IN MEMORIA DEL "GIUSTO", DOTTOR ALADAR HABERMANN
Anna Maria Habermann: “Mio padre sarebbe angosciato per gli atti di intolleranza dei giorni odierni”

In occasione della Giornata Europea in memoria dei Giusti, si è tenuta una breve ma intensa cerimonia, davanti all’ulivo e alla targa dedicata alla memoria del dottor Aladar Habermann, medico ungherese di origine ebrea, che prestò servizio all'ospedale di Busto e salvò le vite di molti perseguitati dalle leggi razziali

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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La città  ha ricordato oggi il suo “Giusto” Aladar Habermann, medico ungherese di origine ebrea, che visse a Busto Arsizio e riuscì a mettere in salvo moltissimi ebrei, partigiani e perseguitati politici. 

In occasione della Giornata Europea in memoria dei Giusti, che si celebra oggi, 6 marzo, si è tenuta questo pomeriggio una breve ma intensa cerimonia, davanti all’ulivo e alla targa dedicata alla sua memoria, nell’aiuola dell’ospedale dove il dottor Habermann dal 1933 al 1939 prestò servizio volontario occupandosi soprattutto dei più poveri ed indigenti.

Alla commemorazione è intervenuto il vicesindaco Isabella Tovaglieri con il consigliere comunale Alessandro Albani, il direttore generale dell’Asst Valle Olona, Eugenio Porfido, la figlia del dottor Habermann, Anna Maria, il Comitato Amici del Tempio Civico, gli Alpini e i rappresentanti delle associazioni Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra. Presente anche il segretario cittadino della Lega Nord, Francesco Speroni.

“Per noi è un duplice motivo di orgoglio, aver contribuito come Amministrazione alla raccolta di firme per istituire la Giornata dei Giusti, universale, ecumenica, che mira a celebrare chiunque si sia distinto contro ogni forma di discriminazione e totalitarismo – evidenzia Tovaglieri – Ed è inoltre, secondo motivo di orgoglio, celebrare oggi  un medico ungherese, di origine ebrea, che ha salvato molte vite incarnando a pieno titolo lo spirito bustocco perché ha aiutato tante persone in modo assolutamente gratuito, con concretezza e pragmatismo, nel silenzio e senza alcun pubblico proclamo”. Il direttore generale dell’Asst, Porfido, ha sottolineato il valore della “memoria compassionevole, profonda ed educatrice, che va trasmessa ai giovani”: “Oggi è il giorno del ricordo – afferma –Mi sarebbe piaciuto parlare col dottor Habermann, per sentire come viveva la sua professione. I Giusti sono cittadini del mondo, superano i confini, le differenze e le barriere”.

Anna Maria Habermann, che ha scelto la professione di medico, ha riportato alla luce molti documenti che testimoniano la storia e l’eroismo del padre: “Pur essendo perseguitato per le sue origine ebraiche si battè per salvare italiani che non conosceva personalmente. Tuttavia proverebbe un incombente senso di angoscia nel vedere gli atti di intolleranza e razzismo che si verificano nei tempi odierni – osserva Anna Maria Habermann –. Vorrei stimolare i miei compatrioti a una forte reazione contro questa deriva, a guardare indietro alla storia e  rimettere al centro l’umanità. Non dobbiamo dimenticare che anche noi, in un tempo non lontano, fummo profughi e ci bollarono come inferiori in ogni stato in cui migrammo”.

Ha quindi rivolto un ringraziamento anche all’ex sindaco Gigi Farioli che dedicò la “Pietra viva” a suo padre e ha manifestato il desiderio di donare all’ospedale di Busto le cartelle cliniche del dottor Habermann risalenti al periodo compreso tra il 1933 e il 1974, per metterle a disposizione dei giovani medici e ricercatori: “Scoprirebbero quanto fosse eroico, allora, il lavoro del medico che riusciva a diagnosticare le malattie solo analizzando i sintomi e grazie al suo sesto senso”.

La cerimonia è stata accompagnata dall’esecuzione al flauto della colonna sonora di Schindler’s List eseguita da Roberto Bartolin dell’Associazione musicale Rossini.

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