La storia onora Busto
Altro che scaramucce…

La contesa non sembra una schermaglia di poco conto. E non solo a livello di bar. Ora a Busto Arsizio si "invoca" la dicitura "città decorata con medaglia di bronzo al valore militare"...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Altro che scaramucce. La contesa non sembra una schermaglia di poco conto. E non solo a livello di bar. Ora a Busto Arsizio si “invoca” la dicitura “città decorata con medaglia di bronzo al valore militare” da collocare sotto i cartelli che indicano “Comune di Busto Arsizio“. Lo chiede il PD dopo la figuraccia della Boldrini che ci rimase male per la Gioeubia dei Giovani Padani e il suo blitz a Busto Arsizio. Ricordiamo che fummo proprio noi a pubblicare sul nostro giornale online (e su fb) la notizia che ricordava l’evento del 9 aprile 1979 quando l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini ci riconobbe l’alta Onorificenza. Per dire che non è un merito avanzare proposte, ma lo è quando tali proposte siano complete di critica totale di un evento e non “prendere a prestito” ciò che conviene. Giusto riconoscere il merito di Busto Arsizio per l’insurrezione contro il Nazi Fascismo, ma giusto far sapere a Donna Laura Boldrini che Busto Arsizio non è come l’ha dipinta lei. Quel “Bella ciao” poi fu interpretato male e fuori luogo per molti. Certo che a discutere ora di Fascismo e Antifascismo (non solo a Busto Arsizio) sembra improvvido. Fa venire in mente “l’era del Duce” dove tutti gli italiani erano Fascisti (tranne pochi), seguita dall’era contraria al Duce dove gli italiani si schierarono tutti (tranne pochi) nella Resistenza.

Da qui ha preso vigore la dicitura che “gli italiani sono ingovernabili” dando ragione a chi ci crede non molto attendibili.  Poi ci ha messo lo zampino Checco Lattuada col suo “lui è tornato” che ha scompaginato questa campagna elettorale a cui ha fatto eco la dichiarazione a caldo del Sindaco di Busto, Emanuele Antonelli a favore dei Fratelli d’Italia. Non è finita. I Dem fanno ricordare le celebrazioni cittadine il 25 aprile e la cronaca dimostra quanto si sia assottigliata la presenza dei Bustocchi a tale cerimonia.

Che si vuol dire? Che la Storia – inconfutabilmente – onora Busto Arsizio per la decisione del 24 aprile 1945 e nessuno potrà mai togliere l’Onore alla città. Sempre la Storia – tuttavia – dimostra che oggi discutere di Fascismo e di Antifascismo per molti (forse troppi) è incomprensibile. Come a dire con Giorgio Gaber “la minestra è di Sinistra – il risotto è di Destra”, quando sia il “risotto” sia la “minestra” rappresentano piatti gustosissimi per l’intero Popolo.

Sembra un vezzo, ma le schermaglie politiche somigliano a bellezze effimere. Fanno solo baccano. Non ce n’è uno che predispone Programmi di intervento nel caso fosse eletto e tutti si aggrappano al “quando sarò eletto, mi prodigherò a…”. Di certo è inutile appellarsi al triste passato, quando l’Italia fu alleata con chi ha voluto “odi razziali” e poco dopo ricusò l’Alleanza e si rifugiò nella Resistenza. Per capire la Storia, meglio rifugiarsi nella… Storia: quella documentata benissimo da libri e servizi TV.

Andare a prendere aneddoti o “pezzi” di Storia per buttarli a macero dentro la campagna elettorale è del tutto superfluo che scombina il “diritto – dovere” di chi deve andare a votare. E siamo al nocciolo della questione. Si dica chiaro e tondo che a votare il 4 marzo è d’una importanza estrema. Votare si può e si deve, in virtù di una necessità morale, ma pure materiale. Anche contro questa Legge Elettorale che non offre al Paese il risultato di chi andrà a governare e che mette “in crisi” il Presidente della Repubblica che non saprà chi incaricare a formare un Governo. Nessuno vincerà e tutti vinceranno: ossimoro della Politica. Vincesse il M5S senza accordi cogli altri sarà all’Opposizione. Vincesse il Centro Destra (Berlusconi – Meloni – Salvini) si litigherebbe sul Premier e sui programmi differenti di FI-Lega-fdI. Ci fosse il PD a governare avrà contro la cosiddetta Sinistra, compresi quei Liberi e Uguali (LeU) che hanno tenuto nel cassetto il dimezzamento dei Costi della Politica.  Ci vogliono un’impennata e uno schiaffo morale da parte di un Elettorato maturo. Quando in tanti (almeno il 75% degli aventi diritto) vanno a votare, si avrà un Governo Democratico. Quando si è solo al 50% (o giù di lì) si avrà sempre un Governo discutibile e i primi a lamentarsi saranno proprio coloro che non avranno votato asserendo che “tanto cambia nulla“. Beh, almeno la Legge Elettorale va cambiata, i Partiti devono essere ridotti a non più di quattro e l’Italia potrà contare su gente a governare sul serio.

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