Formigoni e l’inchiesta Maugeri
Anche i ricchi piangono

Il mio, forse, è un Editoriale strano: uno di quelli che scatenano commenti, invidie, stizzose reazioni e per taluni un fatale senso di disagio...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Il mio, forse, è un Editoriale strano: uno di quelli che scatenano commenti, invidie, stizzose reazioni e per taluni un fatale senso di disagio. La sentenza finale della Corte dei Conti chiarisce che Roberto Formigoni, già Presidente della Regione Lombardia, deve risarcire all’Ente Pubblico 47,5 milioni di Euro, dopo uno sconto effettuato sui 60 milioni di Euro dovuti. La condanna in solido di Formigoni è estesa agli ex vertici della Fondazione Maugeri.

Il “complesso del sistema illecito” è acclarato dalle prove emerse e la Procura della Corte dei Conti ha riconosciuto “la fondatezza dell’impianto accusatorio, accertando l’esistenza di un complesso sistema illecito“. Il “sistema” coinvolgeva diverse società italiane che fungevano da tramite nel ripartire attraverso la Fondazione Maugeri i fondi erogati sotto la dicitura “fondi non tariffabili” che finivano nelle tasche di Formigoni e compagnia. I giudici contabili hanno riscontrato sia il “danno erariale” sia la “distrazione di risorse finanziarie della Maugeri negli anni 1999-2011″ che anziché essere destinate a “remunerare l’espletamento di funzioni di interesse pubblico” andavano a remunerare (sic) tasche di… faccendieri. La Corte dei Conti spiega che “il sodalizio aveva ad oggetto il mercimonio delle funzioni politiche – amministrative in un ambito (quello sanitario) particolarmente rilevante per l’interesse pubblico“.

La Procura contabile aveva già disposto il sequestro di importi rilevanti a Formigoni, Umberto Maugeri, Costantino Passerino, Daccò e Simeone; sequestri oggi diventati pignoramenti.

Sin qui, la cronaca. Quel che fa specie è la dichiarazione dell’ex Governatore. “Ora vivrò d’aria” per aver rinunciato “da tempo” ai vari vitalizi. Fa specie per un motivo sostanziale: gli introiti che ha ricevuto dallo Stato per avere svolto anche la funzione di Senatore della Repubblica, vanno ben oltre i ricavi conseguiti con la “Maugeri” e il giro d’affari conseguente. Inoltre, i Giudici (bontà loro che a un altro cittadino non sarebbe successo) hanno acconsentito a Formigoni di scontare “in casa” quel che rimane della condanna a 5 anni e 10 mesi di reclusione appioppati per “corruzione” con i 6,6 milioni di Euro in viaggi esotici da sogno, compreso l’uso esclusivo di due yacht e una villa in Sardegna acquistata al prezzo scontato elargito da Pierangelo Daccò “apriporte” in Regione Lombardia in compagnia del socio Antonio Simone.

Non veniteci a parlare di atteggiamento “cristiano” o di “pietà cristiana”. Sarebbe tutto fuori luogo. Ha ragione Kafka quando dice “non aspettarti Giustizia dalla Giustizia, ma confida in un errore di chi sa cos’è la Giustizia, ma non la attua“. Dicono che “anche i ricchi, piangono”. Formigoni, che sbandiera a tutto spiano che ogni giorno “parla con Dio”, che gli avrà detto sulla sentenza? Spero che il “vivere d’acqua” sia il minimo per “uno” che ha sbandierato morale a tutto spiano e della sua morale non se n’è mai curato.

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