A CAPO DELLA RADIO DI BUSTO QUANDO VENNE DATO L'ANNUNCIO DELLA FINE DELLA GUERRA
Addio a Giovanni Lombardo, “l’uomo della Liberazione”

Se n'è andato all'età di 103 anni l’ingegnere ricordato come “l’uomo del 25 aprile”. A lui fu dato l’incarico di direttore del centro ad onde corte di Busto Arsizio quando Mussolini fece spostare l’unico diffusore globale italiano da Roma

Giovanni Lombardo Radio Busto Arsizio

Valentina Colombo

BUSTO ARSIZIO

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Si è spenta una memoria storica di Busto Arsizio o forse di tutta Italia. Se n’è andato all’età di 103 anni Giovanni Lombardo, l’ingegnere ricordato come “l’uomo della Liberazione”. A lui fu infatti dato l’incarico di direttore del centro ad onde corte di Busto Arsizio dall’Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche) durante la Seconda Guerra Mondiale.

Lombardo, nato a Palermo, visse a Busto Arsizio proprio negli anni del conflitto e fu a capo della radio che diede a tutta Italia l’annuncio della Liberazione, il 25 aprile 1945. Infatti, come molti cittadini bustocchi sapranno, nel ‘43 Mussolini diede l’ordine di spostare l’unico diffusore globale italiano da Roma a Busto Arsizio per evitare la vicinanza dagli americani che cercavano di risalire l’Italia dalla Sicilia.

Ma, come prevedibile, quando l’esercito degli USA arrivò in città, occupò il centro di diffusione, interruppe le trasmissioni e, alle 22:00 del 25 aprile 1945, annunciò al mondo la liberazione dal nazifascismo. In Europa era notte e la stampa era ferma ma in America erano le 16:00. La notizia venne così captata e pubblicata immediatamente sui giornali oltreoceano. Da quel momento il 25 aprile venne adottato come giorno della Liberazione, nonostante parte dell’Italia fosse ancora occupata.

Così Lombardo, che da molti anni risiedeva a Torino, divenne cittadino onorario di Busto e venne ricordato negli anni come “l’uomo del 25 aprile”. A segnalarci i funerali, tenutisi venerdì 16 novembre nel capoluogo piemontese, è Paolo Carollo, bustocco che, fin da bambino, incrociò la storia di Lombardo.

“Da piccolo vidi le radio a valvola – ricorda Carollo – e trovai indicato Busto Arsizio tra le emittenti. Chiesi a mio padre il motivo e scoprii che si trattava di un vecchio impianto esistito in città. Crescendo, decisi di approfondire l’argomento, individuai la nomina di Lombardo e inizia le mie ricerche fino ad incontrarlo”.

Così, nacque un’amicizia: “L’ingegnere Lombardo rimarrà nel mio cuore per sempre. Lo incontrai quando aveva 98 anni, era già sulla sedia a rotelle e mi incaricò di individuare l’edificio che un tempo ospitava i trasmettitori: oggi è sede di una carrozzeria”.

Tutta la vicenda è raccontata nel libro scritto dallo stesso Lombardo nel 2016, “Il Valore della Memoria: una storia poco nota forse volutamente dimenticata. Le vicende dei trasmettitori Eiar di Busto Arsizio”. Una versione che, secondo l’ingegnere stesso conteneva delle imprecisioni. Così, fa sapere Carollo, “presto l’edizione verrà rivista e resa disponibile gratuita su internet in pdf tramite distributori di ebook”. Insomma, “l’uomo della Liberazione” continua a lasciare un segno di valore per la città.

radio a valvola Busto Arsizio

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