Dallo sport paralimpico alla società paralimpica
Abilmente diversi nello sport e nella vita

Incontro di cultura sportiva organizzato al ristorante “Lè Ris” di Olgiate Olona. Ospite specialissima della conviviale Panathlon, l’atleta della Castoro Sport, Eleonora Di Vilio, medaglia d’oro ai Mondiali “Special Olympics” di Abu Dhabi nella Ginnastica Ritmica

Ottavio Tognola

olgiate olona

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Nello sport non esiste la parola disabilità, così come il termine ritardo. Al primo posto deve esserci sempre “la persona” che, anche se fisicamente e mentalmente meno dotata, può realizzarsi, competere, confrontarsi e non sentirsi “inferiore”.

Dallo sport paralimpico alla società paralimpica. Un prezioso lavoro che Associazioni come la Castoro Sport di Legnano e la Sesto 76 di Sesto Calende mettono in pratica partecipando a manifestazione sportive dedicate, ma soprattutto facendo trovare ai loro atleti un’area di gioco e di apprendimento in cui tutti possano conoscersi e giocare assieme, senza barriere e ostacoli. Un’area creata sia per bambini che per adulti con disabilità motoria e sensoriale.

Castoro Sport presieduta dalla panathleta Carmen Galli , un patrimonio modello di solidarietà operante da 31 anni. Castoro Sport fondata da Angelo Fedeli secondo gli ideali panathletici, un impegno apprezzato dal Presidente del Panathlon Club “La Malpensa”, Enrico Salomi, e da tutti i soci intervenuti all’incontro di cultura sportiva organizzato al ristorante “Lè Ris” di via Matteotti a Olgiate Olona, martedì 15 ottobre. Ospite specialissima della conviviale, l’atleta della Castoro Sport, Eleonora Di Vilio, medaglia d’oro e d’argento ai Mondiali “Special Olympics” di Abu Dhabi nella Ginnastica Ritmica.

Meeting impreziosito anche dalla relazione del giornalista della Gazzetta dello Sport Claudio Arrigoni. Relazione incentrata sullo sport paralimpico e sulle società sportive che operano all’interno di questo piccolo grande monde. Società che accolgono gli atleti fin da bambini e che li aiutano a superare il loro handicap, imparando a conviverci, per giungere ad una pratica sportiva vera e propria.

Realizzarsi nello sport, ma anche in cucina nonostante la disabilità. Così come ha fatto il padrone di casa al “Lè Ris”, Riccardo Lamperti che, grazie alla cooperativa sociale “Il Volo del Gabbiano”, alla sua tenacia nel concludere gli studi da chef all’Istituto Alberghiero “Falcone” di Gallarate e a quella di mamma Giusy e papà Alessandro, è riuscito a realizzare il suo sogno: aprire un ristorante dove lavorano ragazzi come lui, abilmente diversi.

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