L’episodio risale al 2016
Apologia del fascismo, tutti assolti i tifosi della Pro Patria

Era l’intervallo di Pro Patria-Renate (10 gennaio 2016). I tifosi scattarono la foto che pubblichiamo a corredo del pezzo e finirono a processo per “apologia del fascismo”. Tutti assolti “perché il fatto non sussiste”

Alessio Murace

Busto Arsizio

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Era una delle peggiori, se non la peggiore stagione della Pro Patria in tempi recenti. La squadra collezionava una sconfitta dopo l’altra sul campo. A gennaio, al giro di boa del campionato di Lega Pro, i tigrotti avevano la miseria di sette punti in classifica. Gli spalti dello “Speroni” erano praticamente deserti quel 10 gennaio 2016, in occasione della partita contro il Renate. Non ci sarebbe nulla da ricordare e da ribadire di quel match, se non fosse per quella foto scattata (e poi pubblicata sui social) da alcuni ultras della Pro Patria durante l’intervallo.

Secondo la ricostruzione della Questura (che allora costò il Daspo a tre tifosi, ndr), tra il primo e il secondo tempo della partita, una quindicina di sostenitori biancoblù, seduti nel settore occupato dai tifosi più “caldi” della squadra, si erano raggruppati e, dopo essersi coperti il volto con passamontagna, avevano ostentato il “saluto romano” e il saluto a braccio teso con tre dita, diffuso tra i nazionalisti serbi. Tra i protagonisti della foto c’era anche l’allora consigliere comunale di Busto, oggi coordinatore del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, Francesco Lattuada, che fu colpito dal Daspo e che finì a processo con altri sei tifosi con l’accusa di apologia del fascismo.

Oggi, giovedì 19 luglio, la vicenda si è conclusa in tribunale a Busto Arsizio ed ha visto l’assoluzione di tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste”. Il giudice Valeria Recaneschi ha accolto le tesi degli avvocati dei sette tifosi che si rifacevano al contesto goliardico e non politicizzato in cui era stata scattata la foto e al clima di noia e sconforto che regnava tra i tifosi per l’andamento pessimo della loro squadra del cuore.

Francesco Lattuada, come fece allora pubblicando la foto sul proprio profilo Facebook, ha festeggiato l’assoluzione con un post pubblico, che riportiamo testualmente: “Per la terza volta consecutiva vengo assolto in un processo politico. La magistratura smentisce inquirenti troppo zelanti e forse politicizzati”.

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