LA PROTESTA DEL COMITATO AMBIENTALISTA
Accam al bivio. Chiusura nel 2027 o fallimento

Lunedì importante voto del Consiglio comunale. Da Borsano l’appello al sindaco

BUSTO ARSIZIO

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Il caso Accam si accende. Sono giorni decisivi per il futuro dell’inceneritore di Borsano. Lunedì, il sindaco Emanuele Antonelli porterà in consiglio comunale la delibera che prolunga il contratto per il terreno. E, giovedì sera in commissione, il primo cittadino ha fatto capire chiaramente che il destino dell’impianto è a un bivio: o la chiusura slitta dal 2021 al 2027, oppure si andrà incontro al fallimento.

La proroga non convince molti esponenti dell’assise, a partire dalla Lega, sebbene l’intento comune sia scongiurare il fallimento e salvaguardare i dipendenti.
L’ipotesi che sta prendendo sempre più quota, quella di mantenere in attività l’impianto per ulteriori sei anni, scatena le inevitabili proteste del comitato inceneritore e ambiente di Borsano.
“Come si fa a voler mantenere ancora un impianto che inquina? – sbotta il portavoce Adriano Lanoni –. Anche se il nostro sindaco non dà peso alla cosa, le Ats hanno certificato che ci sono 20 casi di ricoveri per malattie cardivascolari all’anno nella zona di ricaduta dei fumi. A noi interessa la salute, la visto che al nostro sindaco interessano i soldi, non si capisce perché voglia mantenere in esercizio un impianto che nei ricavi ha perso 2 milioni 305 mila euro rispetto all’esercizio 2016”.

E ancora: “Come si fa a voler tenere in vita un impianto che è rimasto fermo – per quanto riguarda una linea – più giorni tra aprile e luglio? Questo vecchio impianto non regge più neanche un mese intero, è energeticamente il peggiore in Lombardia e non è tra i migliori in fatto di inquinanti. Come si può pensare di mantenerlo ancora per nove anni dopo aver mangiato quasi tutto il capitale; ogni anno perde milioni, arriveremo al 2027, con molto ottimismo, nelle stesse condizioni di oggi, avendo fatto ricoverare 180 persone in ospedale per malattie cardiovascolari, come hanno detto le ATS”.

Per questo “noi chiediamo che venga messa una clausola di improrogabile chiusura del vecchio inquinante inceneritore nel 2021 e di proseguire scegliendo la proposta del tavolo tecnico di smaltimento a freddo, studiando con un’indagine cosa richiede il mercato. Ci appelliamo al sindaco affinché sia promotore di un sistema innovativo; così verrà ricordato nel tempo come un grande sindaco, non come un banale sindaco che non ha saputo leggere i tempi guardando solo alle perdite immediate”.

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