NOVE SOCI NON CONFERISCONO I RIFIUTI
Accam e il problema “in house”

La Corte dei Conti, interpellata dal Comune di Canegrate, ha stabilito che la società non può essere considerata di interesse pubblico

BUSTO ARSIZIO

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Nuovi problemi per Accam. Se i dati sulle emissioni erano stati presentati con grande soddisfazione da parte della società, ora emerge in maniera dirompente il caso dei soci (nove) che non conferiscono all’impianto di Borsano.
Per via di questi Comuni, la società non può essere considerata in house, come stabilito dalla Corte dei Conti, interpellata dall’amministrazione di Canegrate.

Secondo la Legge Madia, infatti, una società può definirsi in house (e quindi di interesse pubblico) se l’80 per cento del fatturato proviene dai soci. Percentuale attualmente non raggiunta. E, per giunta, altri Comuni sono pronti a ritirare le proprie quote (Gorla Maggiore, Nerviano, Pogliano, San Vittore Olona).

Il consiglio di amministrazione di Accam chiederà una deroga al Consiglio dei Ministri, per evitare che i Comuni mettano a gara il servizio di smaltimento.

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