DATA CANCELLATA DOPO LE POLEMICHE
Annullato il concerto di Niko Pandetta. L’associazione bustocca: “Permettetegli di ricominciare”

Il cantante neomelodico si sarebbe dovuto esibire a Bollate. “Ho commesso degli errori e ho pagato. Grazie alla musica non delinquo più”. Il sostegno di Guanzini de La Mia Voce Ovunque

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Centinaia di migliaia di fan sui social. Video musicali con milioni di visualizzazioni su YouTube.
Sono i numeri di Niko Pandetta, cantante neomelodico catanese noto alle cronache per essere il nipote di un boss condannato all’ergastolo e per avere diversi anni di carcere alle spalle.
Gli episodi del passato, insieme a esternazioni più recenti, hanno portato alla cancellazione di alcuni concerti, anche nel Nord Italia. L’ultimo, in ordine di tempo, si sarebbe dovuto tenere questa sera, venerdì, in una pizzeria di Bollate. L’alzata di scudi associazioni, cittadini e della politica ha però portato al dietrofront.

“Ma grazie alla musica io non delinquo più” dice Pandetta, ospitato nella sede della cooperativa bustocca “La Mia Voce Ovunque”, che si occupa anche dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Chi sbaglia deve poter ricominciare – osserva la fondatrice Monica Guanzini –. Sapete quanto mi sono battuta per aiutare le persone a ripartire. I percorsi all’interno del carcere sono importanti, ma una volta fuori si deve poter fare una vita normale”.

“Non posso rinnegare la mia famiglia – afferma Pandetta –. Io ho pagato per il mio passato e se dovrò pagare ancora lo farò, ma sarà la magistratura a dirlo. Non capisco però perché si debba cancellare un evento. La canzone dedicata a mio zio? Non parla di mafia, sono solo parole d’affetto per chi è stato come un padre per me. L’ho cantata per l’ultima volta a dicembre. Io non attacco lo Stato o le forze di Polizia. In ogni caso ho tolto dalla scaletta i pezzi contestati, mentre in televisione si vedono cantanti che parlano di droga o violenza sulle donne. Io ho 28 anni e una bambina di sette a casa ed è a lei che voglio pensare”.

Nella nota diffusa dai firmatari della mobilitazione che ha portato alla cancellazione della data di Bollate si fa riferimento alle “inaccettabili esternazioni sulla mafia” e alle “canzoni dedicate ai ‘poveri’ detenuti sottoposti al regime carcerario duro”. Elementi denunciati anche dal consigliere regionale campano Francesco Emilio Borrelli, al quale il neomelodico ha risposto con un video in cui brandisce una pistola dorata. “La pistola è finta. Mi sono sentito attaccato e ho sbagliato”, spiega oggi Pandetta, che a proposito della mafia dice: “La mafia oggi non esiste più perché è stata sconfitta dallo Stato. Io conosco la malavita. La mia famiglia ha sbagliato e sta pagando. E comunque a me interessa cantare le mie canzoni”.

Canzoni che, interviene Guanzini, “parlano d’amore. I concerti si svolgono in maniera regolare, le tasse vengono pagate. Se i sindaci e le amministrazioni comunali temono per la propria reputazione o hanno il dubbio che vengano lanciati messaggi sbagliati, incontrino Niko Pandetta e sollevino chiaramente il problema. Annullare gli eventi all’ultimo giorno non è la soluzione”.
In ogni caso il concerto di Bollate, al quale erano attese 350 persone, non si farà (Pandetta potrebbe però presentarsi in un locale di Canegrate dove è in programma un altro evento). “Non solo avevamo invitato il sindaco facendogli avere la scaletta – aggiunge il manager Enzo Di Fini – ma la serata era stata organizzata con uno scopo benefico: aiutare un ragazzo diversamente abile, grande fan di Niko, ad acquistare una carrozzina per giocare a hockey”.

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