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Accam, scontro tra sindaco e 5 Stelle: “Siete abituati ai rifiuti di Roma”. “Si occupi di Busto”

Polemiche sul riconoscimento di un debito fuori bilancio. Il primo cittadino ironizza sulla gestione della capitale, i grillini non ci stanno

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Ancora una volta Accam infiamma il clima in consiglio comunale. In questo caso, a far discutere è stato il riconoscimento di un debito fuori bilancio per pagare lo smaltimento dei rifiuti svolto dalla società sebbene il contratto, scaduto lo scorso 31 dicembre, non sia stato rinnovato.
In particolare, gli esponenti del Movimento 5 Stelle Luigi Genoni e Claudia Cerini hanno contestato i tempi ristrettissimi con cui la delibera è stata portata in commissione, chiedendone il rinvio. Ne è scaturito un botta e risposta col sindaco Emanuele Antonelli dai toni particolarmente vivaci.

Il primo cittadino ha spiegato che, in sostanza, poiché il contratto con Accam – erroneamente – non è stato rinnovato, il Comune non aveva il titolo per pagare un servizio reso. Pertanto si è scelto “l’escamotage” del debito fuori bilancio per porre rimedio alla situazione. Da parte loro, i pentastellati hanno evidenziato che i documenti sono arrivati in commissione senza rispettare l’anticipo previsto: “In delibera sono citati atti che noi non abbiamo – ha osservato Cerini –. Stiamo parlando di 1.150.000 euro; il minimo è poter approfondire la questione, prima di prenderci la responsabilità di votare un debito fuori bilancio”.

A quel punto si è aperto lo scontro con Antonelli: “Lei vota sempre ‘no’, quindi non corre mai il rischio di prendersi la responsabilità. Stiamo parlando di pagare una società che ha svolto regolarmente il suo lavoro. È un normale debito, ma capisco che siate abituati ad avere i rifiuti in mezzo alla strada come a Roma, oppure volete il fallimento della società”.
L’ironico riferimento alla Capitale governata dalla giunta grillina di Virginia Raggi ha stizzito Genoni: “Attacco inutile e pretestuoso. Pensi alla sua giunta e si occupi dei tanti problemi di Busto, evitando queste cadute di stile”.

I 5 Stelle hanno quindi presentato una mozione d’ordine per chiedere il rinvio del punto, rifacendosi al regolamento del Consiglio. “State parlando del regolamento della città di Roma, non di Busto”, ha ribadito Antonelli, prima che la richiesta dei due consiglieri venisse bocciata.
Perplessità sulla delibera sono state avanzate anche da Diego Cornacchia (gruppo misto) e dalla leghista Paola Reguzzoni. Quest’ultima, pur votando a favore del documento insieme al suo gruppo, ha sottolineato che “non essendoci un contratto in vigore, stiamo tentando di sanare un errore responsabilizzando i consiglieri comunali. Ma se noi non votassimo, che cosa succederebbe? Spero che si mandi alla Corte dei Conti una relazione su quello che è successo”.

Più duro, ancora una volta, Genoni, che prima di abbandonare l’aula senza votare la delibera ha tuonato: “Cerchiamo di capire di chi è la colpa. Se ha sbagliato un dirigente, se ne parli in commissione. Ma smettiamola di prenderci in giro su Accam e, una volta per tutte, ci sia più trasparenza”.

“Accuse rispedite al mittente – ha replicato il sindaco, ricordando anche il precedente del 2015 di un debito fuori bilancio di 2 milioni –. Non si permetta di fare insinuazioni. Qui con me di Lanzalone (uno dei principali indagati nell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma, ndr) non ce ne sono”.
Alla fine la delibera è stata approvata. Ma le polemiche sembrano destinate a proseguire.

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