra storia. Siamo negli “anni ‘20”, precisamente nel 1924, due anni dopo la presa del potere da parte del Fascismo.
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