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SCALZATO IL TERMINE “ASSENZA”
Visite mediche solo in permesso
La circolare n°2 della Funzione pubblica del corrente anno, ascrivibile ancora al precedente Governo in quanto vergata dal Ministro D’Alia, ha sgomberato il campo da ogni dubbio circa le modalità con cui il dipendente pubblico deve giustificare l’assenza dal luogo di lavoro nel caso di visite, di terapie, di prestazioni specialistiche, di esami diagnostici, ossia di circostanze per cui non ricorre la condizione di incapacità lavorativa cagionata da malattia.
 
La legge n°125/2013 – recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni – ha infatti modificato la precedente norma, vale a dire il decreto legislativo n°165/2001, per contrastare il fenomeno dell’assenteismo.
 
La modifica ripropone il comma 5 ter dell’articolo 55 septies nella seguente versione: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmesse da questi ultimi mediante posta elettronica”.
 
L’introduzione del vocabolo “permesso” che ha scalzato il termine “assenza”, nonché la novità dell’inciso “anche in ordine all’orario” hanno messo fine alle abitudini dei dipendenti pubblici che sovente motivavano con la malattia l’allontanamento dall’ufficio o da altra sede per l’intero turno lavorativo benché visite od esami avessero una durata, in realtà, inferiore a quella del turno stesso.
 
Conseguentemente visite od esami saranno effettuati, in base al contratto collettivo nazionale di lavoro, mediante la fruizione di permessi per comprovate ragioni personali o di analoghi strumenti contrattuali (permessi brevi o banca delle ore).
Relativamente, invece, all’attestazione, la circolare precisa che in essa devono comparire informazioni come l’orario di arrivo nella struttura e di uscita dalla medesima presso la quale si è recato il dipendente pubblico, mentre sono escluse informazioni di genere diagnostico non avendo il documento lo scopo di certificare alcuna malattia.
 
Qualora, infine, vi fosse la sovrapposizione di visite od esami ad una situazione di incapacità lavorativa, è ovvio che il caso ricadrebbe nelle regole ordinarie che consentono di giustificare l’assenza dal luogo di lavoro attraverso la soluzione della malattia.


 
Olindo Garavaglia
pubblicato il: 18/08/2014

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