La scomparsa di Vittorio Celiento. Il ricordo di Giorgio Romussi
Affascinante per classe ed eleganza

Se n’è andato un caro amico e un grande della professione forense, senza alcun dubbio un gigante della categoria, per capacità intellettuale, abilità dialettica ed eleganza, fascino e gentilezza...

BUSTO ARSIZIO

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(di Giorgio Romussi) – Se n’è andato Vittorio Celiento, un caro amico e un grande della professione forense, senza alcun dubbio un gigante della categoria, per capacità intellettuale, abilità dialettica ed eleganza, fascino e gentilezza.

Napoletano, arrivato a Busto nei primi anni ’60, si integrò perfettamente nel mondo bustocco imponendosi subito nell’attività, conquistando successi, consensi e simpatie anche sotto l’aspetto politico. Un vero piacere ascoltare le sue arringhe in Tribunale, i suoi interventi in Consiglio Comunale, laddove il suo forbito linguaggio, mai banale, si accompagnava ad una puntuale disamina dell’argomento, talvolta in polemica con la parte avversa, ma mai con atteggiamenti o toni scorretti e offensivi.

Difese splendidamente, ai tempi non facili di “Telealtomilanese”, il nostro diritto a trasmettere, scrisse pagine nobilissime all’insegna della giustizia più autentica in centinaia di dibattimenti e processi; seppe farsi ammirare in svariate conferenze su argomenti fra i più disparati, con un gusto, una raffinatezza senza eguali: vere e proprie “lezioni” sotto tutti gli aspetti.

Quanti incontri, quante confidenze, quante interviste sulle pagine prima de “La Spinta”, poi de “La Scelta” e de “l’[email protected]”, in cui l’amico Vittorio elargiva commenti, giudizi, battute con dovizia di brillanti argomentazioni, spesso condite di gustose e non comuni citazioni. Ricordiamo come semplicemente magistrale, da applausi a scena aperta una seguitissima e illuminante conferenza, presso l’Università popolare, sulla storia della canzone in Italia e nel Mondo.

Da sottolineare il suo prodigarsi, spesso e volentieri del tutto disinteressatamente, nei confronti del prossimo, virtù sempre piuttosto rara. E quanta reiterata convinzione, parlata e scritta, nella difesa della libertà, della democrazia, della bellezza della Costituzione, “fra le più avanzate al mondo”, ripeteva. Così com’era, il buon Vittorio, persin ostinatamente e pubblicamente avverso a Silvio Berlusconi (presidente, peraltro, del suo amato Milan).

In occasione di una ricorrenza dell’anniversario della tragedia del Grande Torino caduto a Superga, con un suggestivo articolo su “La Scelta” colpì e commosse un vecchio cuore granata come il sottoscritto sino alle lacrime, ricordando, con il suo ineguagliabile linguaggio, che cosa fu e rappresentò per gli italiani, in quel difficile dopoguerra, quel leggendario squadrone: “Fummo tutti, allora, vecchi e giovani, tifosi del Torino”.

Addio caro amico, e grazie di tutto, di cuore.

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