Indagine di Guardia di Finanza e Procura
Arrestato imprenditore per frode fiscale e bancarotta

La Guardia di Finanza di Gallarate, al termine di una indagine coordinata dalla Procura di Busto, ha arrestato il reale “dominus” di un sistema illecito finalizzato alla frode fiscale ed alla bancarotta fraudolenta e documentale

Busto Arsizio

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La Guardia di Finanza di Gallarate, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura di Busto Arsizio, ha arrestato il reale dominus di un sistema illecito finalizzato alla frode fiscale ed alla bancarotta fraudolenta e documentale. Per gli stessi reati risultano indagate altre quattro persone, amministratori di fatto e di diritto e liquidatori della società coinvolta. Oltre ai reati di cui sopra, tutti e cinque i soggetti sono indagati anche per l’utilizzo di falsi crediti di imposta.

Le indagini hanno permesso di accertare che la società, operante nel campo dei lavori edili, fin dalla sua costituzione, aveva annotato nelle proprie scritture contabili false fatture emesse da società create dal dominus, amministratore di fatto, con il preciso intento di creare crediti Iva inesistenti con i quali compensare le imposte ed i tributi dovuti all’Erario o agli Enti Locali, nonché i gravosi debiti verso gli Istituti previdenziali ed assistenziali per i numerosi dipendenti.

La società era stata costituita al solo fine di consentire alle aziende clienti – aggiudicatrici degli appalti, nei quali la società investigata partecipava come subappaltatrice – di utilizzare manodopera “coperta” da regolari contratti di assunzione e posizioni lavorative ad un costo fortemente concorrenziale, grazie alle indebite compensazioni in tema di contributi assistenziali e previdenziali.

L’attività investigativa – sviluppata mediante l’analisi dei flussi finanziari su svariati conti correnti, nonché con il riscontro della scarna documentazione contabile reperita ed incrociata con le banche dati – portava all’emersione di una base imponibile sottratta a tassazione per circa 2 milioni e mezzo di euro (mediante annotazioni di false fatture) e alla quantificazione di circa un milione di euro di imposte indebitamente compensate tramite la creazione di falsi crediti, con particolare riferimento ai contributi di spettanza degli Enti previdenziali Inps e Inail.

Inoltre, attraverso il sistema delle false fatturazioni, gli indagati ponevano in essere anche condotte di bancarotta documentale e fraudolenta: per aver occultato gran parte delle scritture contabili e falsificato quelle consegnate al curatore fallimentare, nonché per aver distratto dal patrimonio della società fallita denaro per circa 1,2 milioni di euro, simulando il pagamento di fatture per operazioni inesistenti mediante assegni che venivano incassati direttamente dagli stessi amministratori di diritto o di fatto, oltre alla distrazione di sette autovetture e una moto.

L’attività delle Fiamme Gialle a contrasto di tali fenomenologie delittuose costituisce una importante linea d’azione nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria, sia per i profili connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli Enti locali, ma anche perché consente di arginare le alterazioni della concorrenza, la diffusione dell’abusivismo e dell’illegalità nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti onesti che operano nella piena e completa osservanza delle leggi.

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