Le devastanti conseguenze economiche dell’epidemia da coronavirus
Aprile 2020 su aprile 2019: tracollo (-45%) dell’attività produttiva in Lombardia

Trimestre nero, anzi, nerissimo per le aziende lombarde costrette a far fronte alle dure conseguenze della pandemia: nella Regione il numero di aziende attive diminuisce dello 0,4% (il doppio rispetto al 2019)

MILANO

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Trimestre nero, anzi, nerissimo per le aziende lombarde costrette a far fronte alle dure conseguenze della pandemia: nella Regione il numero di aziende attive diminuisce dello 0,4% (il doppio rispetto al 2019).

A rivelarlo è il “Booklet Economia” del Centro Studi Assolombarda, i cui punti salienti sono stati pubblicati su “Genio & Impresa”, il magazine dell’associazione delle imprese del territorio di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

I dati dello studio certificano gli effetti devastanti del lockdown che negli ultimi mesi ha bloccato l’economia della Lombardia, mettendo a rischio la sopravvivenza e i posti di lavoro di centinaia di imprese lombarde e mostrano come a pagare il prezzo più alto sia il comparto manifatturiero: il numero di imprese attive in questo settore segna, infatti, una contrazione dell’1,7% nei primi tre mesi dell’anno.

Si tratta della diminuzione più importante fra le regioni benchmark a maggiore industrializzazione, ma nemmeno i numeri provenienti dagli altri territori del Nord Italia sembrano essere confortanti: in Emilia Romagna la contrazione è stata pari al  –1,6%, in Piemonte del -1,5%, mentre in Veneto del -1,2%.

I dati preoccupanti però purtroppo non finiscono qui: guardando al confronto diretto con lo stesso mese del 2019, il Centro Studi Assolombarda stima per aprile una caduta di almeno il 45% dell’attività produttiva in Lombardia.

Anche a livello nazionale gli indicatori economici non sono positivi e, in linea con quelli lombardi, sembrano puntare verso una crisi senza precedenti: il PIL crolla verticalmente (-4,7% nel primo trimestre 2020) e scendono in maniera consistente anche la produzione industriale (-29,3%) e l’export (-13,5%).

A registrare una significativa battuta d’arresto è anche il clima di fiducia del manifatturiero che nel Nord Ovest del Paese scende al -20%, raggiungendo livelli simili a quelli della devastante crisi economica iniziata nel 2008.

Il sentimento negativo non si limita all’Italia, ma si allarga anche a Spagna, Francia e Germania dove il valore tocca addirittura quota -35%.

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