Guidati dal cuore e dalla ragione
A testa alta

Mi hanno dato dell’accattone che chiede l’elemosina... e mi sono rattristato. Di sicuro non vogliamo rincorrere le voci negative che a cicli più o meno lontani o vicini si susseguono...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Mi hanno dato dell’accattone che chiede l’elemosina… e mi sono rattristato. Quasi subito sono andato a leggere il vero significato di “accattone” e di “elemosina” per vedere se ciò corrisponde al vero circa il mio modo di agire.

Dunque: accattone è chi vive mendicando abitualmente lungo le strade – elemosina (secondo il precetto cristiano della carità) è soccorso materiale che si dà al prossimo bisognoso. Leggendo così, sullo Zanichelli, ho tirato un sospiro di sollievo e ne specifico i motivi.

Tutto è nato (e non per scherzo) per il mio chiedere, a chi può, di sostenere il giornale. Non abbiamo altre entrate economiche di sostentamento, non abbiamo fondi privati per poter sostenere la gestione del giornale e non ci sono più le vendite del giornale in edicola e nemmeno l’introito degli abbonamenti.

Quindi? Ecco quindi che dobbiamo appoggiarci alla “santa” pubblicità che non arriva d’incanto o per opera dello Spirito Santo. La “santa” pubblicità la dobbiamo cercare e, per farlo, occorre armarci di umiltà e andarla a chiedere sia a chi ne ha bisogno per sviluppare la propria vendita sia a chi, di pubblicità, non ne ha bisogno ma col suo aiuto al giornale permette di farci “stare in piedi”.

Siccome – poi – gli oneri di gestione (compresi quelli di un “socio occulto“, ma terribilmente palese che è lo Stato) sono molteplici, noi de l’[email protected] dobbiamo stare al passo coi tempi e darci da fare per vivere nella dignità e nella legalità per mantenere saldo e vivo il nostro ideale. C’è chi comprende tutto ciò e c’è pure chi ti dice “che lo fai a fare?”.

Per fortuna troviamo persone coscienti e comprensive che rispettano il nostro “sogno” e valorizzano il nostro ideale. Ci sono pure persone che non hanno dimenticato lo slogan “inventato” dall’amico Francesco Crepaldi “senza l’[email protected], la città (noi aggiungiamo il Circondario) sarebbe all’oscuro“. Poi ci sono le persone (grette, smaliziate e invidiose) che liquidano la faccenda con un “chi te lo fa fare” o (peggio) ti danno dell’accattone o di chi elemosina un contributo in denaro.

Sia chiaro: tutto ciò che introitiamo (e tutto ciò che spendiamo) è regolarmente fatturato e in questi 37 anni di attività abbiamo lavorato a fronte alta.

Per cui, non ci sentiamo “accattoni” e nemmeno abbiamo cercato l’elemosina. Chiaro? Per il resto, ci diamo da fare non solo con le richieste di inserzionisti pubblicitari, ma scriviamo pure libri (il cui intero ricavato va al giornale), monografie aziendali e organizziamo pure il Premio Letterario che ci consente sia di ottenere contributi in danaro sia di “fare qualcosa” concretamente per i giovani. I nostri libri, inoltre, sono i più venduti del Circondario… i più venduti, capito?

E ciò è valutato “accattonaggio” o richiesta di elemosina? Noi abbiamo il sospetto di stare “sulle scatole” a qualcuno. Magari per invidia, magari per animosità, magari per non aver accondisceso ad “appoggi” di Partito o a richieste fasulle, magari per non aver sottaciuto  una notizia scomoda… fatto è che ogni tanto saltano fuori parole come quelle succitate o frasi del tipo “come fanno a stare in piedi”… “c’è qualcosa sotto” … “chi paga una gestione così onerosa”… e altro, altro ancora.

Di sicuro non vogliamo rincorrere le voci negative che a cicli più o meno lontani o vicini si susseguono. Noi andiamo avanti sino a quando il cuore ce la fa (compreso degli aiuti monetari), poi il destino offrirà il suo responso. Di certo non deroghiamo dallo slogan “senza l’[email protected] la città sarebbe all’oscuro” unico nostro credito su cui poggiano dignità, professionalità, lealtà e serietà. Di “oscuro” per noi c’è nulla!

Chi non ci crede se ne faccia una ragione. Di sicuro, nessuno di noi si sente un “accattone” e men che meno va in giro a chiedere l’elemosina. Un consiglio: ci sono persone che parlano a vanvera e al mattino, quando si alzano dal letto, si dimenticano di raccogliere il cervello che hanno lasciato sul comodino. Informazione: noi, il cervello l’abbiamo inserito anche nei sogni e non abbiamo bisogno di “inserirlo”. C’è già e ubbidisce al cuore… da 37 anni (e ci auguriamo lo faccia per almeno…….. anni). Quei puntini riempiteli voi!

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