A TU PER TU CON L'INDIMENTICATO TIGROTTO
Andrea Vecchio a tutta Pro: gironi, giovani e Tramezzani

In attesa di un suo ritorno in biancoblù, Andrea Vecchio analizza i gironi di campionato, soffermandosi - inevitabilmente - sugli indimenticabili anni bustocchi con Tramezzani & C.

GIOGARA

Emanuele Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Mentre la Pro Patria prosegue nei test del precampionato (sabato 19 agosto amichevole contro il Borgosesia in quel di Marnate, causa l’indisponibilità dello “Speroni”, fresco di semina), approfittiamo della settimana ferragostana per fare un tuffo nel passato.

E ’ ormai passato qualche anno da quando ha appeso le scarpe al chiodo, ma il calcio continua a rappresentare una grande passione e una parte importante della sua vita. Andrea Vecchio, riconfermato allenatore della Juniores Nazionale della Caronnese dopo l’ottimo lavoro svolto lo scorso anno, ormai è divenuto un profondo conoscitore della Serie D: non fosse altro perché ogni domenica fa da osservatore per la prima squadra visionando gli avversari del turno successivo.

E chi meglio di lui può quindi esprimere un parere sulla tanto chiacchierata differenza tra Girone A e B: “Grosse differenze tra i due – ma lo stesso discorso vale per tutti e  nove i gironi – non ce ne sono soprattutto a causa della regola degli Under che in serie D determina un livellamento dei valori: è la qualità dei giovani che sposta gli equilibri; ormai ogni squadra che nutra ambizioni di alta classifica ha nel proprio roster tre o quattro giocatori di valore ed esperienza, ma è chi sceglie i giovani più bravi che ottiene i risultati migliori”.

Campionato, al via il 3 settembre, nel quale la Pro Patria vuole recitare un ruolo da protagonista: “L’anno scorso ha pagato lo scotto della nuova categoria: la Serie D ha delle dinamiche diverse dalla Lega Pro ed è fondamentale conoscerle: nel prossimo campionato, però, vista la campagna acquisti condotta dalla società biancoblù, ci sono tutti i presupposti perché possa fare bene”.

Pro Patria che Andrea non ha mai smesso di seguire e amare, lui che in maglia biancoblù ha trascorso buona parte della propria carriera da calciatore con ben 142 presenze tra i professionisti, di cui 103 con la casacca tigrotta condite da 5 reti tutte di marca bustocca: “Dopo gli esordi nelle giovanili del Rovellasca, venni acquistato dalla Pro dove iniziai dalla categoria Allievi per poi passare alla Berretti; quella squadra – di cui facevano parte, tra gli altri, Riccardo Colombo e Federico Piovaccari – riuscì a raggiungere le finali Nazionali di categoria”.

Uno dei momenti più belli fu rappresentato poi dall’esordio in prima squadra: “L’esordio avvenne nella stagione 2002/2003 a Busto contro l’Alzano con nostra vittoria per 1-0 con rete di Carlito Trezzi: all’inizio dovevo andare in tribuna, ma a causa delle numerose assenze dell’ultima ora Muraro mi portò a sorpresa in panchina e quando Asara si infortunò, mi gettò nella mischia; fu davvero indimenticabile”.

E indimenticabile fu anche il primo gol da professionista: “Lo misi a segno la stagione successiva, allo Speroni contro lo Spezia; fu un bel colpo di testa su calcio d’angolo battuto da Kalu che valse l’1-1 finale”.

E dovendo citare i match che più sono rimasti scolpiti nel cuore: “Può sembrare scontato, ma Pro Patria-Genoa 4-3 e Pro Patria-Pisa 4-2 sono due partite che – per il blasone e il livello degli avversari – porterò sempre dentro di me; furono due incontri al cardiopalma, avvincenti, unici per come si svilupparono nel corso dei novanta minuti; ricordo anche la vittoria per 1-0 contro il Novara nel 2007 nell’ultima partita di campionato, vittoria che valse una sofferta, ma meritata salvezza”.

Sei stagioni emozionanti, tantissime battaglie combattute insieme ai numerosi compagni di squadra avuti nel corso di quegli anni; ma il numero uno: “Il numero uno in assoluto è stato Paolo Tramezzani, il giocatore più forte con cui abbia giocato e quello che da un punto di vista umano mi ha trasmesso di più; un grande leader, capace di trasmettere sempre la carica a tutti i compagni; un vero trascinatore sia in campo che negli spogliatoi, sempre di esempio per i compagni di squadra”.

E di momenti da raccontare ce ne sarebbero tanti: “Si, però me ne ricordo con piacere soprattutto uno che dà l’idea di quello che Tramezzani rappresentava per noi compagni di squadra. Prima della sfida epica con il Genoa la tensione tra di noi era altissima: Paolo negli spogliatoi ci fece ascoltare una canzone (What’s Up dei Four No Blondes) non per darci la carica – quella era già ai massimi – ma soltanto per darci tranquillità e spensieratezza. E gli effetti si videro poi in campo”.

L’unità e la coesione del gruppo in quegli anni furono fondamentali; un giusto mix di esperienza e gioventù e anche lo spirito che animava l’ambiente faceva la differenza: “Simpatici i vari scherzi che animavano lo spogliatoio: se qualcuno si presentava con biancheria un po’ troppo colorata, rischiava di ritrovarsela inchiodata su qualche albero all’esterno; e poi chi arrivava con auto nuove se le ritrovava a fine allenamento dentro le porte da calcio dello Speroni; le trasferte erano uno spasso e ottimamente organizzate da Beppe Gonnella”.

La lista dei giocatori transitati in quegli anni dalle parti di via Ca’ Bianca è infinita; da quelli d’esperienza – “ricordo con piacere Zaffaroni, di cui sono stato vice allenatore alla CaronneseArtico, un ottima  persona e a suo modo anche Firmino Elia, un vero animale d’area con un innato senso del gol” – a quelli più giovani – “tanti fecero in seguito strada nelle categorie superiori, ma voglio citarne due che ottennero meno rispetto al loro talento: Trezzi e Perfetti”.

Dopo tanti ricordi intrisi di nostalgia uno sguardo al presente: “Quest’anno continuerò come detto la mia esperienza di allenatore della Juniores  della Caronnese, una società ambiziosa e ben organizzata dove mi ha favorevolmente impressionato GiuseppPirola, nuovo Vice Presidente rossoblù una persona piena di grande entusiasmo; avrò a disposizione un buon gruppo che in campionato affronterà ancora i pari età della Pro; sarò soddisfatto se a fine stagione ci sarà stata una crescita del gruppo e avrò trasmesso il mio pensiero ai ragazzi”.

E per il futuro: “Mi piacerebbe rimanere nel calcio,la mia grande passione, potermene occupare a tempo pieno”.

Magari alla Pro, la cui maglia Andrea ha sempre indossato con onore e cuore, senza risparmiarsi.

Copyright @2017

LEGGI ANCHE