RIPRENDE L’OPERATIVITà DEL CENTRO MA IL MOMENTO è DIFFICILE
Aias lancia l’appello: “Sosteneteci nella ripartenza dopo il lockdown”

Il centro di riabilitazione dell’età evolutiva non ha mai interrotto le attività per i pazienti, svolgendole anche da remoto, ma il Covid ha colpito duramente sul fronte economico. L'associazione deve far fronte a molte necessità

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Dopo il lockdown, l’associazione Aias  “Annibale Tosi” (Centro di Riabilitazione Neurologica e Psichiatrica dell’età evolutiva) fa il punto sulla ripresa delle attività. Da poco più di due mesi è stato riaperto in presenza il centro riabilitativo funzionale e sta per ripartire anche il Centro Sperimentale per il Trattamento Intensivo dell’Autismo.

Durante il lockdown molte delle attività del centro si sono svolte da remoto assicurando la continuità agli assistiti.

“Aias è attiva da 54 anni sul territorio – ricorda il direttore generale Alessandro Valtolina – l’attività è svolta da decenni per la maggior parte senza alcun costo per i pazienti che ricevono le prestazioni a titolo gratuito in regime di convenzionamento con il Sistema Sanitario Nazionale. Da quasi vent’anni però la risorse garantite dal regime pubblico sono rimaste stabili, a fronte di costi sempre crescenti per i professionisti e per gli adempimenti burocratici, dunque sono sempre maggiori le difficoltà sul fronte economico. Da qualche anno abbiamo intrapreso una riduzione dei costi che non sono strettamente necessari e la ricerca di nuove fonti di finanziamento ma purtroppo la pandemia da Covid 19 ha duramente colpito anche la nostra associazione”.

Al termine del 2019 era stato raggiunto un sostanziale, anche se delicato, equilibrio tra costi e ricavi, in seguito l’ondata del Covid ha provocato una lunga sospensione delle attività in presenza che è stata comunque adeguatamente sostituita, per la maggior parte dei pazienti, da prestazioni in remoto: “A soffrirne di più sono state la fisioterapia e la psicomotricità ma grazie alla collaborazione con le famiglie siamo riusciti a svolgerle anche a distanza”, osserva Valtolina.

Anche gli operatori hanno subito un periodo significativo di riduzione del lavoro con ricorso alla cassa integrazione. “Inoltre – sottolinea il direttore – il riconoscimento delle attività in remoto ha comunque generato un ricavo molto inferiore ed è quantificabile una riduzione del 25 per cento delle prestazioni attese a fine anno e una perdita economica molto consistente. Aias sta mettendo il cuore per andare avanti ma in questo momento abbiamo bisogno del sostegno degli enti pubblici e dei soggetti privati che possono darci una mano”.

Importante è stato il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto che ha assegnato ad Aias 15mila euro, grazie al bando “Insieme per Varese”.

Franco Castiglioni, tesoriere dell’associazione, ipotizza che la perdita economica, per Aias, potrebbe raggiungere i 200mila euro: “Sosteniamo in modo convinto l’azione che il Comitato Regionale Lombardo delle associazioni aderenti ad Aias Nazionale, nella persona del dottor Gaetano Santonocito stanno portando avanti con regione Lombardia al fine di ottenere, ad esempio il riconoscimento dei costi per le attività da remoto. Nonostante il lockdown i nostri operatori hanno fatto un ottimo lavoro apprezzato dalle famiglie. Busto ha sempre avuto nel cuore Aias e contiamo sulla generosità e sull’attenzione di tutti per superare questo periodo difficile”.

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