“Emissione di false fatture con l'aggravante dell'agevolazione delle cosche”
Arrestato il consigliere comunale Paolo Efrem

L’arresto rientra nell’ambito dell’inchiesta su infiltrazioni della 'ndrangheta nel settore dei rifiuti

BUSTO ARSIZIO

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Il Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano ha arrestato oggi cinque persone, tra cui il consigliere comunale di Busto Arsizio Paolo Efrem, nell’ambito di un’inchiesta del pm di Milano Silvia Bonardi su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore dei rifiuti.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il consigliere è finito in carcere per emissione di false fatture con l’aggravante dell’agevolazione delle cosche. L’ordinanza del gip Sara Cipolla riguarda anche il capo del clan di Legnano-Lonate Pozzolo, Vincenzo Rispoli.

Efrem è esponente della lista civica Busto Grande, che lo scorso anno si è unita a Lombardia Ideale, movimento che fa riferimento al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

L’operazione della Dda di Milano è collegata all’operazione Feudo che lo scorso anno ha portato all’arresto di undici persone per traffico illecito di rifiuti. Al centro dell’inchiesta c’era l’imprenditore bustocco Matteo Molinari, titolare della Smr Ecologia.

La nuova indagine ha consentito di riscontrare come questa società, operante nel settore prima del trasporto e poi del trattamento rifiuti, gestendo l’impianto di trattamento rifiuti sito in La Guzza (Como), abbia subito, per un lungo periodo, l’infiltrazione da parte di soggetti legati alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo.

Grazie alla scelta dell’imprenditore arrestato di spiegare le motivazioni sottese all’illecita attività, è stato possibile ricostruire il contesto estorsivo in cui egli, dal 2014 al 2018, è stato costretto ad erogare utilità di vario tipo e, più precisamente, sia somme di denaro che assunzione di personale.

È emerso – riferisce la Procura di Milano – anche come la maggior parte delle dazioni di denaro avveniva attraverso la creazione di fondi creati ad hoc con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Tali provviste, pari a oltre 100.000 euro per un solo anno, sarebbero state utilizzate per far fronte al pagamento delle spese di viaggio e di soggiorno al Nord Italia da parte dei più stretti familiari di un soggetto all’epoca detenuto e sottoposto al regime di cui all’art. 41 bis. Ord. Pen.: da qui il nome dell’operazione “Special Guest”.

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