Emergenza Coronavirus e Sport
Allenamenti a porte chiuse, il nuovo decreto li permette

La nuova disposizione, ricompresa nel DCPM, supera le ordinanze pregresse e permette lo svolgimento degli allenamenti. Anche se l’ultima parola spetta sempre ai gestori delle strutture sportive, soprattutto se di proprietà comunale. Perché le amministrazioni (i sindaci nello specifico) hanno la facoltà di attuare una linea più prudente

BUSTO ARSIZIO

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Emergenza Coronavirus, arriva un primo segnale di “normalizzazione”. Al di fuori della “zona rossa”, gli allenamenti di tutti gli sport, anche quelli che si svolgono all’interno delle palestre, sono consentiti, purché a porte chiuse. La nuova disposizione, arrivata nella giornata di ieri – mercoledì 26 febbraio – e ricompresa nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, permette lo svolgimento di eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati “a porte chiuse”, cioè senza la presenza di pubblico e/o di estranei.

Si attendono, però, chiarimenti definitivi, visto che l’ordinanza regionale prevede, al momento, la chiusura di tutti gli impianti sportivi. E senza modifiche all’ordinanza regionale permane il blocco totale. Un chiarimento potrebbe arrivare nei prossimi giorni, se non già nelle prossime ore, come avvenuto nel caso dei bar e pub che prevedono servizio ai tavoli.

Insomma, seguendo le disposizioni del DCPM l’attività (di allenamento) può riprendere (quella ufficiale e aperta al pubblico rimane sospesa fino al 1° marzo), seppur con qualche ovvia limitazione dovuta al tentativo di contenimento del contagio e con riferimento all’uso degli spogliatoi si raccomanda alle società sportive di mettere in atto tutti quegli accorgimenti igienico-sanitari che si rendono necessari. In buona sostanza, la nuova disposizione, ricompresa nel DCPM, permette lo svolgimento degli allenamenti. Anche se l’ultima parola spetta sempre ai gestori delle strutture sportive, soprattutto se di proprietà comunale. Perché le amministrazioni (i sindaci nello specifico, in qualità di responsabili della salute pubblica sul territorio di competenza) hanno la facoltà di attuare una linea più prudente e di scegliere se autorizzare, o meno, l’utilizzo della struttura.

Busto, sì agli allenamenti a porte chiuse. Nella giornata di ieri, insieme al sindaco Emanuele Antonelli, l’assessore allo Sport Laura Rogora ha comunicato alle società stesse che gli allenamenti sono consentiti, ai sensi delle normative, purché si svolgano a porte chiuse. “Con soddisfazione sottolineo questa novità che consente il recupero dell’importante azione educativa e aggregativa svolta dallo sport, soprattutto nei confronti dei più giovani, in un momento molto delicato e spesso condizionato da eccessivo allarmismo” ha commentato Rogora.

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