CASO “IN HOUSE”
Accam, Forza Italia contro i Comuni “inadempienti”

I consiglieri comunali forzisti di Busto Arsizio intervengono a proposito delle ultime polemiche relative alla vicenda Accam

BUSTO ARSIZIO

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I consiglieri comunali forzisti di Busto Arsizio intervengono a proposito delle ultime polemiche relative alla vicenda Accam

Il nuovo piano industriale non è stato modificato ma è quello discusso in consiglio comunale e approvato dall’ assemblea dei soci di Accam, rispettando il criterio della maggioranza delle quote e non dei singoli comuni.

Nello stesso consiglio comunale si è ribadita la necessità di monitorare con attenzione l’attività del management della società da un punto di vista strategico ed economico.
Per quando riguarda il discorso in house, la società sta operando nell’ambito di una interpretazione della legge Madia che non prevede una valorizzazione netta delle percentuali tra pubblico (80%) e privato ( 20%).

Tra l’altro anche ponendosi come obiettivo iniziale questa rapporto, può essere che nel corso dell’anno questa percentuale  non possa essere rispettare per la diminuzione dei conferimenti dai parte dei comuni (e in questo senso certamente non aiutano i mancati conferimenti dei piccoli comuni).
Di per sé questo fatto non è negativo perché la redditività dei conferimenti da parte dei privati  è decisamente superiore a quella dei comuni che hanno prezzi calmierati o politicamente stabiliti.

Per quanto riguarda i mancati conferimenti da parte comuni soci (al di là di una questione etica o imprenditoriale) da un punto di vista aziendale raramente un socio è cliente di un concorrente. Da un punto di vista giuridico, la partecipazione in Accam non è strategica e il mancato conferimento comporterebbe l’uscita dalla società.

In questo senso presenteremo alla presidente Bordonaro un perentorio invito ad agire immediatamente contro questi piccoli comuni che devono dismettere la quota o riprendere il conferimento, arrivando anche a segnalare la situazione dei comuni inadempienti alla Corte dei Conti.

Riteniamo che non sussistano pericoli in caso di fuoriuscita di questi 5/6 piccoli comuni in quanto già altri (anche di popolazione ben superiore) hanno manifestato l’interesse ad acquisire le quote degli inadempienti.

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