ASSESSORE VITTIMA DI UN “HATER”
Arabini scambiata per “candidata musulmana” e sommersa di insulti

La candidata al Consiglio regionale è stata attaccata su Facebook. Preso di mira anche il profilo del padre. “Becera ignoranza, vado avanti”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Pesanti insulti razzisti alla “candidata musulmana”. La vicenda, oltre che deprecabile come tutte quelle che riguardano insulti verbali sferrati su Internet, è pure paradossale. Perché la candidata vittima degli attacchi è la bustocca Miriam Arabini, in corsa con Forza Italia per il Consiglio regionale della Lombardia.
Evidentemente il nome dell’assessore ai Servizi sociali, “poco italiano” alle orecchie di qualcuno, oppure il cognome che richiama la regione culla dell’Islam hanno indotto l’hater di turno all’equivoco.

Così, nelle scorse ore la pagina Facebook “Comitato Miriam Arabini” è stata bersagliata da insulti venati di razzismo, tra cui un “Pure i candidati musulmani, vergognati!”.
Dopo essere stato inevitabilmente bloccato, l’utente non si è arreso e ha preso di mira il profilo del padre di Arabini, con insulti e addirittura con l’invito a “salire su un barcone”.
“Sono odiatori seriali – osserva l’esponente forzista – nascosti dietro profili ‘fake’, che attaccano tutto e tutti, senza nemmeno sapere che io sono una bustocca doc da almeno otto generazioni, orgogliosa della mia identità e di avere una serie di cognomi bustocchi nel mio albero genealogico, da Bandera a Castiglioni, Armiraglio, Colombo, Chierichetti, fino a mio marito che è un Gallazzi”.

Insomma, prosegue l’assessore, “questi ‘webeti’, come li definirebbe Enrico Mentana, sono solo dei poveretti che non hanno nemmeno idea di cosa scrivono. E non chiamiamoli ‘haters’, perché sembra quasi di dare loro importanza”.
Sempre che “dietro a questi ignobili attacchi ci sia solo tanta becera ignoranza, e non un’operazione mirata all’intimidazione di un avversario politico. In questo caso gli autori si dovrebbero vergognare di non saper affrontare la competizione in modo onesto. Sappiano che continuerò con determinazione la mia campagna elettorale”, assicura Arabini, secondo cui “si tratta comunque di un segnale da cogliere con preoccupazione: lo prendo come uno sprone ad insistere nelle attività di prevenzione ed informazione sulla tematica del ‘cyberbullismo’, già attivate dal mio assessorato e dall’amministrazione comunale di Busto Arsizio nel corso dell’ultimo anno”.

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