A margine dell’ultima assemblea dei soci
Accam, il comitato ecologico contesta il sindaco di Legnano e pretende chiarezza

Il Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano ha assistito dal corridoio all’assemblea dei sindaci soci di Accam di lunedì 30 luglio. E dietro la porta chiusa della riunione, gli ambientalisti hanno udito distintamente le urla e percepito chiaramente il clima teso che si respirava all’interno della riunione. Nello specifico, il comitato ecologico si dice preoccupato e contesta la posizione del sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus

BUSTO ARSIZIO

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Il Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano ha assistito dal corridoio all’assemblea dei sindaci soci di Accam di lunedì 30 luglio. E dietro la porta chiusa della riunione, gli ambientalisti hanno udito distintamente le urla e percepito chiaramente il clima teso che si respirava all’interno della riunione. Nello specifico, il comitato ecologico si dice preoccupato e contesta la posizione del sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus.

“Ringraziamo il sindaco di Busto Emanuele Antonelli – scrive il portavoce Adriano Landoni – che con fermezza ha respinto la proposta del sindaco di Legnano che invita a ragionare sul prolungamento della scadenza di chiusura per garantire la continuità aziendale”. Il 2021, per il Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano, resta un punto fisso. “Da non toccare assolutamente – riprende Landoni – Ricordiamo al sindaco di Legnano che i suoi quartieri al confine con Borsano sono inquinati dalle ricadute del camino di Accam. Più si andrà avanti con il tempo e più l’impianto diventerà vecchio a discapito della salute delle persone”.

Il comitato di Borsano chiede chiarezza anche alla presidente di Accam Laura Bordonaro. “Dice che la società è sana, dopo aver però chiesto l’aumento delle tariffe e comunicato con sorpresa che ad Accam conferiscono i rifiuti solo il 67% dei soci. Inoltre, chiede l’uscita dal sistema in house perché ancora i bilanci non sono in attivo”. Chiarezza che il comitato di Borsano pretende anche “sul nuovo impianto di sanificazione degli imballi sanitari che dovrebbe partire ai primi di agosto con una cifra molto alta di installazione, circa un milione. Vorremo capire quali siano i guadagni per Accam e per l’imprenditore, diciamo pure il benefattore, che accetta di servire la società solo fino al 2021. Oppure il contratto è più lungo?” si domanda preoccupato il comitato che promette di vigilare sulle emissioni dovute ai rifiuti sanitari. “Non vorremmo che si ripeta la situazione della macchina spremitrice dell’umido che, acquistata per 40mila euro, è inutilizzata e in attesa di essere venduta perché sono state sbagliate le previsioni di rendita”.

Infine, tornando alle urla udite in corridoio, il comitato di Borsano pretende chiarezza dai 27 sindaci soci di Accam. “Che trovino la pace pensando al bene comune della società, come ha detto il sindaco Antonelli, di fatto smentendo ogni complotto del Comune di Busto per poter avere un guadagno alla caduta della società. Ciascuno smetta di pensare al proprio interesse e porti iniziative nuove per il bene della società, evitando di rimpallarsi le colpe a vicenda tra Consiglio di Amministrazione e soci”.

Il Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano promette di rimanere vigile, in vista dell’assemblea del 28 settembre che potrebbe essere quella decisiva e che rivelerà il futuro di Accam.

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