G2 di Ghioldi Srl - Uboldo
Always on alla smart factory

Dalla realizzazione di quadri elettrici con i preistorici relais alla progettazione e implementazione di una piattaforma basata sui big data e sul cloud

Luciano Landoni

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Dalla realizzazione di quadri elettrici con i preistorici relais alla progettazione e implementazione di una piattaforma, iotly (marchio brevettato), basata sui big data e sul cloud, per la gestione e il controllo remoto dei processi di automazione industriale 4.0. Dal 1969 ad oggi la G2 di Ghioldi Srl di Uboldo di strada ne ha fatta tanta, anzi, si può dire che abbia messo la freccia e abbia imboccato l’autostrada dell’evoluzione industriale, con annessa l’innovazione spinta di prodotto e di processo.

“E’ cominciato tutto alla fine degli anni ’60 per merito di mio padre e di mia madre. Giosuè Ghioldi (una doppia G da cui deriva la ragione sociale dell’azienda) è sempre stato innamorato dell’innovazione tecnologica – spiega la figlia, Cristina, Ceo dell’impresa di famiglia della quale, oltre ai genitori, è socio anche il fratello Alessandro – e ci ha sempre creduto fermamente. E’ stato lui ad assumere il primo diplomato in informatica della provincia di Milano. E’ dalla sua esperienza e dal suo intuito geniale, capaci di risolvere ogni tipo di problemi, che è nato ed è stato mantenuto nel tempo lo slogan aziendale: rispondiamo sempre sì!”.

Giosuè Ghioldi ha 75 anni ed ha passato il testimone aziendale nelle mani di Cristina, 52 anni, nel 2012.

“Io – dice la diretta interessata – ho cominciato a lavorare al suo fianco nel 2002, mi sono fatta la gavetta e mi sono dovuta letteralmente conquistare, con le unghie e con i denti, l’attuale posizione di amministratore delegato. Prima facevo tutt’altro: gestivo un’agenzia di pubblicità e marketing. Nel 2012 mio padre s’è fatto da parte. L’anno scorso ho assunto l’Ingegner Giuseppe Giardina che è diventato la vera e propria ‘mente tecnologica’ dell’azienda. In più, posso contare sulla collaborazione di mio fratello Alessandro che ha una grandissima conoscenza, nonché dimestichezza, con il web. E’ attraverso la somma di queste nuove competenze/conoscenze che la nostra impresa, pur mantenendo fede alle proprie origini, si è sviluppata/evoluta e adesso posso dire che la nostra attività si è trasformata in un punto di riferimento per tutto quello che è l’automazione relativa all’industria 4.0”.

Addirittura?

“Sì, le assicuro che non esagero. Le basti sapere che chiunque adotti la nostra piattaforma iotly ha diritto alle agevolazioni finanziarie, il super e l’iper-ammortamento, previste dalla Legge sull’Industria 4.0 del ministro Calenda. La Smart Factory, per quanto ci riguarda, è la sintesi di tre macro processi: connessione (raccolta dati dell’impianto), digitalizzazione (rapidità di accesso alle informazioni) e intelligence (analisi dei dati e trasformazione in valore). Iotly raccoglie i dati direttamente dall’impianto, li elabora e li invia nel cloud; i dati sono così consultabili in tempo reale da ogni dispositivo: sia esso uno smartphone, un tablet o un PC. Le nostre installazioni lo dimostrano in tutta chiarezza”.

Qualche esempio concreto …

“Un impianto nelle Filippine di un nostro cliente giapponese che, da casa sua, cioè dal Giappone, controlla perfettamente l’andamento della produzione. Siamo diventati degli esperti di domotica industriale. Il bello è che si può vendere al cliente anche il servizio iotly, non solo il macchinario”.

G2 di Ghioldi Srl attualmente occupa 25 persone, con un fatturato di 4,2 milioni di euro su base annua e un’eccellente redditività.

“Nel 2017 siamo cresciuti del +24% sul 2016 e contiamo di mantenere questo trend anche quest’anno. Nell’arco dei 12 mesi siamo in grado – precisa Cristina Ghioldi – di installare 400 impianti (quadri elettici e relative cassette di derivazione). Contiamo di migliorare ulteriormente. Ci piace pensare che dipende da noi il … cervello delle industrie da cui prende le mosse tutto il resto”.

Cambiare “testa” e “pelle” in un’azienda non è semplice …

“Il cambiamento, qualunque tipo di cambiamento, non è mai facile. C’è sempre un qualche tipo di resistenza, soprattutto da parte delle persone con maggiore anzianità lavorativa. Non è affatto scontato riuscire a passare dalla logica del ‘dover fare’ perché qualcuno l’ha detto/ordinato a quella del ‘voler fare’ qualcosa di nuovo perché così si aiuta l’azienda, e quindi se stessi, a crescere. Gli stessi giovani, molto spesso, sono riottosi”.

In che senso?

“Hanno pochi stimoli e scarso entusiasmo. La domanda che ciascuno dovrebbe porsi è questa: perché lavoro? Solo per la retribuzione o anche per qualcosa d’altro? Trovare la motivazione è fondamentale. Noi, proprio per cercare di dare una mano concreta, abbiamo stipulato un accordo con l’Itis Lombardia Superiore di Sesto San Giovanni, gestito dai Padri Salesiani, in virtù del quale paghiamo la retta ad un paio di studenti che svolgono i periodi di stage da noi. Lo stiamo facendo ora per un softwarista”.

Fatti e non solo belle parole.

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