L’ASSEMBLEA PRENDE TEMPO
Accam, tutto rimandato. Situazione delicatissima

Martedì pomeriggio si è tenuta nella sede dell’impianto di Borsano la prima assemblea dei soci dopo gli arresti che hanno travolto l’azienda

BUSTO ARSIZIO

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Se fino a poche settimane fa la questione era delicatissima, dopo le indagini della Procura di Milano la situazione di Accam si è fatta drammatica.
Martedì pomeriggio si è tenuta nella sede dell’impianto di Borsano la prima assemblea dei soci dopo gli arresti che hanno travolto l’azienda.

Riunione, ancora una volta, blindata. Porte chiuse per stampa e comitati. Sono rimasti fuori anche gli esponenti del Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi avevano richiesto ufficialmente di poter seguire i lavori assembleari, tra cui il deputato legnanese Riccardo Olgiati. Fuori dai cancelli anche l’ex senatore e consigliere comunale bustocco Carlo Stelluti e il consigliere di Castellanza Michele Palazzo.

I sindaci, di fatto, hanno preso tempo, limitandosi a revocare la delega di consigliere a Laura Bordonaro, che nei giorni scorsi si era dimessa da presidente.
I nodi fondamentali, dalla questione dell’in house alla nomina del nuovo presidente, sono state rimandate ai prossimi incontri.
Difficile prendere qualsiasi decisione in questo momento, anche perché 12 dei 27 Comuni soci di Accam sono attesi dalle elezioni. Senza contare che, a complicare ulteriormente il quadro, ci sono gli arresti che hanno azzerato la giunta di Legnano, uno dei soci principali della società che gestisce l’inceneritore.

La riunione del 4 giugno potrebbe essere quella decisiva per sbrogliare una situazione che, al momento, rimane drammatica.

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