LE PRECISAZIONE DI PRESIDENTE E CDA
“Accam non sta fallendo. La continuità aziendale è garantita”

Dopo tante voci, i vertici della società fanno il punto della situazione. Con un appello a non disperdere una risorsa a causa delle divisioni tra Comuni

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Tariffe, emissioni, scenari futuri. Dopo tante voci, la presidente Laura Bordonaro e il consiglio d’amministrazione di Accam hanno convocato una conferenza stampa nella sede di via Arconate per fornire informazioni sulla società. Partendo dal fatto che “Accam non è in una situazione di fallimento, ma in una fase di passaggio che porterà a una liquidazione ancora in là nel tempo”. E se l’aumento delle tariffe non verrà sostanzialmente percepito dai cittadini, per quanto riguarda le emissioni “le linee sono state ferme per un importante lavoro di ristrutturazione che ne ha abbassato il livello”.

“Ci siamo insediati nel dicembre del 2016 – spiega Bordonaro affiancata dai membri del cda – con un piano industriale abbastanza impegnativo da portare avanti”. I soci avevano infatti già deciso per la chiusura nel 2021 e la liquidazione in bonis.
Da allora – a partire dal primo gennaio 2017 – le tariffe sono state abbassate “quasi al di sotto della soglia di mercato. Ora verranno alzate di pochissimo, restando sempre a livello di mercato, incidendo di un euro o anche meno sul cittadino”. L’aumento si deve anche al mancato conferimento da parte di tutti i Comuni soci, che nel 2017 ha causato un mancato ricavo di quasi un milione, oltre a comportare un problema in riferimento alle legge Madia sulle società in house: il bilancio di Accam, infatti, dipende per il 67 per cento dai conferimenti dei Comuni, ma si deve arrivare all’80 per cento.

Oltre a ciò, è stato incaricato un nuovo  direttore generale (la scelta è caduta su una figura interna, così da ottimizzare le risorse), è stato trovato un accordo col gestore Europower per la dilazione del debito e sono stati effettuati lavori di adeguamento dell’impianto per ridurre le emissioni.
Eppure nei giorni scorsi il comitato ecologico di Borsano ha denunciato il superamento dei limiti consentiti. “Le porte per i comitati sono sempre aperte. Il livello delle emissioni è stato notevolmente abbassato – precisa Bordonaro –. I lavori di ristrutturazione hanno tenuto le linee ferme per tre mesi. Ora sono ripartite, ma siamo in fase di assestamento, pertanto si è verificato quell’episodio. Arpa effettua un monitoraggio continuo sugli impianti e se si verifica un problema li può stoppare. Inoltre le emissioni di ossidi di azoto sono inferiori rispetto agli altri impianti in Lombardia”.

Insomma, nonostante le difficoltà Accam prosegue nel suo lavoro “con la continuità aziendale come primo obiettivo”: “Abbiamo chiuso i bilanci del 2015 e del 2016. Stiamo attraversando il periodo più critico, ma già a partire dal prossimo anno prevediamo di tornare in utile”. Questo grazie anche alla realizzazione di un impianto per la sanificazione dei rifiuti ospedalieri speciali che verrà attivato ad agosto.
Ma il futuro rimane nella mani dei Comuni del consorzio. “Quello che accadrà è rimesso alla valutazione e alla volontà dei soci, che hanno deliberato di dare corso a un tavolo tecnico per verificare i possibili scenari futuri. Il lavoro si è concluso e, se verrà ritenuto opportuno, sarà illustrato in un incontro aperto al pubblico”.
Indipendentemente dalla scelta finale, l’invito di presidenza e cda è di evitare che divisioni politiche o cambiamenti di maggioranze comportino la dispersione di competenze e del lavoro svolto da chi opera in Accam. “Persone che ci mettono il cuore, oltre che professionisti qualificati. Ci sono possibilità per una riconversione societaria. Perdere risorse così competenti sarebbe una perdita per tutto il territorio”.

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