Indagine congiunturale di Confindustria Alto Milanese (3° trimestre 2018)
Avanti piano, quasi indietro

Il sistema economico dell’Alto Milanese (in particolare, Legnano e comuni limitrofi) ha diminuito (anche se non esaurito) la propria spinta propulsiva.
Lo certifica l’indagine congiunturale (3° trimestre 2018) elaborata dall’Ufficio Studi di Confindustria Alto Milanese...

Luciano Landoni

legnano

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Il sistema economico dell’Alto Milanese (in particolare, Legnano e comuni limitrofi) ha diminuito (anche se non esaurito) la propria spinta propulsiva.

Lo certifica l’indagine congiunturale (3° trimestre 2018) elaborata dall’Ufficio Studi di Confindustria Alto Milanese.

“Nel periodo luglio-settembre 2018 l’attività manifatturiera dell’Alto Milanese – sottolinea una nota diffusa da CAM –  ha registrato un rallentamento rispetto al trimestre precedente, non solo a causa della pausa estiva, ma soprattutto per la frenata dell’economia internazionale e  per l’incertezza politica”.

La produzione industriale è risultata in calo in tutti i settori, seppur con diverse intensità. Lieve decremento anche per fatturato e scorte di prodotti finiti.

“Continuano a preoccupare anche gli elevati costi delle materie prime – prosegue il comunicato stampa di Confindustria Alto Milanese –  che in minima parte le imprese sono riuscite a trasferire sui prezzi di vendita, con conseguente erosione dei margini aziendali e riduzione della capacità di autofinanziamento. Negativo anche il flusso di nuovi ordinativi, sia nella componente estera sia in quella interna. Sostanzialmente stabili i livelli occupazionali”.

Altro fattore critico è l’andamento stentato degli investimenti che tuttavia continuano a caratterizzare la politica industriale della maggioranza delle aziende.

“Le cause – dicono a Confindustria Alto Milanese – vanno ricercate nelle prospettive ancora deboli della domanda e nelle incognite sulle decisioni del governo rispetto al rifinanziamento delle agevolazioni. Come nel trimestre precedente, si attesta al 60% la quota di imprese che intende investire”.

Le prospettive a breve termine circa l’andamento delle vendite sono state riviste lievemente al ribasso.

Con riferimento ai prossimi sei mesi, il 36% del campione – era il 38% nella scorsa indagine- prevede un incremento del fatturato, più del 53% un consolidamento, mentre solo un’azienda su dieci si attende una diminuzione del fatturato.

“Il clima di fiducia rimane quindi improntato alla cautela. Pesano i timori dovuti alla politica commerciale protezionistica americana e alle contromisure di altri Paesi, il rallentamento in alcune economie europee, l’aumento dello spread in Italia insieme a un accentuato clima di sfiducia di famiglie e innanzitutto imprenditori. A questo si va ad aggiungere – sottolinea la nota di CAM –  l’attesa di un graduale incremento dei tassi d’interesse a medio-lungo termine e la fine del programma d’acquisto di titoli pubblici e privati da parte della Banca centrale europea a dicembre 2018”.

Vediamo nel dettaglio i principali comparti produttivi.

Settore Meccanico: produzione industriale in lieve contrazione e fatturato in linea con il precedente trimestre. Il portafoglio ordini ha visto ridotti gli ordinativi interni mentre le commesse provenienti dall’estero sono risultate in miglioramento. Scende dal 61% al 56% la quota di aziende che dichiara investimenti in macchinari e impianti nel breve periodo, mentre le aspettative sul fatturato sono le stesse per oltre il 60% delle imprese e in crescita per il 28%. Invariata l’occupazione.

Settori Tessile-Abbigliamento e Calzaturiero: l’indagine ha evidenziato un leggero indebolimento della produzione, anche per motivi di stagionalità, e una piccola flessione del fatturato e del livello delle scorte. In peggioramento il flusso di nuovi ordinativi italiani e anche esteri. In salita i costi delle materie prime impiegate che solo in parte sono state trasferite sui listini prezzi. Nonostante le tensioni sulla marginalità e il permanere di lunghi tempi di pagamento, la richiesta di credito bancario è scesa. Si presume nel prossimo semestre una certa stabilità del fatturato. Oltre la metà del campione ha in programma investimenti nei prossimi sei mesi.

Settori Lavorazione Materie Plastiche e Chimico: moderata diminuzione della produzione industriale, come del fatturato e del portafoglio ordini, soprattutto interni. Il grado di utilizzo degli impianti è stato soddisfacente. Sono proseguiti gli aumenti dei costi delle materie prime. Le aspettative di fatturato per i prossimi sei mesi si confermano positive nel 50% dei casi, mentre la propensione ad effettuare nuovi investimenti si mantiene ancora tonica con il 69% delle imprese – era il 71% il secondo trimestre – che ha programmato spese in conto capitale.

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