GRANDE SUCCESSO PER LA 34ESIMA EDIZIONE
Arturiadi: il liceo Tosi tra show, sport e valori

Si è tenuta sabato 6 aprile la 34esima edizione delle "Arturiadi": una giornata di gare sportive, spettacolo e valori che è ormai una tradizione del liceo scientifico "Arturo Tosi". Tra ospiti eccellenti, esibizioni spettacolari e gare all'ultimo respiro

Riccardo Torresan

BUSTO ARSIZIO

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Si sono tenute nella mattinata di sabato 6 aprile, allo stadio di Sacconago, le “Arturiadi”, celebri gare sportive del liceo scientifico “Arturo Tosi”.
Giunta alla sua 34esima edizione, questa manifestazione si è negli anni evoluta: da una semplice giornata di gare, è divenuta oggi un momento iconico del liceo, un sabato mattina di show e sport, che offre agli studenti un’occasione per sentire quello spirito scolastico che – troppo spesso – viene dimenticato.

Tra le sfide dell’edizione del 2019, il fatto che si trattava delle prime Arturiadi senza il loro simbolico “papà”, il professor Maurizio Moscheni, dall’anno scorso in pensione. Il difficile compito di supplire alle non comuni capacità organizzative del docente è rimasto – dopo l’affiancamento dell’edizione 2018 – nelle mani di un team di presentatori selezionati tra studenti ed ex studenti del liceo.
In particolare, sono stati al timone dell’evento gli studenti di quinta Giulia Cecchin, Lisa Manganiello e Giacomo Caccia, insieme ad Alberto Cremonese e Riccardo Torresan, usciti dal Tosi nel 2015. Il gruppo di presentatori, che ha partecipato all’organizzazione, ha anche impresso una ventata di freschezza alla manifestazione, attraverso un profilo Instagram (@arturiadi2019) che ha accompagnato gli studenti del liceo verso l’evento.

La mattinata allo stadio è iniziata, intorno alle 8.30, proprio con i presentatori che commentavano il classico giro di campo d’apertura. Sulla pista, tre gruppi di ragazzi. I campioni del mondo di atletica (titolo conquistato due anni fa a Nancy) hanno portato la fiaccola olimpica insieme alle campionesse italiane di Palermo, che presto rappresenteranno il liceo e l’Italia ai mondiali di Spalato. Infine, i rappresentanti degli studenti hanno portato la bandiera italiana e lo stendardo storico del liceo.
Con l’accensione del braciere, hanno preso il via le gare ed i momenti di spettacolo.

Dal punto di vista sportivo, due erano i grandi attesi della vigilia: Gianluca Denti e Marta Amanì, entrambi lanciatissimi per battere due longevi record di salto in lungo.
Il primo si confrontava con la misura di 6,99m, stabilita nel 1974: nonostante una prestazione di livello assoluto, Gianluca non è riuscito nell’impresa, ricevendo comunque l’ovazione del pubblico.
La seconda, invece, ha polverizzato un record che resisteva dal 1991: Marta ha infatti fatto registrare un salto di 5,47m, che l’ha consacrata come grande promessa atletica a livello nazionale.
Emozionanti anche le finali dei 100 e dei 1000 metri, nonché – su tutti – la staffetta a classi che, come ogni anno, ha fatto saltare tutti sugli spalti.

Sul versante dello spettacolo, hanno tenuto banco – come da tradizione – i balletti organizzati dalle quinte come “saluto” ai loro compagni del liceo: irriverenza, brio e qualche scongiuro per la maturità sono stati gli ingredienti principali che hanno conquistato il pubblico.
Apprezzatissimo anche lo show di ginnastica artistica organizzato dal Gruppo Sportivo Scolastico, interamente pensato e gestito dai ragazzi.

Come ogni anno, inoltre, l’evento ha accolto due ospiti d’eccellenza. Il primo è stato Fabrizio Schembri, campione di salto triplo capace di issarsi più volte ai vertici del movimento nazionale. Felice dell’invito ma soprattutto di vedere così tanti ragazzi impegnati nello sport, Schembri ha sottolineato l’importanza della passione.
“Solo quella – ha affermato – può spingerti su una strada superando ogni ostacolo, fatica e sacrificio. Continuate a fare sport, continuate ad impegnarvi. Bello vedere come ci siano ancora scuole capaci di organizzare giornate come questa”.

Il secondo ospite, invece, è stato Daniele Cassioli, universalmente considerato il più grande sciatore nautico paralimpico di tutti i tempi. Non vedente dalla nascita, a una carriera sportiva stracolma di successi ai più alti livelli, Daniele ha associato molte altre passioni. Diplomato al conservatorio in pianoforte, esercita anche la professione di fisioterapista. Non contento, ha infine scritto un libro, “Il vento contro”, sulla propria esperienza di vita.
“Lo sport è maestro di vita – ha sottolineato – soprattutto per chi ha degli ostacoli aggiuntivi contro cui lottare. Con il tempo, però, questi ostacoli si trasformano in opportunità. In una società di robot, social e schermi, voi siete la dimostrazione di come la persona possa e debba essere ancora protagonista”.
Gli ha fatto eco anche Gigi Farioli, assessore allo sport di Busto Arsizio, orgoglioso nel vedere una manifestazione così riuscita e convinto nel promettere ancor più forti impegni dell’amministrazione.

Nel palinsesto serratissimo, c’è stato spazio anche per un momento toccante che ha emozionato tutti gli studenti, sulla pista e sugli spalti. Le studentesse Silvia Cassani e Chiara Prandoni si sono infatti prodotte in due esibizioni di ginnastica ritmica e danza, in memoria di Ermenegildo Rizzotto, professore di scienze motorie scomparso lo scorso anno. Amatissimo da studenti e colleghi, il docente ha lasciato un ricordo indelebile di sé, ben espresso dalle lacrime che rigavano il volto di molti durante l’esibizione. Alla fine, un gruppo di studenti delle ultime classi avute da Rizzotto ha liberato in cielo alcuni palloncini bianchi, scatenando un applauso commosso.

Complessivamente, resta una mattinata che – al netto di qualche problema tecnico – ha saputo divertire, stupire ed intrattenere. Resta l’immagine di un liceo che, tra i numerosi problemi quotidiani, riesce ancora a reinventarsi mantenendosi saldo nelle proprie tradizioni. E resta la prova di una generazione di ragazzi che, nonostante ciò che se ne dica ogni giorno, sa impegnarsi per raggiungere risultati decisamente non mediocri.

 

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