SI TRATTA DI ANTONIO VITA, PLURIPREGIUDICATO 48ENNE NATO IN GERMANIA
Agguato al benzinaio, il complice in fuga fermato a Venezia

Fermato il tradatese Antonio Vita, complice della rapina al benzinaio Marco Lepri. Dopo l’agguato era fuggito in scooter. L’arresto è avvenuto vicino a Venezia, gli inquirenti lo hanno rintracciato grazie alle testimonianze dei cittadini

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Ѐ stato arrestato anche il secondo responsabile dell’agguato a Marco Lepri, il benzinaio rimasto ferito gravemente a seguito di una rapina, venerdì scorso, a Busto Arsizio.

Si tratta di Antonio Vita, classe 1970, nato in Germania  e residente a Tradate. L’uomo, che aveva fatto perdere le sue tracce dopo essere fuggito in scooter da via Vizzolone di Sopra,  è stato fermato martedì mattina a Campagna Lupia, in provincia di Venezia. Vita è risultato pregiudicato con alle spalle importanti precedenti per droga. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero Nadia Calcaterra della procura di Busto Arsizio, svolte dalla Squadra Mobile di Varese in collaborazione con il commissariato di Busto Arsizio coadiuvato dal Commissariato di Gallarate.

Fondamentali, per l’esito positivo dell’attività investigativa, sono state le testimonianze dei cittadini che hanno rilevato la targa dello scooter in fuga, il cui intestatario risultava essere residente in Svizzera, ma che, in realtà, era in uso a Vita. Grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza, alle intercettazioni e alle analisi dei tabulati telefonici – ha spiegato il pm Nadia Calcaterra, con il procuratore aggiunto Giuseppe D’amico durante la conferenza stampa in Procura – è stato possibile localizzare l’uomo a Venezia.

Il decreto di fermo nei confronti del malvivente è stato emesso lunedì sera alle 22, dopo che il quadro indiziario nei suoi confronti era ormai consolidato. Vita si è chiuso nel silenzio ed ha fornito solo indicazioni per il ritrovamento del suo scooter che è stato rinvenuto all’interno di un garage in provincia di Varese. Si trova ora in carcere a Venezia, in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo.

Dalla conferenza stampa sono emersi ulteriori dettagli: il bottino per il quale è stato tentato l’omicidio di Marco Lepri ammonta a soli 1.300 euro, il benzinaio era in possesso di altri 1.700 Euro che non sono però stati asportati dai rapinatori. Ѐ emerso che Maurizio Fattobene, il 51 enne di Cantù che ha materialmente sparato a Lepri, avrebbe tentato di occultare l’arma del delitto consegnandola ad una vicina di casa. La pistola è stata sequestrata dagli inquirenti già venerdì notte.

Fattobene e Vita si sarebbero conosciuti in carcere. Le indagini sono ancora in corso e ci sono molte circostanze da chiarire. Il Questore di Varese, Giovanni Pepè ha espresso soddisfazione per l’arresto dei due malviventi: “Ѐ un crimine di fortissimo impatto che ha suscitato un vivissimo allarme nella comunità ma ha ricevuto la risposta che meritava. Un corale intervento delle forze di Polizia che hanno consentito di assicurare alla giustizia due pericolosissimi soggetti che non hanno esitato a sparare a sangue freddo per un bottino di 1.300 euro”.

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