NUOVI DIRITTI PER CHI AMA GLI ANIMALI
Albani: “Congedo parentale per chi adotta un cucciolo”

L'idea arriva dagli Stati Uniti. Il consigliere comunale della Lega Nord, Alessandro Albani, sostiene l'iniziativa e auspica che l'esempio sia seguito anche in Italia

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Congedo parentale per chi adotta un cucciolo, proprio come accade quando si diventa genitori. “È la nuova frontiera dei diritti per chi ama gli animali e li considera a tutti gli effetti membri della famiglia”, afferma il consigliere comunale della Lega Nord Alessandro Albani (grande amante degli animali e volontario per l’associazione “Carolina Onlus”), rimasto favorevolmente colpito dall’iniziativa che alcune aziende USA hanno assunto, proponendo ai propri dipendenti giorni di congedo retribuito per chi adotta un animale. Si tratta della“Pawternity leave” (Paw in inglese significa zampa).

“Numerosi studi mostrano i benefici della loro presenza in moltissimi ambiti, compreso quello medico – evidenzia Albani –. Basti pensare alle sperimentazioni relative alla Pet Therapy, una pratica ormai consolidata: gli animali più utilizzati sono senza dubbio i cani ma anche gatti, asini, cavalli hanno dimostrato di poter essere considerati dei veri e propri salvavita, tanto che si parla di ‘animali col camice‘, speciali ‘dottori’ impiegati efficacemente negli ospedali, in centri specializzati e nelle case di cura per le tecniche di riabilitazione, fisioterapia e logopedia, rivelatisi un fondamentale aiuto anche per i bambini affetti da autismo e per la cura della depressione”.

Nel nostro Paese, secondo i dati Eurispes, il 33,3 per cento dei cittadini vive con un animale domestico, e sono presenti oltre 60 milioni tra cani, gatti, uccelli, tartarughe e pesci.
“È’ necessario un cambio di mentalità, quello proveniente dagli Stati Uniti è un bellissimo segnale, ma in Italia su questo fronte siamo già precursori – sottolinea Albani – L’associazione Lav, con il suo presidente Gianluca Felicetti, alcuni mesi fa ha sostenuto l’azione di una dipendente pubblica che ha potuto usufruire del permesso retribuito per assistere il suo cane, in seguito ad un intervento chirurgico. È un caso singolo che però fa ben sperare per il futuro, per questo sostengo, come chiesto da Felicetti, una riforma del nostro Codice Civile per poter considerare a tutti gli effetti i nostri amici a quattro zampe, veri e propri componenti della famiglia”.

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